Iran. Al via lo sviluppo di nuove centrifughe per l’arricchimento dell’uranio

Iran. Al via lo sviluppo di nuove centrifughe per l’arricchimento dell’uranio

K metro 0 – Teheran – L’Iran ha annunciato la sospensione dei limiti allo sviluppo delle centrifughe per l’arricchimento dell’uranio, mentre l’accordo sul nucleare del 2015 va via via frantumandosi. La Francia ha proposto in extremis 15 miliardi di fondi a Teheran per compensare il fatto che il Paese non riesce a vendere il proprio

K metro 0 – Teheran – L’Iran ha annunciato la sospensione dei limiti allo sviluppo delle centrifughe per l’arricchimento dell’uranio, mentre l’accordo sul nucleare del 2015 va via via frantumandosi. La Francia ha proposto in extremis 15 miliardi di fondi a Teheran per compensare il fatto che il Paese non riesce a vendere il proprio greggio a causa delle sanzioni statunitensi.

L’Iran non ha ancora annunciato quali saranno le prossime mosse, nonostante la deadline imposta ai Paesi europei per trovare condizioni più favorevoli sia fissata per oggi venerdì. Le centrifughe sopracitate permetterebbero a Teheran di entrare in possesso di materiale per costruire armi nucleari in tempi brevissimi. Aderendo alle condizioni dell’accordo, che si è gradualmente sgretolato dopo l’uscita degli Stati Uniti, gli esperti pensavano che l’Iran impiegasse circa un anno per raggiungere quel livello.

L’agenzia iraniana ha in programma una conferenza stampa, che si terrà a Teheran, per rendere noti i prossimi passi da intraprendere, che il presidente Hassan Rouhani ha descritto come “significativi” secondo quanto riportano i media nazionali.  Nel suo discorso di mercoledì, Rouhani ha spiegato che presto inizieranno le ricerche su centrifughe super tecnologiche per l’arricchimento dell’uranio. L’Iran ha già iniziato a infrangere i limiti dell’accordo, oltrepassando ad esempio la soglia del 3,67%. Con l’utilizzo di strumenti nuovi si pensa che l’arricchimento possa arrivare addirittura al 20%, a un piccolo passo, quindi, dalla creazione di armi con una percentuale del 90%.

Gli Stati Uniti intanto hanno continuato a ostacolare l’Iran nella vendita di greggio, mercato da cui provengono gli introiti maggiori per il governo. Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, che è nel mezzo di un tour diplomatico globale, ha ribadito che il suo Paese farà di tutto per tenere in piedi le proprie esportazioni. “Continueremo a vendere il nostro petrolio, in un modo o nell’altro”, ha dichiarato all’emittente russa RT. “Gli Stati Uniti non potranno impedirlo”.

Le tensioni tra le parti sono andate aumentando sin dalla decisione di Trump di abbandonare l’accordo sul nucleare, che comprendeva un limite sull’arricchimento dell’uranio di Teheran in cambio dell’eliminazione delle sanzioni economiche. Di conseguenza, gli Stati Uniti, una volta fuori dall’accordo hanno deciso di ripristinarle aggiungendone delle nuove e mettendo nel mirino funzionari come Zarif e il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica. Nel frattempo, alcune petroliere sono state misteriosamente attaccate nello Stretto di Hormuz nelle scorse settimane, attacchi secondo Washington orchestrati dall’Iran, che però ha smentito qualsiasi coinvolgimento. Teheran ha anche colpito un drone statunitense e ha sequestrato alcune petroliere, mentre gli Stati Uniti hanno impiegato diversi B-52, caccia e truppe militari nella regione. Gli USA, inoltre, hanno cercato di sequestrare una petroliera iraniana, la Adrian Darya-1, che gli analisti pensano fosse diretta in Siria.

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