Spagna. Il Dia, importante gruppo di supermercati, costretto a 2.100 licenziamenti, dopo massicce perdite finanziarie

Spagna. Il Dia, importante gruppo di supermercati, costretto a 2.100 licenziamenti, dopo massicce perdite finanziarie

K metro 0 – Madrid – Con un incredibile trend negativo, il gruppo spagnolo di distribuzione Dia nel 2018 ha registrato perdite del valore di 352,6 milioni di euro: in abissale contrasto coi 101 milioni di profitto dell’anno precedente.  Per questo è costretto, ora, a licenziare ben 2.100 dipendenti. La Commissione Nazionale del Mercato dei

K metro 0 – Madrid – Con un incredibile trend negativo, il gruppo spagnolo di distribuzione Dia nel 2018 ha registrato perdite del valore di 352,6 milioni di euro: in abissale contrasto coi 101 milioni di profitto dell’anno precedente.  Per questo è costretto, ora, a licenziare ben 2.100 dipendenti.

La Commissione Nazionale del Mercato dei Valori ha informato, venerdì scorso, che la difficile situazione della celebre catena di supermercati si è aggravata nell’ultimo trimestre, dopo il peggioramento delle previsioni per la fine dell’anno, e dopo aver commesso vari errori nei conti relativi al 2017. Il Dia è andato incontro, così, al collasso nel mercato azionario. Il bilancio 2018 ha registrato un fatturato netto di 7.288,8 milioni di euro, con un calo dell’11, 3%; mentre il margine operativo lordo (EBITDA) rettificato è diminuito del 35%, scendendo a 337,9 milioni di euro.

E’, questa, una situazione comune, peraltro, a varie catene spagnole di supermercati. Il Gruppo DIA (un discount di Carrefour), molto presente in tutto il Paese, negli ultimi anni effettivamente   è cresciuto; ma – errore, questo, tipico, in questi tempi di crisi, di molte grandi aziende europee, ossessionate dal taglio delle spese – senza investire nella comunicazione. Il risultato è che il format Ipermercati, dominante in Spagna come in Francia, stenta a restare a galla, vivacchiando con le attività promozionali.  Nella penisola iberica, anche Carrefour (nonostante la sua politica di apertura degli esercizi 24 ore su 24) fatica a tenere lo 0% sull’anno precedente, ed Auchan (Alcampo) fatica a sfiorarlo di tanto in tanto. Come ricordano gli economisti, poi, l’andamento della Grande Distribuzione nei Paesi industrializzati dà sempre utili indicazioni sulle altalene dei PIL e sullo stato generale delle varie economie: e infatti la Spagna cresce, ma a gennaio ha registrato anche una crescita dei disoccupati di 83.464 unità (+2,61%, superiore a quanto temuto dagli specialisti). Quando, nel quarto trimestre 2018, il tasso di disoccupazione si era attestato al 14,45%, -2,1% rispetto a 12 mesi prima.

Questi dati influenzano, chiaramente, l’andamento dei consumi: e tornando alla Dia, il calo delle vendite si è verificato, per la maggior parte, appunto in Spagna, suo mercato più importante, con una riduzione di 161 milioni di euro rispetto al 2017, superiore anche ai quasi 35 milioni di euro di downgrade registrati in Portogallo. Di conseguenza c’è stato anche un impatto negativo sui tassi di cambio in Argentina e Brasile, Paesi da sempre legati ai due della penisola iberica da una fitta rete di scambi economici e finanziari.

Il Dia, quindi, ha concluso l’anno con una vera e propria situazione di insolvenza, come già, del resto, aveva annunciato dopo l’estate 2018: con un patrimonio netto negativo di 166 milioni di euro, rispetto ai 257,3 milioni positivi dell’anno precedente. Il debito netto, nel frattempo, è aumentato di oltre il 50%, da 945 a 1.451 milioni di euro.

La domanda rimane questa: cosa accadrà adesso, ad un gruppo i cui dipendenti in tutto sono più di 26.000, e che si vede costretto a licenziarne 2100, cioè quasi il 10%.

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