Andalusia. L’ex presidente Aznar favorevole a un patto di governo a tre che unifichi la destra

Andalusia. L’ex presidente Aznar favorevole a un patto di governo a tre che unifichi la destra

K metro 0 – Madrid – L’ex premier spagnolo José Maria Aznar non si è risparmiato nella catena di pareri e opinioni sull’intensa giornata elettorale che si è vissuta domenica scorsa in Andalusia, i cui risultati hanno strappato la maggioranza alla sinistra per la prima volta in 36 anni e hanno visto l’ingresso nel Parlamento

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K metro 0 – Madrid – L’ex premier spagnolo José Maria Aznar non si è risparmiato nella catena di pareri e opinioni sull’intensa giornata elettorale che si è vissuta domenica scorsa in Andalusia, i cui risultati hanno strappato la maggioranza alla sinistra per la prima volta in 36 anni e hanno visto l’ingresso nel Parlamento regionale, con un 10,97% dei voti e 12 seggi, di Vox, il partito che è simile all’ex Front National ora Rassemblement National, in Francia, e alla Lega in Italia.

La Fondazione di Aznar, FAES, con un comunicato ha lasciato intendere la sua disponibilità ad un ipotetico patto per investire Juanma Moreno, candidato del Partito Popolare, seconda forza politica dopo il Psoe con 26 seggi quale candidato presidente dell’Andalusia con i voti di Ciudadanos, che ha ottenuto 21 seggi e del partito dell’ultradestra Vox. Anche l’ex vicepresidente del Partito Popolare ha visto nei risultati elettorali un’opportunità della quale torna costantemente a sottolinearne l’importanza nell’ultimo mese: “la rifondazione del centrodestra”. Questa “opportunità” era stata già avanzata dall’allora presidente del Partito Popolare, Pablo Casado, che Aznar aveva pubblicamente appoggiato durante la campagna per le primarie relative alla successione di Mariano Rajoy, quando decise di dimettersi per effetto della mozione di sfiducia avanzata dal gruppo socialista.

Il presidente popolare, Pablo Casado, ha adottato sia nel corso della sua elezione che durante la campagna elettorale andalusa un discorso che rifletteva una deriva del Partito popolare verso la destra in coerenza con quanto avveniva durante il mandato di Mariano Rajoy. Insoddisfattto con la gestione del suo successore alla presidenza del partito, l’ex presidente si era svincolato per considerare che il partito stava abbandonando “i principi liberal conservatori del centrodestra”. Aznar ha così sottolineato la necessità di riunificare un centrodestra che avverte disarticolato e inoltre, secondo il comunicato della sua fondazione, FAES, “le elezioni di domenica come un plebiscito insperato e silenzioso a favore dell’alternanza e del cambiamento”, un cambiamento che dovrebbe guidare il partito di Casado con l’appoggio di Ciudadanos e Vox.

Per quanto riguarda l’accordo con Vox, lo stesso Pp garantisce che si pensa a un governo a due con Ciudadanos presieduto da Juanma Moreno e con l’appoggio esterno di Vox, verso il quale probabilmente ci sarà bisogno di attivare presto qualche iniziativa. Nonostante ciò, è certo che Aznar si è dimostrato nell’occasione compiacente con il presidente della formazione emergente, Santiago Abascal, ex militante del Partito popolare che abbandonò prima di inaugurare Vox, un partito che, sull’onda della crisi politica catalana, aveva promosso un discorso contro l’immigrazione e contro l’Europa, con un populismo anti-establishment che ha avuto vasta eco sulla stampa e nell’elettorato e che può influenzare notevolmente il panorama politico nel breve e nel medio periodo.

di Gonzalo Marcos Rodríguez

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