Francia. Un’estate priva di proteste ma caratterizzata dal caldo estremo: 1.500 le vittime

Francia. Un’estate priva di proteste ma caratterizzata dal caldo estremo: 1.500 le vittime

K metro 0 – Montpellier – Migliaia di persone nella giornata di sabato si sono riversate per le strade delle città francesi per riaccendere la vena di protesta dei Gilet Gialli, che durante tutta l’estate non hanno organizzato manifestazioni. La più grande marcia è avvenuta a Montpellier, nel sud della Francia, dove secondo i dati

K metro 0 – Montpellier – Migliaia di persone nella giornata di sabato si sono riversate per le strade delle città francesi per riaccendere la vena di protesta dei Gilet Gialli, che durante tutta l’estate non hanno organizzato manifestazioni. La più grande marcia è avvenuta a Montpellier, nel sud della Francia, dove secondo i dati ufficiali si sono presentate circa 2mila persone, gli organizzatori ne hanno contate 5mila.

Gli scontri tra polizia e dimostranti hanno caratterizzato la manifestazione, le forze dell’ordine sono state costrette a lanciare bombe lacrimogene in mezzo alla folla, mentre una bomba carta ha distrutto un veicolo delle autorità. Per non parlare poi delle dozzine di vetrine dei negozi vandalizzate. Almeno 19 manifestanti sono stati fermati per aver lanciato oggetti contro i poliziotti, di loro 7 sono stati feriti, i funzionari regionali hanno puntato il dito contro la frangia radicalizzata di dimostranti (definiti “Black Bloc”), ovvero circa 500 sul totale delle persone che hanno partecipato alla protesa. Il prefetto regionale di Montpellier, Jacques Witkowski, ha condannato il “comportamento particolarmente offensivo” di questi ultimi, che avrebbero partecipato alla manifestazione con la sola intenzione di creare disordini. I leader del movimento dei Gilet Gialli hanno da sempre considerato la città come una roccaforte e hanno voluto organizzare proprio lì la dimostrazione più grande. Tuttavia, anche in altre città la gente è scesa in strada come a Parigi, Marsiglia, Tolosa, Lille, Strasburgo, Digione e Bordeaux. Nella Capitale, ad esempio, sono state fermate 89 persone ma la protesta è stata in linea di massima pacifica, come riferito dal capo della polizia, Didier Lallement.

Nonostante in Francia non sia stata un’estate calda dal punto di vista delle manifestazioni, lo è stato sicuramente da quello del clima. È stato pubblicato ieri dal ministero della Salute il resoconto delle morti causate dall’ondata di caldo estremo nel Paese: si parla di circa 1.500 decessi. Un totale di 1.435 persone sono stati vittime delle roventi temperature, 567 durante la prima ondata a fine giugno, 868 nella seconda a fine luglio. La ministra Agnès Buzyn ha voluto sottolineare come il numero sia solamente un decimo di quello registrato nel 2003, quando morirono ben 15.000 persone: “L’ondata di calore del 2003 è durate 20 giorni. Quest’anno abbiamo avuto 18 giorni in due spezzoni e siamo riusciti a ridurre di dieci volte la mortalità, grazie alle misure preventive. Metà delle vittime sono state anziani oltre i 75 anni, mentre 10 persone sono morte sul posto di lavoro. Buzyn ha anche aggiunto che la società francese deve assolutamente riorganizzarsi per contrastare i cambiamenti climatici, visto che “questo tipo di eventi saranno più frequenti e più intensi nei prossimi anni”. Il caldo estremo ha colpito tutta l’Europa a luglio e ha visto infrangere record di temperature in moltissimi Paesi come il Belgio, la Germania e l’Olanda.

 

di Leonardo Pasquali

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