Roma. L’incendio all’impianto Ama di via Salaria rischia di mandare in tilt la raccolta dei rifiuti. Attesa per le analisi Arpa sull’inquinamento

K metro 0 – Roma – Un grosso incendio è divampato all’alba di martedì a Roma del discusso impianto TMB dell’Ama in Via Salaria 987. Il rogo ha interessato un capannone di circa 2.000 mq per la raccolta d’immondizia. I vigili del fuoco sono arrivati sul posto poco dopo le 4 del mattino con 12 squadre

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K metro 0 – Roma – Un grosso incendio è divampato all’alba di martedì a Roma del discusso impianto TMB dell’Ama in Via Salaria 987. Il rogo ha interessato un capannone di circa 2.000 mq per la raccolta d’immondizia.

I vigili del fuoco sono arrivati sul posto poco dopo le 4 del mattino con 12 squadre e decine di uomini ed hanno faticato, non poco, ad avere ragione del rogo. Solo nella tarda mattinata l’incendio è stato messo sotto controllo. Tutta la zona era invasa dal fumo e per i residenti dell’area più vicina all’impianto era praticamente impossibile tenere aperte le finestre delle abitazioni. Nei pressi dell’impianto è stato immediatamente chiuso un asilo ed alcune attività, tra queste anche alcune televisioni e radio. Le scuole di questo sfortunato territorio hanno immediatamente deciso di non far uscire gli studenti nelle aree esterne e l’accesso alle mense, in alcune di queste, è stato autorizzato solo attraverso percorsi interni agli edifici. Immediato anche l’intervento dell’Arpa regionale che ha svolto un monitoraggio dell’aria. Dai primi campioni, situazioni ai limiti delle norme, anche se i dati sono solo provvisori.

L’odore di bruciato sprigionato dal maxi-rogo è stato avvertito anche nel centro della capitale. La densa colonna di fumo era visibile a chilometri di distanza.  Le autorità locali hanno invitato la popolazione “a tenere le finestre chiuse ed ad evitare attività fisiche all’aria aperta ed evitare di consumare prodotti colti nell’area circostante l’incendio”. Da registrare l’intervento del presidente del Municipio III Caudo, dove ricade territorialmente l’impianto: “L’impianto è completamente distrutto. Stanno bruciando spazzatura, olio e plastica, ma i vigili del fuoco ci hanno tranquillizzato perché i fumi si stanno dirigendo verso zone non abitate. Quindi al momento non siamo allarmati per questo. Per precauzione però l’asilo vicino è stato chiuso. Adesso ovviamente quell’impianto non potrà più essere utilizzato e bisognerà affrontare seriamente e tutti insieme la questione rifiuti di Roma, affinché l’immondizia che non arriva più qui non finisca per strada. Qui arrivava quasi il 25% dell’indifferenziata di Roma. E’ impossibile rimettere in funzione il deposito perché tutti i macchinari sono compromessi e per spegnere le fiamme completamente, come ci hanno spiegato i vigili del fuoco, ci vorranno un paio di giorni”. Preoccupato anche il presidente dell’Ispra (istituto superiore protezione e ricerca ambientale del ministero) Stefano Laporta, che avverte: “L’incendio è grave, ma quello che preoccupa sarà la gestione del ciclo rifiuti a Roma nei prossimi giorni”. Questo significa che la capitale, senza aiuti esterni, ovvero da Comuni dentro e fuori dal Lazio, potrebbe entrare in emergenza e la raccolta della spazzatura potrebbe avere gravissimi contraccolpi. A confermare questa notizia è l’appello fatto dalla sindaca Raggi, che ha chiesto aiuto e collaborazione al governo, alle Regioni ed ai Comuni. Proprio nei giorni scorsi davanti all’impianto e anche nel centro di Roma davanti alla Camera dei Deputati si erano svolte manifestazioni per chiedere la chiusura dell’impianto. I residenti della zona da anni convivono con i miasmi emessi dai cumuli di rifiuti trattati. Oggi, però, è andata anche peggio.

Sul posto anche i carabinieri che hanno già avviato una indagine e che nelle prossime ore riferiranno alla magistratura. Certa, già da ora, l’apertura di una inchiesta. Da una prima ricostruzione sembrerebbe, secondo quanto dichiarato dal custode dell’impianto, che nella notte, all’interno dello stesso ci sia stata una esplosione che, probabilmente ha innescato l’incendio.

Davanti agli impianti in fiamme autorità istituzionali regionali e comunali. Tra i primi ad arrivare il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Da questa mattina presto sono sul posto il capo di gabinetto, il segretario generale della Regione Lazio, l’assessore Valeriani. Il Lazio sta facendo di tutto per aiutare Roma a superare questa grandissima difficoltà. Quello che è accaduto è di una gravità inaudita, siamo convinti che si farà piena luce su quanto è accaduto per i rischi ambientali che potrebbe comportare e per una aggressione al sistema di gestione dei rifiuti della città che è veramente intollerabile. Fare luce è molto importante”. Durissima la reazione dei sindacati: “Quanto avvenuto al Tmb Salario è gravissimo e purtroppo non inedito. In attesa che vengano verificate le dinamiche dell’incendio, abbiamo inoltrato un’immediata richiesta di incontro ai vertici di Ama e a Roma Capitale, per gestire la situazione e scongiurare il ripetersi di episodi simili”. E’ quanto si legge in una nota dei segretari generali Fp Cgil, Fit-Cisl e Fiadel, Natale di Cola, Marino Masucci e Massimo Cicco, che esprimono “solidarietà e vicinanza ai dipendenti, all’intero quartiere e a chiunque sia stato coinvolto. Adesso non si può aspettare: si deve fare al più presto chiarezza sulle cause dell’incendio, e, alla luce dell’accaduto, mettere in campo tutte le misure necessarie per la gestione del servizio, la salvaguardia dei lavoratori e la salute della cittadinanza”.

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