Grecia, Mitsotakis vince le elezioni: guiderà governo di centrodestra

Grecia, Mitsotakis vince le elezioni: guiderà governo di centrodestra

K metro 0 – Atene – Con una maggioranza non schiacciante, ma sempre maggioranza relativa (39,8% contro il 31,6 di Syriza), Kyriakos Mitsotakis, dal 2016 leader di Nea Dimokratia, è il vincitore delle elezioni politiche in Grecia. Fedele alla promessa di mettersi subito al lavoro fatta domenica 7 sera, dopo la vittoria, già martedì 9

K metro 0 – Atene – Con una maggioranza non schiacciante, ma sempre maggioranza relativa (39,8% contro il 31,6 di Syriza), Kyriakos Mitsotakis, dal 2016 leader di Nea Dimokratia, è il vincitore delle elezioni politiche in Grecia. Fedele alla promessa di mettersi subito al lavoro fatta domenica 7 sera, dopo la vittoria, già martedì 9 dovrebbe presentare, da nuovo Premier, la lista dei ministri. Con 158 seggi in Parlamento su 300 (il raggiungimento della maggioranza assoluta dei parlamentari è dovuta al particolare sistema elettorale greco, che prevede un consistente premio per chi ottiene la maggioranza relativa dei voti), il politico conservatore potrà governare senza mediazioni, soprattutto senza sobbarcarsi una complicata ricerca di alleati come ha dovuto fare Sanchez in Spagna. Affrontando anzitutto i problemi del bilancio pubblico, costantemente monitorati dai creditori: che, per la UE, fanno ancora ancora, della Grecia, un “sorvegliato speciale”.

Proprio lunedì 8 luglio, a Bruxelles, alla riunione dei ministri delle Finanze dell’Eurozona la Grecia, col prossimo nuovo governo di centrodestra, è stata tra gli argomenti all’ordine del giorno. Mitsotakis ha promesso agli elettori di rinegoziare l’avanzo primario richiesto dai creditori internazionali per alleggerirlo, e usare i fondi in surplus per tagliare le tasse a partire dal 2020.

Laureato in Economia e con vasta esperienza di lavoro in importanti organismi internazionali, 51nne, Mitsotakis è il figlio di quel Konstantinos  che nel 1990, come leader di Nea Dimoktratia ( il partito che  sedici anni prima, nel ’74, aveva guidato il difficile ritorno del Paese alla democrazia, dopo ladittatura dei colonnelli), era divenuto premier in una situazione forse anche piu’ difficile di quella odierna: con una Grecia che era  sull’orlo della bancarotta a causa di 10 anni di “finanza allegra” gestita dal Pasok di Andreas Papandreu, e isolata sul piano internazionale, causa anzitutto il deterioramento dei rapporti con gli USA. Oggi, Mitsotakis Jr. succede al carismatico Alexis Tsipras: trovatosi, però, a governare il Paese, dal 2015, nella fase di forti difficoltà dei conti pubblici e di conseguenti tensioni con la UE, che per almeno 2 anni ha mantenuto il Paese sotto lo stretto controllo della sua “trojka” finanziaria (col determinante peso della BCE guidata da Mario Draghi).

Le parole d’ordine di Mitsotakis riecheggiano abbastanza quelle della nuova destra liberale europea, dalla May prima maniera a Sarkozy, da Rajoy alla Merkel. Aumentare fortemente gli investimenti, anche esteri (cosa però non facile, in un Paese in cui, già ben prima di Syriza, il flagello della crisiaveva portato alla chiusura di quasi tutte le grandi imprese di rilievo, lasciando in vita solo una miriade di aziende locali, e solo negli ultimi anni c’è stata una prima inversione di tendenza); creare nuovi posti di lavoro, soprattutto qualificati, per arginare quella che, anche  in Grecia, è da tempo la “fuga dei cervelli”; e ridurre le tasse . “Il mio mandato – ha già detto Mitsotakis in tv – è meno tasse, molti investimenti, per creare nuovi buoni posti di lavoro, e avviare una crescita che porterà migliori salari e pensioni più alte, nel contesto di uno Stato efficiente”. Sull’immigrazione, guardando evidentemente più a nord, ai Paesi del blocco di Visegrad, il nuovo Premier vuole una politica più restrittiva; mentre, pur non essendosi ancora pronunciato sulle spinose questioni dei rapporti con Turchia e Macedonia del Nord, sa bene quanto la destra nazionalista è stata contraria all’accordo raggiunto a giugno 2018, da Tsipras, con Skopje per la denominazione esatta del Paese.

Mentre primo importante banco di prova, per la politica economica del nuovo governo, sarà, a settembre, l’incontro internazionale di Tessalonica, dove Mitsotakis dovrà presentare le linee guida del bilancio statale per il 2020, è soprattutto la disoccupazione (attualmente al 18%, il livello più alto in tutta l’Eurozona) il dato macroeconomico greco che preoccupa i vertici della UE.

In ogni caso il nuovo governo ha davanti a sé una strada in salita: mentre, però, l’afflusso di voti in generale di centrodestra a vantaggio di Nea Dimokratia ha fortemente ridimensionato la formazione neonazista di Alba Dorata, che probabilmente, non riuscirà neanche a superare la soglia del 3%, indispensabile per entrare in Parlamento.

 

di Fabrizio Federici

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