Rassegna europea. L’attentato sul London Bridge. La Cop25 a Madrid. Lo sciopero generale in Francia

Rassegna europea. L’attentato sul London Bridge. La Cop25 a Madrid. Lo sciopero generale in Francia

K metro 0 – Parigi – L’evento più significativo della settimana è di certo l’agguato mortale all’arma bianca, di matrice terroristica, sul London Bridge, nel corso del quale hanno perso la vita due giovani ricercatori, Jack Merrit, di 25 anni, e Saskia Jones, di 23. Entrambi sono stati feriti a morte da un terrorista già

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K metro 0 – Parigi – L’evento più significativo della settimana è di certo l’agguato mortale all’arma bianca, di matrice terroristica, sul London Bridge, nel corso del quale hanno perso la vita due giovani ricercatori, Jack Merrit, di 25 anni, e Saskia Jones, di 23. Entrambi sono stati feriti a morte da un terrorista già condannato e stranamente in libertà, Usman Khan, di 28 anni, venerdì scorso, 29 novembre. Jack e Saskia condividevano la stessa passione per la Criminologia e partecipavano ad un evento organizzato dal programma Learning together dell’Università di Cambridge. Il programma si occupava, e non a caso, della riabilitazione dei detenuti.  L’omicidio è accaduto mentre in Gran Bretagna è in corso di svolgimento la campagna elettorale per il voto del prossimo 12 dicembre. E naturalmente, il fatto che il terrorista fosse libero ha scatenato un enorme dibattito.

Il Guardian solleva il caso di un tentativo di strumentalizzazione elettorale “disgustosa” da parte del premier uscente Boris Johnson. “Anche se le famiglie di una delle vittime hanno pregato di non utilizzare la morte di un figlio per una repressiva azione politica”, scrive il quotidiano londinese, “Boris Johnson si è spinto a dire che ‘un governo di sinistra’ è responsabile della liberazione di Usman Khan. La famiglia di Jack Merritt”, prosegue, “ha chiesto che l’omicida di ‘nostro figlio, bello e di talento’ non venga strumentalizzato per obiettivi politici”. E nonostante questa insistente preghiera, i conservatori hanno spinto la vicenda dolorosa e tragica per “un vantaggio politico, promettendo la fine dei facili rilasci di coloro che sono stati condannati per terrorismo, e hanno accusato Jeremy Corbyn di essere incapace di salvaguardare la sicurezza pubblica”. Dinanzi a tutto ciò, il padre di Merritt, David, è stato costretto a twittare: “non usate la morte di mio figlio e le foto della sua collega per promuovere la vostra vile propaganda. Jack era contrario a tutto ciò per cui voi vi battete – odio, divisione, ignoranza”. Insomma, una bella lezione di civiltà ai Tories e allo stesso Boris Johnson. Richard Burgon, ministro ombra della Giustizia, ha accusato Johnson di “trasformare una tragedia in un piatto politico pre-riscaldato offendendo il Labour”, scrive ancora il Guardian.  Khan venne rilasciato un anno fa, dopo aver scontato sette anni di detenzione per aver “preso parte ad un attentato dinamitardo ispirato da Al-Qaeda. E il leader dei Tories e primo ministro Johnson ha utilizzato una lunga intervista alla BBC per accusare il Labour del rilascio anticipato di Khan” conclude il Guardian, che ovviamente pubblica dozzine di articoli sulla tragedia del London Bridge.

L’altra notizia della settimana è l’inizio, lunedì 2 dicembre, a Madrid della Conferenza Onu Cop 25. La cancellazione della conferenza in Cile dopo le grandi manifestazioni di protesta contro il governo di Piñera, ha convinto l’Onu a spostare l’appuntamento nella capitale spagnola.  E secondo il quotidiano El Paìs, si tratta di una conferenza molto importante se non decisiva: “per effetto dell’alta sensibilità dell’opinione pubblica al riscaldamento globale, che i cittadini provano sulla propria pelle; per effetto delle battaglie di Greta Thunberg; per la capacità della Spagna di organizzarlo quasi con immediatezza, mentre è stata mantenuta la presidenza cilena”. Insomma, scrive El Paìs, “una buona medaglia per il governo – debole – e sul petto di Pedro Sanchez. Nell’annunciare la conferenza, Díaz Ayuso ha sottolineato le molteplici attività e iniziative, come quella di piantare un albero per ogni assistente”. Inoltre, aggiunge El Paìs, “la conferenza Cop25 conferisce a Madrid e alla Spagna un’opportunità di esibire unità e serietà. Per Cristina Gallach, Alto Commissario per l’Agenda 2030, si tratta di sensibilizzare l’opinione pubblica e procedere nella convinzione che la transizione ecologica è giusta. Questa sarà la spina dorsale della legislatura e coincide assolutamente con il Green New Deal avanzato dalla nuova Commissione europea”.

Infine, la Francia è al centro di un enorme conflitto sociale che culminerà nello sciopero generale del 5 dicembre. I sindacati già da tempo mobilitati fanno appello alla solidarietà, scrive Liberation. “Gli insegnanti e il personale della scuola pubblica hanno già aperto una sottoscrizione di solidarietà via Paypal, per concedere a chiunque voglia la possibilità di partecipare allo sciopero, come nel caso dei tanti precari ad esempio.  In pochi giorni, la colletta ha già raggiunto i 10mila euro supplementari, facendo aumentare la somma già disponibile a 124 755 euro”. Tuttavia, la Cgt non prevede una grande mobilitazione nelle strade di Parigi. “Lo sciopero sarà molto partecipato”, scrive ancora Liberation, “ma è possibile che il corteo non sarà così grande come auspichiamo, in ragione delle difficoltà di accesso a Parigi”. Molti saranno costretti a occuparsi dei figli, dal momento che le scuole saranno chiuse. Insomma, prosegue Liberation, “se lo sciopero si annuncia molto partecipato nell’impiego pubblico, le centrali sindacali fanno appello ai lavoratori del settore privato a partecipare al movimento. Un messaggio esteso anche a coloro che di solito non fanno scioperi, come i lavoratori del commercio”. Quanto potrebbe durare lo sciopero? Si chiede Liberation. E conclude: “tutti promettono che il 5 dicembre avrà un seguito”.

di Joseph Villeroy

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