L’Intervista a GINO PAOLI. “Appunti di un lungo viaggio”

L’Intervista a GINO PAOLI. “Appunti di un lungo viaggio”

Intervista di Maria Antonietta Schiavina K metro 0 – Campiglia Marittima – Sessant’anni di canzoni racchiusi in “Appunti di un lungo viaggio”, un nuovo doppio disco uscito in primavera, con cui il cantautore celebra il suo lungo percorso fra le note. Per festeggiare questo importante progetto- prodotto da Aldo Mercurio, Danilo Rea, in collaborazione con

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Intervista di Maria Antonietta Schiavina

K metro 0 – Campiglia Marittima – Sessant’anni di canzoni racchiusi in “Appunti di un lungo viaggio”, un nuovo doppio disco uscito in primavera, con cui il cantautore celebra il suo lungo percorso fra le note. Per festeggiare questo importante progetto- prodotto da Aldo Mercurio, Danilo Rea, in collaborazione con Parco della Musica Records- Gino Paoli, che il 23 settembre ha compiuto 85 anni, ha tenuto concerti in giro per l’Italia, tutti sold out. E solo per Natale si concederà un periodo di riposo insieme a tutta la sua mega famiglia- la moglie Paola, quattro figli e quattro nipoti- nella casa di Campiglia Marittima, in Toscana, costruita sul terreno del nonno paterno Gino “operaio dalle mani grandi e forti e il cuore tenero”, racconta il cantautore.

Da bambino- dice Paoli, ricordando con una punta di nostalgia la sua infanzia- a Campiglia ci andavo in estate, con la borsa piena di libri, che poi leggevo seduto nella cava accanto alla casa, dove fantasticavo, felice di poter stare in quello che consideravo un paradiso, fino ad ottobre- quando si riaprivano le scuole-con nonno Gino e nonna Uliva, insegnante elementare, piccola e nera proprio come un’oliva”.

Un luogo magico, quella casa della sua infanzia. Pieno di ricordi. Un luogo, che poi nel tempo, è diventato il suo buen retiro.

“Dopo anni in cui, una volta morti i nonni, il casale è rimasto vuoto, ho deciso che non potevo abbandonarlo e ne ho fatto il mio angolo di pace, progettandolo nei minimi particolari, senza spezzare o cambiare il paesaggio. Nel terreno intorno poi, ho piantato anche gli olivi- ce ne sono 2000- per produrre “l’olio dei Paoli”, che ho racchiuso in piccole bottiglie disegnate da mio terzo figlio Niccolò, che è fotografo e pittore”.

Il suo ultimo album contiene le sue più belle creature musicali. Ma quale di queste le ha dato più soddisfazioni?

“Giudico le mie canzoni per le emozioni che trasmettono e, in questo senso, “Sassi” è quella che meglio comunica il mio pensiero di quando l’ho scritta”.

In un vecchio motivo “Ehi Ma”, lei denuncia il razzismo, verso cui esprime il suo totale dissenso. Oggi che il razzismo sta riprendendo quota, grazie a chi continua a predicare l’odio, cosa pensa?

“Chi è razzista, lo è perché da bambino nessuno gli ha detto che le persone sono tutte uguali. E una piaga come il razzismo si può sconfiggere solo educando le persone fin dall’infanzia. Anche le scuole hanno una grossa responsabilità: bisogna insegnare alla gente a unirsi e non a dividersi”.

Nel 1998, ha scritto la canzone “Pomodori”, dove parla di melanzane, purè di fave, cicorione” Ma Gino Paoli, cantautore a produttore di olio, che rapporto ha con il cibo?
“Il cibo è cultura, storia, passione. Per questo ho voluto dedicargli una canzone. Per farne capire l’importanza, ma anche la poesia”.

In molte interviste ha dichiarato che avrebbe voluto passare gli anni della pensione e fare il contadino. Ma invece, smentendo i suoi buoni propositi, sta continuando a tenere concerti?

“Dentro di me vorrei fermarmi, lo penso davvero, ma poi non ci riesco perché il richiamo del palcoscenico è come una droga, senza la quale non posso essere felice”.

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