Germania. Economisti riaprire inchiesta su acquisto titoli di Stato della Bce

Germania. Economisti riaprire inchiesta su acquisto titoli di Stato della Bce

K metro 0 – Francoforte – Un gruppo di ricercatori tedeschi martedì ha cercato di riaprire un’inchiesta nei confronti della Banca centrale europea per il suo progetto di acquisto di titoli di stato a lungo termine, uno degli strumenti di stimolo per l’economia dell’Eurozona. Proprio questo aspetto della politica monetaria della Bce, all’interno del programma

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K metro 0 – Francoforte – Un gruppo di ricercatori tedeschi martedì ha cercato di riaprire un’inchiesta nei confronti della Banca centrale europea per il suo progetto di acquisto di titoli di stato a lungo termine, uno degli strumenti di stimolo per l’economia dell’Eurozona.

Proprio questo aspetto della politica monetaria della Bce, all’interno del programma di quantitative easing, ha spaccato in due i suoi funzionari ed è stato una delle ragioni alla base delle dimissioni di Sabine Lautenschlaeger, scelta dalla Germania per far parte del direttivo della Banca centrale. La corte costituzionale tedesca avrebbe dovuto sentenziare sul piano originale della Bce, ovvero quello di acquistare titoli di Stato per un totale di 2,6 trilioni di euro.  Il progetto fu poi autorizzato dalla Corte di giustizia europea lo scorso anno, per questo gli analisti pensavano che il verdetto potesse essere solamente positivo. Ma l’economista tedesco, Markus Kerber, e alcuni suoi colleghi hanno sottolineato come la decisione della Bce di riprendere le procedure di acquisto e portarle avanti “fino a quando necessario” debba essere materia di un’inchiesta. “Vista la decisione della Banca centrale europea di riavviare l’acquisto di titoli di Stato per un periodo indefinito a partire dal 1° novembre 2019, è necessario ridiscutere la faccenda”, ha dichiarato in un comunicato Kerber, avvocato a Berlino e professore di finanza pubblica. Tra le altre cose, ha anche voluto citare nella nota un gruppo di ex funzionari della Bce come Otmar Issing e Juergen Stark, che hanno concordato sul fatto che il piano sia “assurdo e al di là della giurisdizione della Banca centrale”.

Il gruppo guidato da Kerber inoltre ha anche evidenziato come il programma di quantitative easing abbia messo a rischio i risparmi dei contribuenti tedeschi e di come abbia difeso i governi indebitati dell’Eurozona dalle pressioni provenienti dal mercato del debito. La corte costituzionale tedesca, che ha sede a Karlsruhe, potrebbe ordinare alla Bundesbank – ovvero la banca centrale dell’economia più potente dell’Eurozona e quella che porta avanti la maggior parte degli acquisizioni di titoli di Stato per conto della Bce – di non prender parte alla nuova procedura di acquisto. La possibilità che ciò accada è però minima, visto che la Corte di giustizia dell’Unione europea, la più alta autorità nelle questioni riguardanti le istituzioni dell’Ue, ha approvato lo scorso anno il precedente programma di acquisto di titoli di Stato da parte della Bce.

Nel frattempo, Pablo Hernandez de Cos, a capo della Banca centrale spagnola, ha spiegato nella giornata di martedì che la Bce non ha ancora raggiunto “il tasso d’interesse inverso”, ovvero quella condizione in cui i tagli ai tassi andrebbero a danneggiare l’economia piuttosto che a stimolarla. “I dati mostrano che non è stato ancora raggiunto il tasso d’interesse inverso ma se i tassi dovessero rimanere negativi ancora a lungo, la trasmissione monetaria potrebbe essere ostacolata”, ha dichiarato de Cos a una conferenza della Bce. Poi ha aggiunto che la Banca centrale europea dovrebbe “adeguare la propria politica monetaria al complicato momento che sta vivendo l’economia” e utilizzare strumenti nuovi per integrare i tassi d’interesse.

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