Ue, Agenda europea sulla migrazione. Progressi compiuti fino oggi

Ue, Agenda europea sulla migrazione. Progressi compiuti fino oggi

K metro 0 – Bruxelles – la Commissione europea in un rapporto sui principali progressi compiuti dal 2015 nel quadro dell’agenda europea sulla migrazione, soffermandosi in particolare sulle misure prese dall’UE dopo l’ultima relazione sui progressi del marzo 2019. La Commissione definisce inoltre i settori in cui gli interventi devono continuare per far fronte alle

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K metro 0 – Bruxelles – la Commissione europea in un rapporto sui principali progressi compiuti dal 2015 nel quadro dell’agenda europea sulla migrazione, soffermandosi in particolare sulle misure prese dall’UE dopo l’ultima relazione sui progressi del marzo 2019. La Commissione definisce inoltre i settori in cui gli interventi devono continuare per far fronte alle sfide attuali e future poste dalla migrazione.

Dimitris Avramopoulos, Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: “Gli ultimi anni hanno dimostrato che insieme, come Unione, siamo in grado di reagire a circostanze di estrema gravità. Abbiamo gettato collettivamente le basi strutturali e operative di un sistema globale europeo della migrazione che non solo reagisce efficacemente e produce risultati, ma promuove anche la solidarietà e la responsabilità. Anche se resta ancora tanto da fare e la situazione rimane fragile, siamo molto meglio preparati di quanto fossimo nel 2015.

Principali progressi realizzati per dotare l’UE di una politica di gestione della migrazione forte ed efficace

Negli ultimi 5 anni la Commissione ha lavorato instancabilmente per costruire una politica più forte dell’UE sulla migrazione. Concentrandoci sui settori prioritari siamo riusciti a passare dalla modalità di crisi alla creazione di soluzioni strutturali per assicurare che l’Europa sia meglio preparata a future sfide migratorie, a medio e lungo termine.

Solidarietà e sostegno agli Stati membri: oggi l’Unione collabora più strettamente che mai con gli Stati membri tramite il sistema basato sui punti di crisi (hotspot) e le agenzie dell’UE, con più di 2 300 agenti dispiegati sul terreno, per gestire meglio la migrazione, rafforzare le frontiere esterne, salvare vite umane, ridurre il numero degli arrivi irregolari ed effettuare rimpatri efficaci. I processi di coordinamento e le strutture operative sviluppate e realizzate sul terreno rappresentano risultati fondamentali destinati a rimanere validi.

La cooperazione rafforzata con i paesi partner produce risultati: l’Unione ha intensificato la collaborazione con i paesi al di fuori dell’Europa per affrontare le cause profonde della migrazione irregolare, proteggere rifugiati e migranti e sostenere le comunità di accoglienza. A questo scopo è stato mobilitato un importo senza precedenti di 9,7 miliardi di €, specialmente tramite il Fondo fiduciario dell’UE per l’Africa, il Fondo fiduciario per la Siria e lo strumento per i rifugiati in Turchia, nell’ambito del quale è già stato stanziato il 97 % di 6 miliardi di €. Il sostegno dell’UE è finalizzato anche a potenziare la resilienza, la stabilità e le opportunità economiche e occupazionali. È inoltre migliorata la cooperazione con i paesi partner sul rimpatrio e oggi sono in vigore accordi e intese in materia di rimpatrio e riammissione con 23 paesi partner.

Le basi di una futura normativa forte ed equa sull’asilo: l’esigenza di riformare il sistema europeo comune di asilo è uno degli insegnamenti più chiari che abbiamo tratto dalla crisi del 2015. La Commissione ha presentato tutte le proposte necessarie per un quadro completo e sostenibile dell’UE in materia di migrazione e di asilo. Sebbene siano stati compiuti progressi su cinque delle sette proposte, la riforma non è ancora una realtà e rimane aperta l’esigenza di un approccio comune per realizzare un sistema di asilo equo, più efficace e sostenibile.

Progressi importanti per aprire percorsi sicuri e legali: negli ultimi 5 anni gli Stati membri hanno compiuto il maggior sforzo collettivo mai realizzato in materia di reinsediamento, che ha permesso di trasferire quasi 63 000 persone. Confermando il loro impegno e la loro determinazione a garantire la continuità degli sforzi di reinsediamento dell’UE per il futuro, gli Stati membri hanno risposto all’invito della Commissione a proseguire il reinsediamento nel 2020 impegnandosi già a offrire circa 30 000 posti.

Occorrono ulteriori iniziative e misure immediate nei settori strategici

Sebbene i flussi migratori su tutte le rotte siano tornati nel complesso ai livelli precedenti alla crisi (gli arrivi registrati nel settembre 2019 sono inferiori di circa il 90 % a quelli del settembre 2015), la situazione rimane instabile e gli sviluppi geopolitici hanno creato nuove sfide per l’UE. È necessario impegnarsi ulteriormente per far fronte ai gravi problemi immediati e proseguire le azioni in corso. In particolare, occorrono:

  • misure urgenti per migliorare la situazione nel Mediterraneo orientale: negli ultimi mesi le autorità greche hanno preso alcune iniziative per alleviare la pressione sulle isole, specialmente una nuova strategia di accoglienza e nuove misure sull’asilo, ma l’aumento degli arrivi ha messo a dura prova un sistema già sotto tensione; sebbene la dichiarazione UE-Turchia continui a produrre risultati concreti, la rinnovata pressione migratoria in Turchia e l’instabilità dell’intera regione continuano a destare preoccupazione; è pertanto necessario agire con urgenza per migliorare le condizioni di accoglienza, aumentare i trasferimenti dalle isole alla Grecia continentale e aumentare i rimpatri effettuati nel quadro della dichiarazione; la Commissione sta inoltre rafforzando il suo sostegno a Cipro, che attualmente deve far fronte a un aumento degli arrivi;
  • maggiore solidarietà nelle operazioni di ricerca e soccorso: nonostante le attività di ricerca e soccorso, molte persone continuano a perdere la vita in mare e le soluzioni di ricollocazione ad hoc coordinate dalla Commissione non costituiscono chiaramente rimedi a lungo termine; la Commissione conferma il suo impegno a collaborare con gli Stati membri e ad assisterli nella ricerca di soluzioni temporanee per facilitare gli sbarchi in seguito alle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, e incoraggia più Stati membri a partecipare agli sforzi di solidarietà; tali soluzioni potrebbero servire da modello per la gestione dei flussi migratori in altre parti del Mediterraneo;
  • accelerare le evacuazioni dalla Libia: la situazione in Libia continua a destare grande preoccupazione; dopo il violento conflitto scoppiato a Tripoli e nei dintorni nell’aprile 2019, occorre proseguire gli sforzi intensificati tramite la task force trilaterale UA-UE-ONU per contribuire a liberare i migranti dai centri di trattenimento, agevolare i rimpatri volontari (finora ne sono stati effettuati 49 000) ed evacuare le persone più vulnerabili (di cui più di 4 000 sono già state evacuate); è urgente che gli Stati membri aumentino e accelerino il ritmo dei reinsediamenti tramite il meccanismo di transito d’emergenza in Niger, gestito con l’UNHCR, e sostengano il meccanismo di transito di emergenza in Ruanda di recente istituzione.
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