UE. Macron: Allargamento, prima servono riforme strutturali

UE. Macron: Allargamento, prima servono riforme strutturali

K metro 0 – Bruxelles – C’è grande malcontento in Europa dopo che i leader dell’Ue non sono riusciti a raggiungere un accordo sulle nomine per le alte posizioni del blocco. Il summit, nella giornata di ieri, è stato interrotto nel tentativo di riflettere su quanto accaduto durante l’intera seduta. Anche il meeting andato in

K metro 0 – Bruxelles – C’è grande malcontento in Europa dopo che i leader dell’Ue non sono riusciti a raggiungere un accordo sulle nomine per le alte posizioni del blocco. Il summit, nella giornata di ieri, è stato interrotto nel tentativo di riflettere su quanto accaduto durante l’intera seduta. Anche il meeting andato in scenda due settimane fa aveva portato ad una situazione di stallo, la differenza di vedute tra i leader sembra insormontabile.

I maggiori esponenti politici dell’Unione non sono riusciti a cogliere la preziosa opportunità per mostrarsi uniti, soprattutto su una questione delicata come quella delle nomine per gli incarichi istituzionali. L’interminabile incontro potrebbe essere l’ennesimo buco nell’acqua, visto che probabilmente non si è riuscirà ad arrivare un compromesso. Ognuno ha voluto mettere davanti a tutto gli interessi del proprio partito politico. Questo il commento del presidente francese, Emmanuel Macron, in merito alla riunione di Bruxelles: “La nostra credibilità è messa a repentaglio da questi meeting interminabili. Siamo 28 membri e ci incontriamo senza riuscire a decidere nulla”. È il momento di cambiare il funzionamento strutturale dell’Ue, secondo quanto dichiara Macron che ha poi affrontato il tema dell’allargamento del blocco nel prossimo futuro. Secondo il presidente francese, prima di pensare a un’operazione del genere, bisognerebbe prima intavolare un progetto di riforme. Ritardare ancora i colloqui con Albania e Macedonia potrebbe però andare a minare la stabilità nella regione dei Balcani. “Rifiuterò qualsiasi tipo di allargamento, c’è bisogno innanzitutto di riforme che cambino il funzionamento delle nostre istituzioni”. L’Alto rappresentate, Federica Mogherini, ha aveva sottolineato nel mese di maggio come ulteriori passi indietro nelle negoziazioni potrebbero “scoraggiare le riforme future”.

L’Unione europea, dopo aver programmato l’incontro con la Macedonia del Nord e l’Albania a giugno, ha deciso di rimandare il tutto a ottobre. Dopo un incontro a Lussemburgo, i ministri del blocco hanno deciso di ritardare ancora l’inizio delle discussioni. Una non-decisione arrivata dopo settimane di dubbi e ripensamenti. Circa un anno fa era stata annunciata la possibilità di inizio delle trattative per diventare le due nazioni stati membri, visto che entrambe sono progredite sotto il punto di vista degli standard democratici e dello stato di diritto. Alcuni membri dell’Ue, tuttavia, tra cui Francia e Germania, non hanno dato l’ok definitivo. Queste le parole della commissaria Ue, Johanes Hahn, che si occupa della questione: “Purtroppo una minoranza di stati membri non hanno voluto sostenere la proposta della Commissione per l’apertura delle negoziazioni con Albania e Macedonia del Nord. Siamo sulla strada giusta, anche se non sta andando esattamente come volevamo”.

 

di Leonardo Pasquali

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