Matera Capitale europea della Cultura 2019. Vittorio Sgarbi sul programma “Lacrimevole e malinconico…”

Matera Capitale europea della Cultura 2019. Vittorio Sgarbi sul programma “Lacrimevole e malinconico…”

K metro 0 – Matera – “Nella cerimonia inaugurale di Matera 2019 non sarà solo la città a raccontarsi, bensì la regione Basilicata e l’Europa intera, attraverso la presenza delle rispettive bande, 20 + 19, che suoneranno insieme in tutte le strade di Matera, dalla periferia al centro. Il programma delle attività, che sarà un concentrato di tutto

K metro 0 – Matera – “Nella cerimonia inaugurale di Matera 2019 non sarà solo la città a raccontarsi, bensì la regione Basilicata e l’Europa intera, attraverso la presenza delle rispettive bande, 20 + 19, che suoneranno insieme in tutte le strade di Matera, dalla periferia al centro. Il programma delle attività, che sarà un concentrato di tutto ciò che sarà possibile vedere tutto l’anno, si svilupperà già a partire dal 18 gennaio e proseguirà fino al 20 gennaio, con una serie di tappe preparatorie nei giorni precedenti”, si è raccontato nel corso della conferenza stampa di presentazione della Cerimonia inaugurale di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 in programma il 19 gennaio. All’incontro con i giornalisti sono intervenuti il sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri, il presidente e il direttore della Fondazione Matera Basilicata 2019, Salvatore Adduce e Paolo Verri, il capo di Gabinetto della Prefettura, Rosa Correale, Antonio Di Sanza in rappresentanza del presidente della Regione, il presidente della Provincia di Matera, Pietro Marrese e in rappresentanza della Questura, Marisa Contuzzi.

Intervista di Alessandro Luongo – Kmetro0

Professor Sgarbi, come giudica il programma “Open future” di Matera Capitale europea della Cultura 2019?

«Lacrimevole e malinconico. La mostra più importante, MATER (i)A P(i)ETRA”, si è tenuta agli inizi di novembre, con le fotografie del mio amico regista e scrittore Carlos Solito. Le altre iniziative, chi se le ricorda? Ce n’è una sul Rinascimento ma è su quello meridionale, mentre io avrei visto un Rinascimento veneziano. Le mie proposte suggerite al curatore sin dai tempi di Expo 2015 non sono state accolte. E ora che ci sono i soldi, la comunicazione è stata insufficiente. Io inauguro invece la stagione culturale la sera del 18 gennaio con la mia band, con le “Meraviglie d’Italia”: concerto che racconta i tesori d’Italia con musica e parole, con il direttore Michele Nitti, presso l’Auditorium R. Gervasio».

Il 2018 è stato l’Anno europeo del Patrimonio culturale. Quali regioni italiane dovrebbe più valorizzare l’Europa?

«Le nostre sono una più bella dell’altra. Dal Trentino-Alto Adige in giù. Lei conosce Margherita Sarfatti? Era l’amante del Duce. Bene. Fino al 24 febbraio 2019, Milano e Rovereto la celebrano con due mostre che s’integrano a vicenda. Quanti ne sono a conoscenza? L’Italia, fra Napoli, Firenze, Bologna, Milano e via dicendo fa più mostre di quante ne organizzino Parigi e Londra messe assieme; eppure c’è molta dispersione a livello d’istituzioni locali e un’inadeguata comunicazione, ripeto. L’Europa dovrebbe pensare a un finanziamento globale della produzione artistica e culturale, a mio avviso. Che potrebbe aiutare il nostro Paese a riprendersi quel ministero del Turismo che le manca».

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