La Germania verso regole più severe sulle acquisizioni estere di sue grandi aziende

La Germania verso regole più severe sulle acquisizioni estere di sue grandi aziende

K metro 0 – Berlino – La Germania pianifica di rendere più restrittive le regole sulla percentuale di acquisizioni, da parte di gruppi extraeuropei, di sue compagnie strategiche: mentre cresce l’inquietudine dell’opinione pubblica per le crescenti acquisizioni da parte dei colossi cinesi. Il gabinetto della cancelliera Angela Merkel – riferisce il quotidiano economico “Handelsblatt”, senza

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K metro 0 – Berlino – La Germania pianifica di rendere più restrittive le regole sulla percentuale di acquisizioni, da parte di gruppi extraeuropei, di sue compagnie strategiche: mentre cresce l’inquietudine dell’opinione pubblica per le crescenti acquisizioni da parte dei colossi cinesi. Il gabinetto della cancelliera Angela Merkel – riferisce il quotidiano economico “Handelsblatt”, senza però citare la fonte – prevede di approvare il cambiamento della legge mercoledì 19 dicembre, e di inviarlo subito al Parlamento. L’aggiornamento della regolamentazione del commercio con l’estero permetterebbe al Governo tedesco di rivedere o bloccare acquisizioni straniere di azioni di aziende germaniche superiori, in determinate compagnie, alla quota del 10% (ora al di sotto del 25%). La legge sarà applicata alle società di sicurezza, fondamentali per la difesa tedesca o alle infrastrutture strategiche, come molte compagnie energetiche e dell’alta tecnologia: ma anche ai grandi produttori di cibo. Negli ultimi anni, infatti, Germania e altri Paesi UE hanno destato in Europa crescenti preoccupazioni legate all’acquisizione, da parte di compagnie cinesi, di importanti quote di maggioranza di aeroporti, porti e compagnie high-tech (fenomeno, quest’ultimo, esattamente all’opposto degli anni ’90, quando era la Germania, in competizione con USA e altre economie forti, a dare l’assalto a settori strategici dell’economia cinese).

Il gigante di elettrodomestici cinese Midea, a metà del 2016 ha rilevato Kuka, importante fornitore tedesco di robotica industriale, scatenando allarme in Germania riguardo al prezioso know-how che veniva trasferito all’estero. A metà del 2017, i tedeschi così hanno reso più severo il controllo sulle acquisizioni extraeuropee di compagnie strategiche, garantendo più tempo per revisioni degli accordi e includendo, tra i settori più controllati, una vasta gamma di produzioni.

A febbraio scorso, peraltro, la Germania non ha sollevato obiezioni quando il miliardario cinese Li Shufu ha comprato quasi il 10% di azioni della Daimler, la società storica madre della Mercedes-Benz. Ma a luglio, il Governo tedesco ha rilevato una quota di minoranza della 50 Hertz, una compagnia di trasmissione di elettricità, appellandosi a ragioni di sicurezza nazionale, proprio per impedire agli investitori cinesi di acquistare i titoli della compagnia. “A livello di sicurezza nazionale, il Governo federale ha un grande interesse nel proteggere infrastrutture energetiche strategiche”, hanno detto i ministri dell’Economia e delle Finanze in una dichiarazione congiunta dell’epoca. E in una visita in Germania a luglio, il premier cinese Li Keqiang ha esortato Berlino a garantire alle compagnie cinesi lo stesso livello d’accesso di cui le compagnie tedesche godono in Cina. “I nostri investimenti non minacciano la vostra sicurezza nazionale”, si è sforzato di rassicurare i tedeschi: “Attraverso progetti congiunti, vogliamo imparare dalla vostra esperienza e dalle vostre tecnologie.”

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