Strasburgo. Il giornalista Antonio Megalizzi, colpito alla testa ieri sera, pare non sia operabile. Caccia in tutta Europa a Cherif Chekatt, il presunto attentatore

Strasburgo. Il giornalista Antonio Megalizzi, colpito alla testa ieri sera, pare non sia operabile. Caccia in tutta Europa a Cherif Chekatt, il presunto attentatore

K metro 0 – Strasburgo – “Antonio è in coma, non è operabile” dice il padre della fidanzata di Antonio Megalizzi, il 29enne di Trento vittima dell’attacco di Strasburgo. “Da quello che si è capito, Antonio – dice Danilo Moresco – è in coma e non si può operare per la posizione gravissima del proiettile che

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K metro 0 – Strasburgo – “Antonio è in coma, non è operabile” dice il padre della fidanzata di Antonio Megalizzi, il 29enne di Trento vittima dell’attacco di Strasburgo. “Da quello che si è capito, Antonio – dice Danilo Moresco – è in coma e non si può operare per la posizione gravissima del proiettile che è arrivato alla colonna alla base del cranio, vicino alla spina dorsale”. Moresco ha aggiunto di aver avuto queste informazioni dalla famiglia, già arrivata in ospedale: “Non ho altre informazioni, spero di arrivare al più presto per vedere di persona”.

Ha incrociato gli occhi con l’assalitore, mentre stava tornando dal mercatino di Natale con due amici, quando l’uomo ha iniziato a sparare di fronte a loro. Mirando dritto alla testa, per uccidere: “E’ andato verso un signore che stava camminando davanti a me e gli ha sparato alla testa”, racconta la francese Audrey in una testimonianza raccolta da Bfm Tv. “L’uomo è crollato e lui ha sparato una seconda volta su un’altra persona, che è caduta a terra”, descrive la francese. D’altronde, sembra essere ormai chiara la ricostruzione del modus operandi adottato da Cherif Chekatt. Anche la prima vittima identificata, il turista thailandese, ha ricevuto una pallottola in testa, così come è stato colpito al capo il giornalista italiano Antonio Megalizzi, in quella che appare come una volontà di uccidere perseguita in maniera fredda e quasi scientifica dall’attentatore.

Il presunto autore dell’attentato di martedì sera a Strasburgo, identificato ancora in via non ufficiale come Cherif Chekatt, era stato in carcere in Germania nel 2016, dopo una condanna a due anni e tre mesi per dei furti con scasso. Lo riferisce ad AFP un portavoce del ministero dell’Interno del Land tedesco del Baden-Württemberg, dove il giovane aveva commesso i reati. Ha scontato poco più di un anno in Germania prima di essere espulso in Francia, aggiunge il portavoce. Secondo il giornale Tagesspiegel, l’uomo aveva svaligiato uno studio dentistico a Magonza nel 2012, rubando in particolare dei soldi cash e dei denti d’oro. Quattro anni dopo, nel 2016, derubò invece una farmacia a Engen, vicino al lago di Costanza. In Germania, però, il killer di Strasburgo non era stato segnalato per simpatie o proselitismo islamista. L’uomo, che era schedato con dossier S per i radicalizzati in Francia, è ora ricercato e in Germania le autorità hanno rafforzato i controlli lungo il Reno. Stamattina era scattato un falso allarme in un’autostrada nel nord della Germania, vicino Brema, quando la polizia ha intercettato un taxi immatricolato in Francia con tre passeggeri a bordo, visto che il killer di Strasburgo è fuggito in taxi. Mentre in un primo tempo dei testimoni avevano segnalato che uno degli occupanti del veicolo era a volto coperto, questa informazione è stata poi smentita dalla polizia. Perquisendo il veicolo, la scientifica non ha trovato alcun legame fra le persone a bordo e il ricercato. I tre, che erano stati fermati per verifiche, “non avevano niente a che vedere con l’attentato di Strasburgo e sono stati rimessi in libertà”, ha riferito un portavoce della polizia locale all’agenzia di stampa tedesca dpa.

La Grande moschea di Strasburgo ha condannato l’attentato di ieri sera al mercatino di Natale definendolo un “atto infame, codardo e barbaro”. Su place Kleber, cuore pulsante della città, dei passanti hanno cominciato a rendere omaggio alle vittime dell’attentato lasciando candele, petali di rose e delle scritte ‘Je suis Strasbourg’, cioè ‘Io sono Strasburgo’.

 

Jobsnews – Beppe Pisa

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