NATO, Stoltenberg: “Il futuro dell’operazione in Afghanistan dipenderà dagli esiti dei colloqui di pace”

NATO, Stoltenberg: “Il futuro dell’operazione in Afghanistan dipenderà dagli esiti dei colloqui di pace”

K metro 0 – Bruxelles – “Il futuro dell’operazione della NATO in Afghanistan dipenderà dagli esiti dei colloqui di pace riguardanti gli insorti talebani.” Queste le parole del segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, riguardo la quindicennale operazione. Le dichiarazioni seguono il report di un ambasciatore americano che aveva sottolineato i progressi fatti nelle ultime

K metro 0 – Bruxelles – “Il futuro dell’operazione della NATO in Afghanistan dipenderà dagli esiti dei colloqui di pace riguardanti gli insorti talebani.” Queste le parole del segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, riguardo la quindicennale operazione. Le dichiarazioni seguono il report di un ambasciatore americano che aveva sottolineato i progressi fatti nelle ultime negoziazioni.

La NATO è a capo dell’operazione militare internazionale in Afghanistan dal lontano 2003, una delle più ambiziose iniziative degli ultimi venti anni. Nel 2015 è impegnata nell’addestramento delle truppe, dopo un periodo di assenza e una riduzione delle unità impiegate, i numeri sono tornati a crescere gradualmente fino all’impiego di 16mila  risorse. Nonostante la presenza delle truppe NATO e degli Stati Uniti, il conflitto vive uno stallo permanente. I progressi nelle negoziazioni di pace potrebbero porre fine ad una delle più’ costose guerre della storia statunitense: si parla di una cifra che va dagli 800 ai 1000 miliardi, secondo le stime. Dal 2003 sono morte circa 3400 persone, 2300 facevano parte delle truppe degli Stati Uniti. A riportarlo è il sito iCasualties.

Il lunghissimo colloquio tra gli Stati Uniti e i talebani si è concluso questa settimana. Zalmary Khalizad, ambasciatore USA, ha ribadito come le due parti abbiano raggiunto una bozza d’accordo: nelle trattative si è parlato del ritiro delle truppe dal territorio, a patto che l’Afghanistan non diventi un rifugio per i terroristi una volta stipulata l’intesa. La conta delle risorse militari impiegate è salita negli anni a 14mila: una metà porta avanti alcune operazioni antiterrorismo mentre l’altra coordina la missione e l’addestramento delle truppe NATO. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che circa 7mila unità farebbero ritorno ma non è chiaro quale delle due metà rimanga in Afghanistan. Va anche considerato che tutti gli alleati europei della NATO dipendono dalle forze aeree e logistiche statunitensi.

Stoltenberg dal quartier generale della NATO, a Bruxelles, ha commentato così la situazione: “La forza futura delle truppe NATO dipende in gran parte dall’esito dei trattati di pace, che andranno ancora avanti per molto. È difficile quindi prevedere quali conclusioni verranno tratte. C’è ancora molto da fare per raggiungere un accordo.” Gli ufficiali militari della NATO non hanno commentato la possibilità di un ritiro delle truppe. Il segretario generale ha assicurato che al di là degli esiti delle trattative: “Abbiamo iniziato questa operazione insieme e prenderemo decisioni sul da farsi insieme”.

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