Torino, anarchici irrompono in aula bunker. La sindaca Appendino sotto scorta

K metro 0 – Torino – Non si spegne la rabbia degli anarchici a Torino dopo lo sgombero dell’ex Asilo di via Alessandria, occupato dal 1995. A farne le spese è anche la sindaca Chiara Appendino a cui la prefettura ha deciso di assegnare la scorta per “l’innalzamento del clima di tensione”. Dopo l’assalto al

K metro 0 – Torino – Non si spegne la rabbia degli anarchici a Torino dopo lo sgombero dell’ex Asilo di via Alessandria, occupato dal 1995. A farne le spese è anche la sindaca Chiara Appendino a cui la prefettura ha deciso di assegnare la scorta per “l’innalzamento del clima di tensione”. Dopo l’assalto al carcere ‘Lo Russo-Cotugno’, che domenica sera ha causato un incendio e il crollo di un capannone interno al penitenziario (provocato dal lancio di un razzo nautico), lunedì mattina gli insurrezionalisti hanno tentato di impedire al pubblico ministero Roberto Sparanga di prendere la parola durante il processo ‘Scripta manent’. In cinquanta hanno cercato di fare irruzione nell’aula bunker delle Vallette, dove era in corso l’udienza che vede imputate 23 persone per terrorismo, urlando “giù le mani dell’Asilo”, prima di essere fatti allontanare dalla polizia in tenuta antisommossa.

La sindaca è stata categorica: “Chi esercita la violenza ha sporcato l’antifascismo, l’antirazzismo, la causa No Tav e molti altri nobili status di cui vuole appropriarsi”. Perché gli attacchi non possono essere confusi “con l’esercizio democratico”, ha detto Appendino in consiglio comunale riprendendo le parole del questore Francesco Messina: “L’Asilo non è un centro sociale come gli altri, ma un covo di sovversivi. Queste persone tentano di nascondersi dietro simboli e battaglie del nostro territorio”. Ma mentre la prima cittadina ha invitato: “chi governa non deve fare generalizzazioni, perché pensare che l’Asilo e la Cavallerizza (complesso occupato nel 2014, ndr) siano uguali sarebbe un torto per la storia e il futuro della città”, sui muri della città sono comparse le prime minacce. In via Po è spuntata la scritta ‘Appendino appesa’ con la ‘a’ cerchiata, messaggio minatorio che ha accelerato la decisione di assegnare la scorta.

“Nel corso della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza abbiamo valutato l’innalzamento del clima di tensione con alcuni riferimenti specifici proprio alla sindaca e quindi si è deciso di adottare una misura un po’ stringente”, ha fatto sapere il prefetto di Torino, Claudio Palomba. È necessario tenere altissima l’attenzione e mi auguro che, da parte di tutti, si abbassino i toni perché questi episodi vanno condannati senza se e senza ma”, ha aggiunto. Un’altra frase, questa volta in via San Benigno, sulla facciata degli uffici della Circoscrizione 6, è stata indirizzata al capogruppo della Lega in Comune, Alessandro Sciretti: “Sciretti: per noi Diaz? Per te P.le Loreto. FAI”. Sarebbe una risposta al post chock pubblicato su Facebook da Sciretti dopo la guerriglia urbana di sabato e l’arresto di 11 anarchici accusati di devastazione e saccheggio: “Nessuna pietà. Ci vuole un po’ di scuola Diaz”. Quando la questione dell’ordine pubblico passerà in secondo piano, si aprirà quella della riqualificazione urbana e del rischio speculazioni. La domanda è cosa ne sarà del centro sociale di via Alessandria una volta che la demolizione finirà. La sindaca Appennino ha annunciato che “sarà destinato a realtà no profit, con il coinvolgimento della cittadinanza”. “La riqualificazione dello stabile – ha spiegato – diventerà un simbolo di rinascita del quartiere Aurora”, descritto da anni come degradato e che oggi appare ricco di potenzialità e capace di attrarre investimenti immobiliari.

 

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