UK-UE: “Norme industria alimentare invariate dopo Brexit”

UK-UE: “Norme industria alimentare invariate dopo Brexit”

K metro 0 – New York – L’Unione europea ha da sempre evitato l’importazione di pollame dagli Stati Uniti, che di solito viene trattato con prodotti chimici per eliminare i germi. L’uscita del Regno Unito dall’Ue, tuttavia, ha riportato la questione sul tavolo, visto che il primo ministro britannico, Boris Johnson, ha punzecchiato il leader

K metro 0 – New York – L’Unione europea ha da sempre evitato l’importazione di pollame dagli Stati Uniti, che di solito viene trattato con prodotti chimici per eliminare i germi. L’uscita del Regno Unito dall’Ue, tuttavia, ha riportato la questione sul tavolo, visto che il primo ministro britannico, Boris Johnson, ha punzecchiato il leader del partito d’opposizione, Jeremy Corbyn, definendolo un “pollo trattato con il cloro”.

L’espressione riassume le preoccupazioni della Gran Bretagna sulla possibilità che una volta fuori dall’Unione vengano adottati, durante la discussione dei termini per la Brexit, standard di livello inferiore per la sicurezza del cibo importato dell’accordo. Contrariamente a quanto avviene nell’Unione europea, l’uso di spray e lavaggi chimici è una pratica comune nell’industria avicola statunitense. Le aziende, infatti, li utilizzano per eliminare i germi nei vari stadi della produzione, i prodotti utilizzati sono approvati dal dipartimento dell’Agricoltura e il loro uso è regolamentato. L’agenzia riferisce che le tracce di questo procedimento sono insignificanti sul prodotto finito. L’industria avicola USA ha ridotto l’utilizzo di cloro del 10%, sostituita da prodotti alternativi. Secondo gli addetti ai lavori i lavaggi migliorano la sicurezza del cibo ma è difficile, ad esempio, eliminare completamente la salmonella e il campylobacter – che non fa ammalare i polli ma è spesso rinvenuto nelle feci degli stessi – dal pollo crudo.

Il campylobacter non è molto conosciuto negli Stati Uniti ma è una delle cause più frequenti di intossicazioni alimentari. Alcuni critici credono che la regolamentazione in vigore, che prevede l’utilizzo di prodotti chimici, rivelerebbe come i batteri siano uno dei maggiori problemi comuni del pollo crudo, considerando i tanti casi di intossicazione registrati. Tony Corbo della Food e Water Watch, un’organizzazione che ha chiesto norme più severe per quanto riguarda la lavorazione e la distribuzione della carne, crede che i lavaggi possano in realtà nascondere problematiche sanitarie più ampie. Nonostante sia legale vendere pollo crudo con tracce di salmonella e campylobacter nei supermercati, la USDA cerca di controllare la diffusione dei germi basandosi sulle percentuali rilevate direttamente negli impianti di produzione. Quelle della salmonella si aggirano attorno al 10% per quanto riguarda le carcasse e al 15% per le singole parti, che sono piu’ esposte alle feci durante lo sminuzzamento.

In un comunicato della Food Standards Agency britannica viene specificato che lavaggi con cloro possono essere effettuati unicamente su prodotti freschi come l’insalata ma non sulla carne o su prodotti animali. Non solo, visto che nella nota viene espressamente ribadito che nei Paesi dell’Ue solo l’acqua può essere utilizzata per rimuovere la contaminazione superficiale dal pollame. La norma rimarrà in vigore anche dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione, ha riferito l’agenzia, e in caso di modifiche ne verranno valutati attentamente i rischi.

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