Campania: a Pomigliano d’Arco la prima “Cittadella Scolastica” dell’area metropolitana di Napoli

K metro 0 – Napoli – Antonio Meola, Segretario Generale della Città Metropolitana di Napoli, ha firmato un contratto per la realizzazione della prima “Cittadella Scolastica” dell’area Metropolitana di Napoli. Già a maggio di quest’anno, a Sarno (in provincia di Salerno), sono partiti i lavori per un progetto simile, le cui strutture, una volta realizzate,

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K metro 0 – Napoli – Antonio Meola, Segretario Generale della Città Metropolitana di Napoli, ha firmato un contratto per la realizzazione della prima “Cittadella Scolastica” dell’area Metropolitana di Napoli. Già a maggio di quest’anno, a Sarno (in provincia di Salerno), sono partiti i lavori per un progetto simile, le cui strutture, una volta realizzate, saranno naturalmente destinate al ProfAgri di Salerno, unico istituto superiore della Campania che si occupa esclusivamente di agricoltura. Questo dimostra come la Campania voglia intraprendere un percorso di riqualificazione territoriale e “culturale”.

Secondo CronacheCampania, il progetto di Pomigliano d’Arco sarà sostentato da un investimento che complessivamente ammonta a € 22.183.682,52, di cui € 17.307.038,35 per lavori: saranno realizzati quattro edifici destinati a due istituti scolastici, suddivisi in biennio e triennio, oltre a una palestra coperta, due biblioteche e un auditorium, che conterà 200 posti; inoltre, tutte le strutture saranno collegate tra loro da un “forum”, ossia una piazza coperta adibita a spazio comune, una vera e propria “agorà”.  Nello specifico, si prevede la realizzazione di ben 102 aule standard e 20 aule “speciali”, coprendo una superficie di oltre 15.000 mq. Oltre alle aule per la didattica frontale, la Cittadella sarà fornita di un moderno complesso sportivo: infatti la palestra coperta avrà al piano terra un campo da basket e due da pallavolo, oltre ai servizi igienici, mentre il primo piano sarà costituito da due sale ginniche; inoltre, saranno realizzati anche due campi esterni, uno da basket e uno da pallavolo.

“Con la Cittadella scolastica di Pomigliano cambieranno in meglio le condizioni di studio per tantissimi studenti di una zona fondamentale del territorio”, ha sottolineato il sindaco metropolitano, Luigi de Magistris. “L’avvio dei lavori – ha continuato il sindaco – costituisce una ulteriore dimostrazione del fatto che durante la nostra amministrazione, nonostante i tagli imposti dal Governo, è stata messa in campo la maggiore quantità di risorse per le scuole a Napoli e nella Città Metropolitana dai tempi del terremoto. Stiamo compiendo uno sforzo straordinario affinché i nostri giovani possano acquisire la migliore formazione possibile per affrontare con le giuste potenzialità la sfida dell’inserimento nel modo del lavoro. Gli studenti di Pomigliano e di tutta l’area interessata devono essere messi nelle condizioni di poter studiare al meglio. Ci stiamo assumendo importanti responsabilità, per il loro futuro”.

Il Consigliere delegato alla scuola, Domenico Marrazzo ha poi precisato che “L’impiego di tecnologie innovative e di alta specializzazione per edifici costruiti in zona sismica garantiranno al complesso scolastico un isolamento sismico alla base. Quello di Pomigliano sarà uno tra i principali in Europa per dimensioni, per importanza e sicurezza attiva in caso di terremoti. L’utilizzo, infatti, di queste tecnologie renderanno le strutture più performanti nella risposta sismica ed assolutamente molto piu’ sicuri”. “Va sottolineato, infine – ha proseguito Marrazzo – che con la realizzazione della Cittadella Scolastica saranno dismessi edifici per cui la Città Metropolitana di Napoli paga ogni anno oltre 1.000.000 di euro per fitti passivi. Prosegue così la nostra azione per diminuire i costi dovuti proprio ai fitti che ci ha visto in questi ultimi mesi raggiungere una riduzione del 30 % rispetto agli anni precedenti”. La consegna della cittadella scolastica è prevista entro due anni. L’idea della Cittadella Scolastica vuole mettere da parte il concetto di edificio scolastico isolato, come se fosse relegato ai margini del territorio, e vuole invece sviluppare un concetto di interconnessione culturale tra persone e discipline, il sopracitato “forum”, affinché possa esservi scambio culturale e confronto reciproco e continuo tra gli studenti (piuttosto che rimanere ancorati a un passato fatto di insegnamenti settoriali  a compartimenti stagni), i quali in questo modo avranno maggiori possibilità di sviluppo non solo didattico, ma anche e soprattutto personale e umano.

 

di Tosca Di Caccamo

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