Plenaria del Parlamento Ue: il Primo Ministro spagnolo riafferma il concetto di unità europea

Plenaria del Parlamento Ue: il Primo Ministro spagnolo riafferma il concetto di unità europea

K metro 0 – Bruxelles – Questa settimana, durante la seduta Plenaria del Parlamento Europeo, si è parlato di Europa a tutto campo, dalla Brexit, all’economia, al sovranismo, al nazionalismo. All’apertura dei lavori, ad opera del Presidente Antonio Tajani, sono seguiti due importanti interventi del Vicepresidente della Commissione UE, Frans Timmermans e del Primo Ministro spagnolo

K metro 0 – Bruxelles – Questa settimana, durante la seduta Plenaria del Parlamento Europeo, si è parlato di Europa a tutto campo, dalla Brexit, all’economia, al sovranismo, al nazionalismo. All’apertura dei lavori, ad opera del Presidente Antonio Tajani, sono seguiti due importanti interventi del Vicepresidente della Commissione UE, Frans Timmermans e del Primo Ministro spagnolo Pedro Sanchez. Il premier spagnolo, nel suo discorso al Parlamento sul futuro dell’Unione europea, ha detto: “Potete considerarmi un fervente europeista soprattutto oggi quando qualcuno parla di antieuropeismo facendo campagna elettorale. L’Europa è la moltiplicazione delle identità, non sono meno spagnolo perché sono europeo, l’Ue sarà sempre una comunità di valori, quelli della Rivoluzione francese, libertà, uguaglianza e fraternità. Il tallone d’Achille dell’Europa sono le nostre divisioni, di questo approfitta solo chi vuole il fallimento e la sconfitta del nostro modello, un modello che cristallizza un triangolo virtuoso: la democrazia, il progresso economico e lo stato del benessere. Superare le nostre divisioni implica mutua comprensione e la lotta contro gli stereotipi. Non è il momento di vacillare di fronte ai nemici dell’Europa: la nostra convinzione e determinazione batteranno l’autoritarismo. Oggi si sta combattendo un’autentica battaglia sul terreno delle idee: involuzione contro progresso. Sappiamo che il futuro non si è mai conquistato facendo passi indietro. Per questo motivo non possiamo arretrare nella difesa del modello europeo. L’Europa ci protegge se tutti noi, gli Stati, le istituzioni europee e la società civile, proteggiamo l’Europa. La questione migratoria è una materia dove è fondamentale attuare azioni congiunte e coordinate in collaborazione con i paesi di origine, di transito e di arrivo – ha poi detto il premier spagnolo. Per la Spagna questa prospettiva è cruciale, specialmente visto che noi siamo la frontiera esterna dell’Unione. Non c’è risposta se non c’è impegno con l’Africa”.

“Il movimento indipendentista in Catalogna deve avviare un dialogo sincero e riconoscere che la maggioranza in Catalogna non è indipendentista. Il governo spagnolo dovrebbe agevolare il dialogo tra queste due dimensioni: quella nazionalista e quella non nazionalista. Posso garantire che il governo spagnolo, diversamente dalle epoche precedenti, ha una forte volontà di risolvere attraverso il dialogo il problema della Catalogna. Il governo spagnolo, diversamente dalle epoche precedenti ha una forte volontà di risolvere attraverso il dialogo, e sempre nel rispetto della Costituzione e dello statuto di autonomia della Catalogna il problema della Catalogna.  Ma il movimento indipendentista catalano deve riconoscere che non ha una maggioranza sociale e deve interfacciarsi con la parte di maggioranza della società catalana per raggiungere un nuovo accordo ed uscire dalla situazione di stallo che va avanti da più di dieci anni. Per riassumere, il problema in Catalogna non è l’indipendenza ma è la convivenza”.

L’anacronismo dell’indipendentismo catalano è un problema per la Spagna e non solo. Il chiaro discorso di Sanchez ha assunto un valore di grande importanza. Ha affrontato con fermezza la necessità di andare avanti con l’Europa unita. Per Sanchez, il dialogo è un fattore di primaria importanza per misurarsi con le problematiche dell’Africa e per fronteggiare tutte le spinte antieuropeiste alimentate dai nemici dell’Europa. Il discorso di Sanchez, assieme a molti altri importanti interventi fatti nel Parlamento Europeo nel corso della recente ‘Plenaria’, significa che sono ormai maturi i tempi per proseguire con decisione il percorso di integrazione dell’Europa. Inoltre, la Brexit si sta ormai avviando verso il fallimento. Questo fatto confermerebbe che, soltanto dalla coesione dell’Europa Unita, tutti i popoli potranno guardare ad un futuro migliore nel reciproco rispetto delle problematiche umanitarie e delle diversità di ciascuno.

 

di Salvatore Rondello

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