La Germania chiede all’Ue di aprire le porte a Macedonia e Albania

La Germania chiede all’Ue di aprire le porte a Macedonia e Albania

K metro 0 – Berlino – Il ministro degli esteri tedesco, Heiko Maas, mercoledì ha chiesto all’Unione europea di “aprire le porte” alla Macedonia del Nord, iniziando finalmente i negoziati per l’entrata del Paese all’interno dell’Ue. Una minoranza dei membri, capitanata dal presidente francese Emmanuel Macron, ha infatti bloccato l’intero processo. Maas si è rivolto

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K metro 0 – Berlino – Il ministro degli esteri tedesco, Heiko Maas, mercoledì ha chiesto all’Unione europea di “aprire le porte” alla Macedonia del Nord, iniziando finalmente i negoziati per l’entrata del Paese all’interno dell’Ue. Una minoranza dei membri, capitanata dal presidente francese Emmanuel Macron, ha infatti bloccato l’intero processo.

Maas si è rivolto al popolo macedone, rincuorandolo e suggerendo di rimanere delusi per il dietrofront. L’imbarazzante passo indietro è avvenuto il mese scorso, quando l’Unione non è riuscita a far partire le trattative per accogliere nel blocco la Macedonia del Nord e l’Albania, con alcuni Paesi membri in totale disaccordo. La Germania rimane a disposizione della Macedonia del Nord, come ha ricordato Maas, e offrirà un sostegno ulteriore per ultimare le riforme in campo giudiziario, dello stato di diritto e per contrastare la corruzione.

Passando alla politica interna, la commissione giustizia del Bundestag ieri ha destituito il suo presidente, Stephan Brandner, membro del partito di estrema destra Alternative für Deutschland dopo alcuni commenti provocatori postati online. L’esito delle votazioni ha riportato 37 favorevoli e 6 contrari alla sua estromissione, un inedito per la storia settuagenaria del parlamento. Brandner ha fatto ripetutamente infuriare alcuni parlamentari di altri partiti con alcune uscite particolarmente fuori luogo su fatti di cronaca. L’ultima, che ha portato alla sua destitutzione, è arrivata su Twitter, dove commentando la premiazione del cantante Udo Lindenberg, critico di AfD, ha utilizzato il termine “Judaslohn” – un riferimento biblico al “denaro insanguinato” che Giuda Iscariota ha ricevuto per aver tradito Gesù Cristo.

Il governo tedesco in questi giorni sta anche riflettendo sul fatto di sostenere o meno la proposta di interrompere gli investimenti della European Investment Bank in progetti che coinvolgono combustibili fossili. L’ex segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha chiesto di appoggiare la proposta, che porterebbe alla fine degli investimenti entro il 2020. Le votazioni sulla questione avverranno oggi, tuttavia la portavoce del ministero dell’Economia, Kirstina Wogatzki, ha già annunciato che i ministri non avrebbero votato favorevolmente il piano. Nel settore energetico, le manovre sono sempre più frequenti: Tesla ha annunciato che costruirà la sua prima fabbrica Europea in Germania. La notizia è arrivata all’indomani delle dichiarazioni riguardanti l’aumento degli incentivi per chi volesse acquistare auto elettriche. L’amministratore delegato dell’azienda, Elon Musk, durante una cerimonia tenutasi a Berlino martedì ha rivelato la decisione sulla Tesla Gigafactory Europe. A Berlino nascerà anche un centro ingegneristico e di design, verranno costruite “batterie, motopropulsori e veicoli, a partire dal Modello Y”. Si tratta di un piccolo SUV che entrerà in commercio a partire dal prossimo autunno con un prezzo di listino che parte da 35.400 euro e un’autonomia di 370 km per ricarica. Il ministro dell’Economia, Peter Altmaier, ha definito il nuovo progetto “un successo grandioso” per il settore automobilistico del Paese, in particolare alimenterà lo sviluppo e la produzione di auto elettriche e di batterie.

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