Nuova Zelanda. Video. Strage di musulmani in due moschee di Christchurch, 49 morti e decine i feriti. L’orrore in un video

Nuova Zelanda. Video. Strage di musulmani in due moschee di Christchurch, 49 morti e decine i feriti. L’orrore in un video

K metro 0 – Nuova Zelanda – Alle 13.45, ora locale, quando in Italia era notte fonda, del venerdì della preghiera, Brenton Tarrant, australiano di 28 anni, entra nella moschea di Al Noor a Christchurch, Nuova Zelanda, sparando all’impazzata con la sua arma automatica e lasciando sul terreno 41 corpi. Poco dopo, un altro attacco, alla moschea

K metro 0 – Nuova Zelanda – Alle 13.45, ora locale, quando in Italia era notte fonda, del venerdì della preghiera, Brenton Tarrant, australiano di 28 anni, entra nella moschea di Al Noor a Christchurch, Nuova Zelanda, sparando all’impazzata con la sua arma automatica e lasciando sul terreno 41 corpi. Poco dopo, un altro attacco, alla moschea di Linwoood, a pochi chilometri di distanza: altri sette morti. Tarrant, un suprematista bianco, filma tutto, grazie a una telecamera montata sul suo casco, e trasmette le immagini di morte e terrore in diretta su Facebook. Sul caricatore del suo fucile, scritta con caratteri bianchi, una lista di nomi, di personaggi che l’hanno “ispirato”: tra questi, quello di Luca Traini, l’uomo che a Macerata sparo’ a caso sugli immigrati sugli immigrati africani. Il bilancio del peggior attacco terroristico della storia della Nuova Zelanda è pesantissimo: 49 morti e decine di feriti, forse 50. Le forze dell’ordine hanno arrestato tre persone, tra cui il killer, bloccato mentre era sulla sua automobile. Già domani comparirà davanti ad un giudice. Come anticipato da alcuni media e poi confermato dal premier australiano Scott Morrison, si tratta di un cittadino australiano di 28 anni, un “uomo bianco”, un “estremista di destra”, un “violento terrorista”. Il quale, poche ore prima di compiere l’attentato, ha diffuso su Internet il suo delirante “manifesto”, in cui rivela di essersi ispirato ad Anders Breivik, l’uomo della strage di Utoya del 2011, definito “il cavaliere giustiziere”. Nello scritto di 87 pagine, intitolato ‘The Great Replacement’, Tarrant indica anche altri obiettivi da mettere a morte: tra questi Angela Merkel – “la prima della lista” – il sindaco di Londra, Sadiq Khan, e il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Il presidente americano, Donald Trump, viene invece citato come “simbolo della rinnovata identità bianca”. Non solo: il killer spiega di aver deciso di compiere questi attacchi come “vendetta” per gli attacchi terroristi compiuti “da islamisti” in Europa, e spiega di aver contattato “i cavalieri templari chiedendo approvazione e supporto per l’attacco, e me l’hanno dato”. Parla di voler salvare la razza bianca dagli “invasori”, si definisce “ecofascista” e vuole un “nazionalismo verde”: “La diversità è una debolezza”, insiste Tarrant, per il quale icone pop come Jackson, Mercury, Madonna e Cobain “sono dei degenerati”.

Il terrore nelle due moschee raccontato dai testimoni

I testimoni raccontano scene da film di guerra nell’attacco, avvenuto mentre in Italia erano quasi le due di notte. Un palestinese che si trovava nella moschea Al Noor dice di aver visto il killer sparare ad una persona alla testa: “Ci sono stati tre colpi rapidi, dopo 10 secondi la raffica è partita di nuovo. La gente ha cominciato a correre fuori, alcuni erano coperti di sangue”. Un altro testimone dice che stava pregando quando ha sentito i primi spari: “Ho visto anche sparare sui bambini. C’erano cadaveri dappertutto”. Terribile il racconto di un sopravvissuto all’Afp: “Sentivo le urla strazianti di chi veniva colpito a morte. Sono rimasto immobile, pregando Dio di essere risparmiato. Il killer ha ucciso alla mia destra e alla mia sinistra. Poi si è spostato nella stanza dove pregavano le donne e da lì sono arrivate altre urla che non riesco a dimenticare”. La Nuova Zelanda è sotto shock. La premier Jacinda Ardern non ha esitato a parlare di “attacco terroristico, ben organizzato”. E’ “uno dei giorni più oscuri nella storia del Paese”, ha aggiunto. Immediatamente le forze di sicurezza hanno innalzato le procedure di sicurezza vicino a tutte le moschee neozelandesi. Le scuole sono state chiuse, molti edifici pubblici sono rimasti blindati per ore. Ad Auckland sono stati fatti brillare dei pacchi sospetti. Nella città di Dunedin, a 350 chilometri da Christchurch, la polizia ha fatto evacuare un edificio: in un primo momento era qui che Tarrant voleva colpire, per poi decidersi per Christchurch, “dove ci sono molti più invasori”. Con circa 50 mila fedeli, i musulmani rappresentano una piccola minoranza in Nuova Zelanda. Nondimeno, è qui che Tarrant ha deciso di colpire. Le immagini realizzate dal killer – che nel suo manifesto si autodescrive come “un normale uomo bianco”, che non ha fatto l’università perché “non c’era niente di interessante da imparare”, poi diventato personal trainer in una palestra – per alcune ore si potevano ancora trovare in rete, prima che le autorità ne disponessero la cancellazione.

Chi è Brenton Tarrant, il neofascista autore della strage. Lo scritto delirante postato su Internet. E l’orrore nel video della carneficina postato in diretta Facebook

“Un bianco ordinario” ispirato da Anders Breivik e da Luca Traini. Così si è definito Brenton Tarrant, il 28enne australiano autore della strage nelle moschee nel centro di Christchurch e nella moschea di Masjid in Nuova Zelanda. Tarrant, prima di entrare in azione, ha pubblicato online un manifesto di 73 pagine intitolato ‘The Great Replacement’. Nel documento, si presenta come un individuo proveniente da una” famiglia a basso reddito della working class”. “Ho avuto un’infanzia regolare, senza grandi problemi”, prosegue. “Sono solo un bianco normale, proveniente da una famiglia regolare, che ha deciso di prendere posizione per garantire un futuro alla propria gente”. “C’è stato un periodo, due anni prima dell’attacco, che ha radicalmente cambiato il mio modo di pensare. Il periodo va da aprile a maggio 2017. Il primo evento che ha dato inizio al cambiamento è stato l’attacco terroristico a Stoccolma il 7 aprile 2017 – scrive -. Non potevo più ignorare la violenza, qualcosa stavolta era diverso”. Il terrorista ha agito seguendo il ‘modello’ di Breivik, autore del massacro compiuto in Norvegia nel 2011. L’obiettivo, messo nero su bianco: ”uccidere gli stranieri invasori”. “Per definizione, sì: questo è un attacco terroristico. Ma credo sia un’azione partigiana contro una forza di occupazione”. Tarrant fa riferimento alle proprie origini scozzesi, irlandesi e inglesi. Secondo il manifesto, si sarebbe trasferito in Nuova Zelanda per addestrarsi e quindi avrebbe deciso di passare all’azione. L’uomo sarebbe originario di Grafton, città del Nuovo Galles del Sud, e avrebbe lasciato l’Australia non prima del 2010. “Un attacco in Nuova Zelanda -spiega- avrebbe portato all’attenzione la verità dell’assalto nei confronti della nostra civiltà”. Quindi, i modelli. “Ho letto gli scritti di Dylann Roof e di tanti altri, ma ho tratto realmente ispirazione autentica dal Cavaliere Giustiziere Breivik”, scrive facendo anche riferimento all’autore della strage compiuta a Charleston, in South Carolina, nel 2015: in una chiesa metodista, Roof uccise 9 afroamericani. Su armi e caricatori viene citato anche il Migration Compact. Altri elementi prettamente storici sono ricavabili da ciò che Tarrant ha scritto sui caricatori utilizzati. Le immagini diffuse sui social network consentono di osservare che il terrorista ha fatto riferimento alla battaglia di Lepanto del 1571, citando espressamente l’ammiraglio Marcantonio Colonna e il Doge Sebastiano Venier, che contribuirono alla vittoria contro gli Ottomani. Sono visibili diversi riferimenti a Vienna e in particolare all’anno 1683, quando la città riuscì a resistere all’assedio turco. Su un fucile, si intravede la scritta ‘Tours 732’ per ricordare la battaglia tra l’esercito di Carlo Martello e gli arabi.

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