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Francia. Parte il progetto pilota di servizio civile obbligatorio per i giovani

Francia. Parte il progetto pilota di servizio civile obbligatorio per i giovani

K metro 0 – Parigi – A circa vent’anni dall’eliminazione della leva militare obbligatoria in Francia, circa duemila ragazzi nella giornata di domenica hanno preso parte a un progetto pilota del nuovo servizio civile nazionale. L’idea proviene direttamente dal presidente francese Emmanuel Macron. Per circa quindici giorni, alcuni quindicenni e sedicenni lasceranno casa per intraprendere

K metro 0 – Parigi – A circa vent’anni dall’eliminazione della leva militare obbligatoria in Francia, circa duemila ragazzi nella giornata di domenica hanno preso parte a un progetto pilota del nuovo servizio civile nazionale. L’idea proviene direttamente dal presidente francese Emmanuel Macron.

Per circa quindici giorni, alcuni quindicenni e sedicenni lasceranno casa per intraprendere un corso di primo soccorso e di altre abilità di base, cui seguiranno altre due settimane di volontariato. Macron aveva spiazzato tutti nella campagna elettorale del 2017 promettendo di introdurre un mese di leva obbligatoria, sottolineando la volontà di far fare esperienza ai ragazzi della vita militare. La proposta però non è stata accolta dall’esercito, visto che avrebbe dovuto inserire milioni di adolescenti tra le proprie fila. Per questo il governo ha deciso di ricalibrare il progetto, sostituendo la pseudo-leva militare con il servizio civile.

Circa duemila giovani, inclusi cinquanta diversamente abili, sono stati scelti tra quattromila canditati per la prima parte dell’iniziativa, che è iniziata proprio domenica nei collegi, nei villaggi vacanza e nei campus universitari del Paese. Il gruppo comprende studenti del liceo, universitari fuori corso, tirocinanti e stagisti dalle scuole professionali. Ogni volontario partirà per raggiungere una regione diversa da quella di residenza per due settimane, in cui dovrà vestire l’uniforme della marina e cantare l’inno nazionale ogni mattina. I ragazzi parteciperanno a un corso di primo soccorso, impareranno a leggere le mappe e i diversi modi di reagire in caso di emergenza.

I centri del servizio civile nazionale conteranno di 5 appartamenti in cui conviveranno 10 ragazzi, e il tutto sarà pervaso dall’etica militare, ha rivelato a Le Parisien il segretario di stato del ministero dell’Educazione francese, Gabriel Attal. Ogni appartamento sarà supervisionato da un adulto ma i ragazzi saranno indipendenti nella divisione dei compiti e nella cura della casa. Uno degli obiettivi più importanti, secondo Attal, è quello di far uscire i giovani dalla propria comfort zone, dal proprio habitat familiare, sociale e regionale e fare nuove esperienze. Gli smartphone saranno banditi, potranno essere utilizzati solamente un’ora la sera. Lo scopo è quello di far comunicare i ragazzi tra di loro: ogni giorno dopo cena discuteranno di diversi temi come “la discriminazione basata sull’orientamento sessuale o le disabilità o la radicalizzazione”, ha spiegato Attal che poi ha aggiunto: “Vogliamo insegnare ai ragazzi a reagire adeguatamente agli attacchi terroristici o ai disastri naturali, organizzando gruppi di ricerca per i dispersi e così via”.  La seconda fase di due settimane, che inizierà sempre in estate o durante il prossimo anno scolastico, comprende “un progetto collettivo” di volontariato con fondazioni o con il governo locale.

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