Bulgaria: occorrono misure urgenti per migliorare l’assistenza sanitaria degli stranieri

Bulgaria: occorrono misure urgenti per migliorare l’assistenza sanitaria degli stranieri

K metro 0 – Strasburgo – Nel suo nuovo rapporto pubblicato ieri, il Comitato del Consiglio d’Europa per la prevenzione della tortura (CPT) esprime soddisfazione per un certo numero di progressi riguardanti la situazione degli stranieri trattenuti ai sensi della legislazione sull’immigrazione e il loro trattamento nelle strutture visitate nel dicembre 2018, ma invita ad adottare

K metro 0 – Strasburgo – Nel suo nuovo rapporto pubblicato ieri, il Comitato del Consiglio d’Europa per la prevenzione della tortura (CPT) esprime soddisfazione per un certo numero di progressi riguardanti la situazione degli stranieri trattenuti ai sensi della legislazione sull’immigrazione e il loro trattamento nelle strutture visitate nel dicembre 2018, ma invita ad adottare misure urgenti per migliorare la deplorevole situazione della loro assistenza sanitaria e per facilitare l’effettiva comunicazione delle persone trattenute tra di loro e con il mondo esterno. È stata ugualmente pubblicata la risposta delle autorità bulgare(disponibile in lingua bulgara), indicante le misure adottate per attuare le raccomandazioni del CPT.

La delegazione del CPT si è recata nei locali della polizia di frontiera di Elhovo, all’aeroporto di Sofia e a Svilengrad (Kapitan Andreevo) e ha effettuato visite di monitoraggio nei centri speciali di accoglienza temporanea per stranieri a Busmantsi e a Lyubimets. A Busmantsi, ha inoltre visitato delle strutture chiuse gestite dall’Agenzia nazionale per i rifugiati (ANR).

Non sono state riferite ai membri della delegazione accuse credibili di maltrattamenti inflitti alle persone private di libertà nei locali della polizia di frontiera; hanno accertato che, di norma, gli stranieri sono informati dei loro diritti in numerose lingue e hanno accesso a un avvocato; le condizioni materiali possono essere considerate accettabili per la durata del loro trattenimento, che non può superare le 24 ore. Il CPT sottolinea con soddisfazione di non avere constatato nessuna violazione di tale limite massimo di 24 ore, tranne rare eccezioni. Il Comitato raccomanda tuttavia che gli agenti della polizia di frontiera informino tutte le persone trattenute se è stato possibile avvisare un parente stretto o a un’altra persona della loro detenzione. Alcuni stranieri detenuti pensavano che non fosse stato fatto, vista l’assenza di informazioni o risposte.

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