Macron visita il Ciad, mentre spaventa la crescente influenza russa nella Repubblica Centrafricana

Macron visita il Ciad, mentre spaventa la crescente influenza russa nella Repubblica Centrafricana

K metro 0 – Ciad – Mentre le piazze di Parigi si fanno sempre più calde per il “nuovo 68” dei gilet gialli, il Presidente francese Macron ha scelto di dirigersi verso… il caldo africano, atterrando sabato scorso in Ciad. Nella visita ufficiale, Macron, incontrando il suo omologo Idriss Déby, ha discusso dei rapporti tra

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K metro 0 – Ciad – Mentre le piazze di Parigi si fanno sempre più calde per il “nuovo 68” dei gilet gialli, il Presidente francese Macron ha scelto di dirigersi verso… il caldo africano, atterrando sabato scorso in Ciad. Nella visita ufficiale, Macron, incontrando il suo omologo Idriss Déby, ha discusso dei rapporti tra i 2 Paesi e della crisi nella vicina Repubblica Centrafricana (CAR), Paese da tempo oggetto dell’influenza russa, che desta preoccupazioni nell’opinione pubblica europea, e specialmente francese.

Mosca, infatti, secondo quanto riporta l’autorevole emittente tv “France24”, da un anno sta fornendo armi alla CAR. Circa 175 esperti russi, inclusi cinque soldati impiegati da mercenari, sono stati inviati nel Paese per allenare due battaglioni. Tutto questo mentre sempre un russo, Valerii Zakharov, è stato nominato consigliere della sicurezza nazionale per il Presidente. La Russia ha anche iniziato un dialogo coi precedenti membri del Seleka – un’alleanza di milizie ribelli che prese temporaneamente il potere nella CAR nel 2013 – e a luglio scorso ha provato, inutilmente, a condurre le trattative tra il Governo centrafricano e i gruppi armati, tuttora forti nel Paese nonostante la fine ufficiale, nel 2016, della guerra civile iniziata nel 2013.

Mentre, da parte russa, questa politica s’inquadra nella ripresa d’ interesse del Cremlino per l’Africa, specie lungo l’asse strategico Egitto- Africa centrale (dopo un trentennio di sostanziale assenza di Mosca dal continente nero), la Francia diffida di  queste attività russe in quella che ritiene  parte essenziale della sua sfera di influenza (da sempre Parigi ha uno stretto rapporto geopolitico e finanziario con almeno 14 delle sue ex-colonie africane, e specialmente con la Repubblica Centrafricana). “I francesi temono che i russi abbiano intenzione di rimpiazzarli come principali patroni della CAR,” dice Thierry Vircoulon, ricercatore del Centro per l’Africa del think-tank “IFRI”, con sede a Parigi.

Paragoni con la Siria. Vircoulon afferma che la Russia sta adottando, con la CAR, un approccio simile a quello con la Siria: “La Russia fornisce al governo appoggio militare e poi agisce come mediatore nelle trattative di pace, cercando così di presentarsi come la soluzione al conflitto.” “Parigi teme anche che i russi stiano cercando di fare avanzare i loro interessi economici nella CAR, e tentando di sviluppare legami coi gruppi ribelli per mettere le mani sulle risorse naturali del Paese, a spese delle condizioni di sicurezza,” aggiunge Roland Marchal, specialista di Africa Centrale all’ altro think-tank CNRS di Parigi. Che sia dovuta ad interessi diplomatici o economici, la minaccia della Russia che tenta di legittimare i gruppi armati allarma la Francia. Il vicino occidentale della CAR, il Ciad, condivide con Parigi le stesse preoccupazioni, temendo che ciò possa rafforzare l’appoggio ai gruppi ribelli ciadiani.

Secondo Marchal, “fonti attendibili dicono che, dalla scorsa primavera, ci sono stati contatti tra i gruppi ribelli in Ciad ed il Presidente della CAR, Faustin-Archange] Touadéra; mentre i russi ed i ribelli ciadiani stanno discutendo in Sudan.” Questo rende la situazione ancora più preoccupante per il Governo ciadiano, consapevole di quanto la sua capitale sia relativamente facile da raggiungere attraverso il confine con la Repubblica Centrafricana. Sia la Francia che il Ciad vogliono entrambi contenere l’influenza russa nella CAR, e al tempo stesso prevenire ogni ulteriore esplosione di violenza, ed evitare di rimanere invischiati nel conflitto. “Il Ciad non vuole problemi ai suoi confini, mentre la Francia non vuole che le sia chiesto di intervenire militarmente,” conclude Vircoulon: come più volte accadde in Africa Centrale -aggiungiamo – negli anni ’70- 80, con le presidenze Giscard d’ Estaing e Mitterrand.

 

Fabrizio Federici

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