Francia e Danimarca: fronte comune sull’immigrazione nell’Ue

Francia e Danimarca: fronte comune sull’immigrazione nell’Ue

K metro 0 – Parigi – Il presidente Emmanuel Macron e il primo ministro danese Mette Frederisken hanno deciso di far fronte unito sull’immigrazione annunciando che proporranno all’Unione Europea di costruire una politica comune verso l’immigrazione. Da mesi il presidente francese è costretto da un’opinione pubblica sempre più irrequieta – e dall’avvicinarsi delle elezioni –

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K metro 0 – Parigi – Il presidente Emmanuel Macron e il primo ministro danese Mette Frederisken hanno deciso di far fronte unito sull’immigrazione annunciando che proporranno all’Unione Europea di costruire una politica comune verso l’immigrazione.

Da mesi il presidente francese è costretto da un’opinione pubblica sempre più irrequieta – e dall’avvicinarsi delle elezioni – ad affrontare questo problema ed ha già cominciato a mettere rigidi paletti per chi vuol entrare in Francia. Due mesi fa ha varato un pacchetto di provvedimenti che lui stesso ha presentato con queste parole: “La Francia non può accogliere tutti se vuole accogliere bene”.

Si tratta, però, di provvedimenti validi solo a livello nazionale che rischiano di entrare in contrasto con le linee vigenti in Europa. L’inquilino dell’Eliseo deve essersi guardato intorno alla ricerca di chi avesse affrontato una situazione simile alla sua. L’attenzione non poteva che cadere sulla Danimarca dove, a sorpresa, i socialdemocratici hanno ribaltato i sondaggi della vigilia sconfiggendo le formazioni della destra populista. Una vittoria che i socialdemocratici danesi hanno conquistato caratterizzando la campagna elettorale (oltre che sull’occupazione e l’economia) su due temi spiazzanti per gli avversari: una decisa stretta sull’emigrazione e una convinta sensibilità in difesa dell’ambiente.

Due temi molto cari a Macron che, queste settimane, ha rilanciato l’accordo di Parigi insieme al presidente cinese Xi Jinping. Ora è la volta dell’intesa con l’amico Danese per convincere l’Europa a ridiscutere l’intera materia e affermare un’azione comune.

In una dichiarazione congiunta a Parigi, i due leader chiedono “una protezione rafforzata delle frontiere esterne europee” partendo, però, da posizioni che non lasciano spazio al razzismo. Il problema di fondo – hanno spiegato Macron e Frederisken – è che le regola attuali non funzionano e portano a situazioni che il primo ministro danese ha definito “disumane” e ormai inaccettabili.

A questo proposito, nello stesso arco di ore, dai piani alti di Bruxelles veniva ripetuta la richiesta di chiusura del campo di cosiddetta “accoglienza” a Vucjak, nella Bosnia nordoccidentale. I migranti sono ammassati in una ex discarica accanto a un campo minato che risale alla guerra del Kosovo e non ancora bonificato. Per queste centinaia di disperati il pericolo maggiore arriva con la stagione invernale, quando le temperature scenderanno sottozero. Michala Matuella, della direzione generale della Commissione europea per la politica di vicinato, ha rivolto un pressante invito al governo bosniaco: “I migranti devono essere trasferiti subito in altri siti, la situazione attuale è scioccante”.

 

di Andrea Lazzeri

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