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Foligno. Maestro ‘indica’ ai bimbi il colore della pelle di un compagno: ‘è brutto’. Poi si giustifica: “era un esperimento sociale”. Partito iter sospensione

Foligno. Maestro ‘indica’ ai bimbi il colore della pelle di un compagno: ‘è brutto’. Poi si giustifica: “era un esperimento sociale”. Partito iter sospensione

K metro 0 – Un maestro supplente di una scuola elementare di Foligno avrebbe costretto un bambino di colore a girarsi verso la finestra e avrebbe detto agli altri bambini che era “troppo brutto per essere guardato in viso”. La vicenda è stata segnalata da un genitore su Facebook attraverso un post, che è stato subito rimosso,

K metro 0 – Un maestro supplente di una scuola elementare di Foligno avrebbe costretto un bambino di colore a girarsi verso la finestra e avrebbe detto agli altri bambini che era “troppo brutto per essere guardato in viso”. La vicenda è stata segnalata da un genitore su Facebook attraverso un post, che è stato subito rimosso, ma si trova già nelle mani dei legali. Un episodio simile si sarebbe ripetuto anche nei confronti della sorellina del bambino, in un’altra classe della stessa scuola. I fatti sono stati riferiti ai genitori dai compagni di classe degli alunni coinvolti, che hanno informato il dirigente scolastico. Stando al racconto dei genitori, il supplente si sarebbe giustificato con la dirigente scolastica parlando del gesto come di un “esperimento sociale, ispirato ad altri casi analoghi presenti anche in rete”. Il sindaco di Foligno, Nando Mismetti, precisa che “sono in corso indagini e si attende una dichiarazione ufficiale della scuola, perché al momento le informazioni che abbiamo sono basate sui racconti dei bambini. La nostra città è accogliente – ha aggiunto – se il fatto dovesse essere verificato sarebbe di una gravità assoluta”. “Faccia di tutto perché episodi del genere a scuola non avvengano mai più”. E’ stata questa la richiesta del padre del bambino vittima dell’episodio razzista avvenuto nella scuola elementare di Foligno all’avvocato Silvia Tomassoni, che assiste la famiglia. Venerdì mattina i genitori del piccolo, dieci anni, si recheranno in procura a Spoleto con l’avvocato per depositare la querela nei confronti dell’insegnante che ha additato sia lui che la sorellina come “brutti” davanti ai compagni e che ieri è stato sospeso per incompatibilità ambientale dal ministero dell’Istruzione. “I fatti sono emersi dai racconti degli alunni della classe quinta all’uscita della scuola, sconvolti perché ne avevano intuito la gravità e poi confermati dal bambino – raccontano dallo studio legale – che ha poi riferito alla madre di essere stato difeso dai compagni”. È in quel momento che anche la sorellina ha rivelato di essere stata vittima di episodi analoghi. La famiglia, ancora sconvolta per l’accaduto, è di origine nigeriana e risiede a Foligno da molti anni, tanto che i bambini sono entrambi nati in Italia. “Si tratta di persone bene integrate in città – concludono – il padre lavora da tempo in un’azienda locale”.

La dirigente scolastica: “appena ricevuta notizia ho interessato l’ufficio scolastico regionale, com’era mio dovere”

La dirigente scolastica dell’istituto afferma che “se viene segnalato un episodio ritenuto problematico sicuramente le scuole procedono. Nessuna rimane a guardare e quindi anche io l’ho fatto, come da normativa”. Lo fa però senza volere entrare nel merito di quanto successo. La dirigente spiega di avere ricevuto la segnalazione da alcuni genitori. “Mi è apparsa – spiega – avere un significato che andava preso in considerazione. Quindi ho interessato l’Ufficio scolastico regionale, facendo solo il mio dovere. In questo momento non voglio rilasciare ulteriori dichiarazioni per non inficiare la procedura amministrativa. Non voglio assolutamente minimizzare – conclude la dirigente – ma le cose devono procedere regolarmente”. E dal ministero si fanno sentire sia il ministro Bussetti che il sottosegretario. In un tweet, il ministro Bussetti sostiene di aver “chiesto agli uffici di intervenire immediatamente. Le strutture territoriali del Ministero stanno predisponendo provvedimenti urgenti a tutela della serenità degli alunni. La scuola è luogo di inclusione ed è di tutti”.  Salvatore Giuliano, il sottosegretario, in una nota, afferma che “sul presunto episodio di razzismo ad opera di un insegnante nella scuola di Foligno è necessario accertare l’accaduto prima di pensare a qualunque provvedimento”. “E’ evidente che se si accertasse un caso di discriminazione – continua – la sanzione sarebbe la massima possibile. La relazione educativa con bimbi così piccoli necessita di attenzione e sensibilità ed è nostra ferma intenzione verificare se in questo caso specifico sia mancato anche solo parzialmente uno di questi elementi”.

 

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