Hong Kong, la situazione sempre più critica nell’ex colonia britannica

Hong Kong, la situazione sempre più critica nell’ex colonia britannica

K metro 0 – Hong Kong – Il governo di Hong Kong discuterà nella giornata di oggi le misure di emergenza per tamponare la situazione sempre più critica all’interno del Paese. Tra queste la messa al bando di maschere durante le manifestazioni, come riporta Reuters, vista l’escalation di violenze negli ultimi giorni. Le autorità hanno

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K metro 0 – Hong Kong – Il governo di Hong Kong discuterà nella giornata di oggi le misure di emergenza per tamponare la situazione sempre più critica all’interno del Paese. Tra queste la messa al bando di maschere durante le manifestazioni, come riporta Reuters, vista l’escalation di violenze negli ultimi giorni.

Le autorità hanno già reso meno severe le linee guida sull’utilizzo della forza da parte della polizia, non riuscendo a trovare soluzioni efficaci per contrastare i dimostranti che da circa quattro mesi hanno messo in subbuglio Hong Kong. La recente regolamentazione è entrata in vigore poco prima le violente proteste di martedì, quando uno studente è stato colpito da un proiettile al petto ed è rimasto ferito. Si è trattato del primo episodio in cui su un dimostrante sono stati utilizzate munizioni vere. Più di 100 manifestanti sono stati feriti, che hanno risposto con bastoni e bombe carta dopo che la polizia ha utilizzato gas lacrimogeno e proiettili di gomma nei loro confronti.

Il governo locale, sostenuto da Beijing, ha tenuto un incontro questa mattina con lo scopo di far entrare in vigore una legge risalente al periodo coloniale, che era stata accantonata da mezzo secolo. Secondo quanto riportato dai media giovedì si tratterebbe del divieto di indossare maschere nelle proteste, maschere che centinaia di dimostranti indossano per celare la propria identità e difendersi dai gas lacrimogeni. Anche il mercato azionario starebbe risentendo della situazione, la crescente ostilità nei confronti del governo dell’ex colonia britannica ha affossato l’economia, in una crisi politica che non ha precedenti nei decenni scorsi e che ha rappresentato una sfida complicata per il presidente cinese Xi Jinping sin dal suo insediamento. I manifestanti sono furiosi soprattutto per l’interferenza di Beijing nelle faccende della città nonostante la promessa di autonomia nel nome di “una nazione, due sistemi”, formula istituita nel 1997 quando Hong Kong è tornata nelle mani della Cina. Le accuse sono state sempre respinte e le responsabilità dell’alimentazione del sentimento anti-cinese scaricate sui governi esteri, tra cui quello degli Stati Uniti e della Gran Bretagna.

Nella giornata di giovedì, inoltre, mentre continuavano le speculazioni sulla legge in questione, le forze dell’ordine si sono spostate nei quartieri di Hong Kong che hanno visto gli scontri più violenti con tra dimostratori e polizia nelle recenti settimane. Una folla imbestialita, a cui è stato intimato di togliere le maschere, ha circondato gli agenti nei pressi della stazione della metropolitana di Taikoo, nella zona orientale di Hong Kong. Una persona è stata arrestata e la polizia è ricorsa nuovamente all’utilizzo di gas lacrimogeni nei confronti dei manifestanti, che marciavano inneggiando slogan del movimento pro-democrazia. La stazione è stata chiusa ai pendolari e successivamente le strade limitrofe sono state evacuate. Episodi di violenza sono stati registrati anche a Tuen Mun, dove i dimostranti hanno costruito barricate e danneggiato gli edifici del governo.

L’alta rappresentante a nome dell’UE su Hong Kong in una nota stampa ha dichiarato: “L’escalation di violenza e i continui disordini a Hong Kong, compreso l’uso di munizioni attive che ha fatto almeno un ferito grave, destano profonda preoccupazione. L’Unione europea mantiene la posizione secondo cui la moderazione, l’allentamento delle tensioni e il dialogo sono l’unica via percorribile e anzi, oggi più che mai, sono chiaramente necessari e rappresentano l’unica base per una soluzione duratura.

Le libertà fondamentali, compreso il diritto di riunione degli abitanti di Hong Kong, devono continuare a essere garantite, così come deve essere assicurata la possibilità di manifestare pacificamente. Questi diritti devono essere esercitati in modo pacifico. Qualsiasi forma di violenza è inaccettabile ed eventuali azioni delle autorità di contrasto devono rimanere strettamente proporzionate. Vi è la chiara necessità di impegnarsi per ripristinare la fiducia tra il governo e la popolazione. Il processo di dialogo recentemente avviato dalle autorità è un primo passo positivo in tal senso.

L’Unione europea ricorda le sue strette relazioni con Hong Kong nel quadro del principio “un paese, due sistemi” e il suo forte interesse a che siano mantenute condizioni di stabilità e prosperità. L’UE attribuisce grande importanza all’elevato grado di autonomia di Hong Kong, che deve essere preservato in linea con la Legge fondamentale e con gli impegni internazionali. Il continuo rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali e l’indipendenza della magistratura restano essenziali per lo sviluppo di Hong Kong.”

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