Grecia: tra previsioni di crescita, gestione dei migranti e rapporto con la Turchia

Grecia: tra previsioni di crescita, gestione dei migranti e rapporto con la Turchia

K metro 0 – Atene – La Grecia ha promesso ai creditori del piano di salvataggio che l’avanzo sul bilancio del prossimo anno ci sarà e che la crescita economica subirà un’accelerata, questo quanto si evince sul progetto di bilancio per il 2020. Il progetto è stato avanzato al parlamento lunedì e include al proprio

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K metro 0 – Atene – La Grecia ha promesso ai creditori del piano di salvataggio che l’avanzo sul bilancio del prossimo anno ci sarà e che la crescita economica subirà un’accelerata, questo quanto si evince sul progetto di bilancio per il 2020. Il progetto è stato avanzato al parlamento lunedì e include al proprio interno la previsione di crescita del 2,0% e del 2,9% per il 2019 e il 2020 – ben al di sopra della percentuale fornita dalla Commissione europea per il prossimo anno del 2,2%. Il nuovo esecutivo conservatore ha promesso di rinegoziare l’impegno di ottenere ampi avanzi primari ma onorerà quanto dichiarato mantenendo il sopravanzo poco al di sopra del 3,5%.

Nel frattempo, per quanto riguarda la politica estera, il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, ha annunciato che gli stati membri dell’Unione europea decideranno la prossima settimana per sulla risposta alle trivellazioni della Turchia. Ankara infatti ha tentato di condurne alcune in acque dove compagnie energetiche europee hanno ottenuto concessioni proprio da Cipro. Dendias, lunedì, dopo esser stato a colloquio con la sua controparte cipriota, ha ribadito che le azioni della Turchia violano la legge internazionale e non appartengono a un Paese europeo moderno guidato dallo stato di diritto. L’Ue ha già imposto sanzioni nei confronti di Ankara per alcune trivellazioni in acque in cui Cipro ha diritti economici esclusivi. Le autorità greche, inoltre, proprio nelle ultime ore hanno accelerato il processo di trasferimento di migranti e rifugiati dalle isole, le cinque nel mar Egeo orientale, alla terra ferma. Mentre sale la preoccupazione per la nuova ondata in arrivo proprio dalla vicina Turchia. Più di 500 richiedenti asilo sono sbarcati nel porto del Pireo, vicino Atene, e sono stati trasportati in alcuni centri – appena messi a punto – nella Grecia settentrionale. È stata un’incursione delle forze di Ankara nel nordest della Turchia ad alimentare i timori sull’arrivo di ulteriori rifugiati. La maggior parte dei migranti è sbarcata dall’isola di Lesbo dove il governo si ritrova in difficoltà nella gestione dell’affollatissimo centro d’accoglienza, progettato per contenere 3 mila persone e ospitante 13 mila. Una donna, il mese scorso, è morta in un incendio divampato all’interno dell’impianto, scatenando violente proteste. Il ministro della Migrazione greco, Giorgios Koumoutsakos, ha spiegato che il governo ha intenzione di creare centri più piccoli in diverse località sulla terraferma. “Non stiamo semplicemente trasferendo i migranti da un centro ad un altro”, ha riferito a Open TV Monday e ha aggiunto: “Avremo a disposizione nuove strutture in tutto il Paese e non disturberemo le comunità locali. Così la situazione sarà facilmente gestibile”.

Dell’intervento della Turchia nel nordest della Siria ha parlato invece il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, che ha chiesto “moderazione” a tutte le parti coinvolte. Guterres, secondo quanto riferisce il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric, sarebbe preoccupato soprattutto per la sorte dei civili. “Devono essere protetti, deve essere garantito il sostegno e l’accesso umanitario”, ha sottolineato Dujarric che ha poi ribadito che è importante che qualsiasi azione non influisca sul diritto delle persone di richiedere asilo.

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