Russia – Ucraina. Vertice di Parigi: segnali di disgelo

Russia – Ucraina. Vertice di Parigi: segnali di disgelo

Nel corso del recente vertice di Parigi sono stati raggiunti importanti accordi per una soluzione pacifica del conflitto nel Donbass. K metro 0 – Parigi – Il presidente ucraino Putin e il suo collega russo Zelens’kyj sono arrivati a un accordo per il cessate il fuoco nell’Ucraina orientale, dove dal 2014 è in corso un

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Nel corso del recente vertice di Parigi sono stati raggiunti importanti accordi per una soluzione pacifica del conflitto nel Donbass.

K metro 0 – Parigi – Il presidente ucraino Putin e il suo collega russo Zelens’kyj sono arrivati a un accordo per il cessate il fuoco nell’Ucraina orientale, dove dal 2014 è in corso un conflitto a intensità variabile.

La notizia viene da un comunicato congiunto rilasciato al termine del vertice di Parigi, durante il quale i presidenti dei paesi del Quartetto Normandia (Germania, Russia, Francia e Ucraina) si sono riuniti in cerca di una soluzione diplomatica al conflitto.

Il fatto che siamo l’uno al fianco dell’altro oggi a Parigi è un importante risultato“, ha sottolineato il presidente francese. Un ottimismo confermato dalle parole della cancelliera tedesca: “La mia sensazione rispetto a questo incontro odierno…” ha osservato la Merkel “…è che ci sia molta buona volontà per risolvere le questioni difficili. Sono molto soddisfatta per l’esito del vertice“.

Da parte sua Putin ha dichiarato che “Il processo si sta sviluppando nella buona direzione“, ma sottolinea la necessità di modificare la Costituzione ucraina per creare uno statuto speciale per il Donbass. Rimane però ottimista: “La Russia farà tutto il possibile affinché tutte le questioni siano risolte e il conflitto in quanto tale possa finire“.

Più cauto si è dimostrato il presidente ucraino. La sua è una prudenza comprensibile: Zelens’kyj fondò infatti la sua campagna elettorale principalmente sulla ricerca di una soluzione pacifica per il conflitto. “Solo i fatti confermeranno quello che è stato detto” ha infatti dichiarato, aggiungendo che, pur non lamentandosi dei risultati, avrebbe preferito un accordo più ampio, e soprattutto ha ricordato come “…un cessate il fuoco è stato dichiarato 20 volte negli ultimi cinque o sei anni, e 20 volte è stato violato“.

Il vertice di Parigi è stato un test importante per Zelens’kyj. Molti, infatti, temevano che il presidente ucraino potesse fare troppe concessioni al suo collega russo.

L’inizio del conflitto, che finora ha provocato 13 mila morti, un milione e mezzo di profughi e 40 mila feriti, risale al 6 aprile del 2014, quando alcuni manifestanti filo-russi armati occuparono dei palazzi governativi nei vari oblast di Donec’k, Luhans’k e Charkiv, nell’Ucraina orientale.

Una situazione che dovrebbe cessare nel prossimo futuro, grazie a questi sei accordi raggiunti:

1-Le parti coinvolte, Russia e Ucraina, si impegnano a una completa e veloce realizzazione del cessate il fuoco, con tutte le relative misure di sostegno alla tregua, entro la fine di quest’anno.

2-Le parti manterranno un accordo all’interno del Gruppo di contatto trilaterale (che riunisce i vertici di Ucraina, Russia e l’OSCE, ndr) con l’obiettivo di demilitarizzare tre zone nel Donbass, anche se non si sa ancora quali, entro la fine di marzo del prossimo anno.

3-Entro 30 giorni, il completamento di un altro accordo, sempre all’interno del Gruppo di contatto trilaterale, per stabilire nuovi punti per attraversare la linea del fronte del conflitto in accordo con criteri umanitari.

4-La restituzione reciproca di detenuti da entrambi le parti coinvolte, Ucraina e Russia, entro il 24 dicembre prossimo, data stabilita da Zelens’kyj.

5-l’organizzazione di un nuovo vertice del Quartetto Normandia tra 4 mesi, questa volta a Berlino, per verificare l’effettivo avanzamento degli accordi e riprendere un colloquio tra i quattro rispettivi presidenti per raggiungere un accordo sulle questioni non ancora risolte.

6-L’integrazione della “Formula Steinmeier” nella legislazione dell’Ucraina, che sia conforme a quella già concordata con il Gruppo di contatto trilaterale e il Quartetto Normandia.

Ideata dall’ex ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, permetterebbe di tenere nelle zone del Donbass elezioni indipendenti e democratiche, sempre secondo le regole della legislazione Ucraina e sotto supervisione dell’OSCE, per concedere ai separatisti un autogoverno legittimo. La proposta non venne mai accettata dal precedente leader ucraino, Petro Oleksijovyč Porošenko, che la riteneva una sconfitta per il Governo ucraino e una legittimazione per le azioni dei separatisti.

Zelens’kyj, da parte sua, sarebbe favorevole a queste elezioni, ma solamente dopo il ritiro delle truppe russe dalle zone del conflitto, sottolineando anche la necessità del recupero della sovranità ucraina nei territori invasi.

La strada intrapresa nel Vertice di Parigi rimane comunque ottimista. Aver svolto un incontro tra i quattro leader del Quartetto Normandia è già un ottimo risultato: il presidente Macron ha infatti ammesso che, anche se l’incontro non ha portato “…a una soluzione miracolosa” si è rivelato comunque “…un passo in avanti” per la ricoluzione pacifica del conflitto nel Donbass“.

 

di Emiliano Federico Caruso

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