Aumentano i suicidi tra i giovani: i dati allarmati del Rapporto OMS

Aumentano i suicidi tra i giovani: i dati allarmati del Rapporto OMS

K metro 0 – Parigi – Un dato allarmante, l’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) In occasione della giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, ha pubblicato i dati del manuale sulla prevenzione del suicidio. Le cifre sulle morti silenziose appunto sono allarmanti: una persona muore ogni 40 secondi e il suicido risulta la seconda causa

K metro 0 – Parigi – Un dato allarmante, l’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) In occasione della giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, ha pubblicato i dati del manuale sulla prevenzione del suicidio. Le cifre sulle morti silenziose appunto sono allarmanti: una persona muore ogni 40 secondi e il suicido risulta la seconda causa di morte tra le persone di età compresa tra 15 e 29 anni dopo gli infortuni stradali. Gli incidenti sono tre volte più alti tra gli uomini rispetto alle donne nei paesi più ricchi, mentre questi dati risultano uguali nelle nazioni più povere. Il 79% di suicidi del mondo si sono verificati in paesi a basso e medio reddito, i paesi ad alto reddito avevano il tasso più alto.

Tra gli adolescenti di età compresa tra 15 e 19 anni, il suicidio è stata la seconda principale causa di morte tra le ragazze (dopo la maternità) e la terza principale causa di morte nei ragazzi (dopo lesioni stradali e violenza interpersonale). Sono diverse le modalità di suicidio che emergono dal rapporto: impiccagione, auto-avvelenamento da pesticidi e armi da fuoco. Altre cause che inducono al suicidio, secondo quanto riferisce l’Oms, sono i traumi subiti o le esperienze tragiche come violenze, abusi o perdite che provocano un senso di isolamento in chi arriva a compiere questo gesto estremo.

I dati preoccupanti riguardano anche il nostro Paese, in Italia il suicidio è infatti la seconda causa di morte per i ragazzi tra i 15 e i 24 anni. I dati forniti dall’Istat rivelano che su 4mila suicidi l’anno registrati nel nostro Paese, oltre il 5% è compiuto da ragazzi sotto i 24 anni, e tra gli adolescenti cresce anche il fenomeno dell’autolesionismo.

L’OMS ci tiene a sottolineare che per arginare questo tragico fenomeno non basta solo intervenire nelle strategie nazionali di prevenzione, deve migliorare anche la qualità dei dati che si raccolgono, assieme a un’operazione di monitoraggio regolare dei casi di suicidio.

Il numero di paesi con strategie nazionali di prevenzione del suicidio è aumentato nei cinque anni successivi alla pubblicazione del primo rapporto globale dell’Oms sul suicidio. Tuttavia, il numero totale di paesi con strategie, a soli 38 anni dal primo rapporto, è ancora troppo basso e i governi devono impegnarsi ad attuare metodi più efficaci, oltre ad una comunicazione mirata che faccia parlare del tema per superarne i tabù che lo riguardano.

Nella stessa giornata mondiale dedicata alla prevenzione del suicidio l’Oms in collaborazione con partner globali, la Federazione mondiale per la salute mentale, l’Associazione internazionale per la prevenzione del suicidio e la United for Global Mental Health, ha lanciato la “campagna d’azione di 40 secondi”. Il culmine della campagna sarà la Giornata mondiale della salute mentale, il prossimo 10 ottobre, il cui tema principale quest’anno sarà appunto la prevenzione del suicidio.

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