Usa. Inizia al Congresso l’iter per l’impeachment di Trump

Usa. Inizia al Congresso l’iter per l’impeachment di Trump

Hillary Clinton: “una vergogna” non rivelare un rapporto sulle interferenze russe K metro 0 – Washington – “Se non è questa una condotta da impeachment, quale lo è?”. Nell’atteso discorso di apertura della prima udienza pubblica sul possibile impeachment del presidente statunitense, Donald Trump, il presidente della commissione Intelligence della Camera, il democratico Adam Schiff,

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Hillary Clinton: “una vergogna” non rivelare un rapporto sulle interferenze russe

K metro 0 – Washington – “Se non è questa una condotta da impeachment, quale lo è?”. Nell’atteso discorso di apertura della prima udienza pubblica sul possibile impeachment del presidente statunitense, Donald Trump, il presidente della commissione Intelligence della Camera, il democratico Adam Schiff, ha dichiarato che “un piano per ottenere un beneficio politico personale” è stato messo in atto dalla Casa Bianca, attraverso il blocco dei 400 milioni di dollari di aiuti militari all’Ucraina, con l’intento di convincere Kiev a indagare sull’ex vicepresidente Joe Biden, come chiesto da Trump. “Qualcuno dirà che gli aiuti sono poi stati forniti. È vero. Ma solo dopo che il Congresso ha cominciato a indagare; solo dopo che gli avvocati del presidente hanno saputo della denuncia del segnalatore e solo dopo che i membri del Congresso hanno cominciato a fare domande scomode sul do ut des” ha detto. Un piano “non diventa meno detestabile perché scoperto prima che sia pienamente portato a termine. Infatti, gli aiuti sono stati rinviati per molto tempo e c’è voluto l’intervento del Congresso per assicurarne il rilascio” ha aggiunto. Trump potrebbe essere accusato di abuso di potere per le pressioni esercitate sul presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, per convincerlo a indagare su Biden e sul presunto ruolo dell’Ucraina nelle interferenze nelle scorse elezioni presidenziali statunitensi. Le indagini sul presidente sono partite dalla denuncia di un ‘whistleblower’, un agente dell’intelligence, su una telefonata tra Trump e Zelensky, avvenuta a luglio. Oggi hanno testimoniato l’ambasciatore Bill Taylor, attuale incaricato d’affari ad interim in Ucraina, e il funzionario George Kent, del dipartimento di Stato. Il 15 novembre sarà ascoltata Marie Yovanovic, ex ambasciatrice statunitense in Ucraina, il cui allontanamento, deciso dal presidente Trump, è tra le questioni al centro delle indagini. I tre testimoni hanno già parlato con gli investigatori, a porte chiuse.

L’ambasciatore Bill Taylor ha detto che l’ambasciatore presso l’Unione europea, Gordon Sondland, gli disse che “tutto, nei rapporti tra Stati Uniti e Ucraina, anche gli aiuti per la sicurezza” dipendeva da un annuncio pubblico del presidente ucraino Volodymyr Zelensky sulle indagini contro l’ex vicepresidente Joe Biden. Taylor, che ha ribadito, durante la prima udienza pubblica sul possibile impeachment del presidente Donald Trump, le accuse già formulate nell’udienza a porte chiuse, ha dichiarato che gli ucraini erano consapevoli dei prerequisiti per avere dei buoni rapporti con Washington. Taylor ha poi raccontato che un membro del suo staff chiese a Sondland cosa pensasse Trump della situazione in Ucraina, dopo una telefonata tra i due, e che l’ambasciatore rispose che il presidente “era interessato soprattutto alle indagini su Biden, su cui Rudy Giuliani [l’avvocato di Trump, ndr] stava facendo pressioni, più che all’Ucraina”.  Inoltre, Taylor ha ribadito che Giuliani ha guidato un canale politico “altamente irregolare” sull’Ucraina, contro gli obiettivi di lunga data della politica statunitense.

E sempre a proposito di interferenze russe nelle campagne elettorali, la ex segretaria di Stato e candidata alla presidenza degli Stati Uniti nel 2016, Hillary Clinton, definisce “vergognoso” che il governo britannico non pubblichi un rapporto parlamentare sulle possibili interferenze russe nella politica britannica, mentre il Paese si avvicina al voto del 12 dicembre. “Trovo inspiegabile che il vostro governo non diffonderà un rapporto del governo sull’influenza russa. Inspiegabile e vergognoso”, ha affermato a Bbc Radio 5 live. Il governo del premier conservatore Boris Johnson in precedenza ha smentito l’accusa di non diffondere la relazione per evitare uno scandalo a pochi giorni dal voto. “Ogni persona che vota in questo Paese merita di vedere quel rapporto prima delle elezioni”, ha dichiarato la ex candidata presidenziale, sconfitta nelle elezioni del 2016 che secondo l’intelligence statunitense sono state segnate dall’interferenza russa. Hillary Clinton ha aggiunto che “non c’è dubbio” che Mosca sia “determinata a tentare di dare forma alla politica delle democrazie occidentali”. “Non a vostro vantaggio, ma a loro vantaggio”, ha sottolineato. Il Parlamento britannico ha in precedenza ricevuto comunicazione che il rapporto della commissione Intelligence e sicurezza è stato inviato al premier per approvazione il 17 ottobre. L’indagine su presunte azioni segrete della Russia nel processo elettorale britannico includono anche possibili interferenze nel voto sulla Brexit del 2016 e nelle elezioni del 2017. Mosca è stata accusata di aver condotto sofisticate campagne di disinformazione nel mondo per sostenere i propri interessi.

di Joseph Villeroy

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