Due morti e 38 feriti nell’incendio in una palazzina a Reggio Emilia

K metro 0 – Reggio Emilia – È di due morti e 38 persone intossicate il primo bilancio di un incendio che si è sviluppato lunedì mattina in un palazzo di piani in via Turri, non lontano dalla stazione ferroviaria di Reggio Emilia. Tra le persone intossicate ci sono una donna e tre bambini che

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K metro 0 – Reggio Emilia – È di due morti e 38 persone intossicate il primo bilancio di un incendio che si è sviluppato lunedì mattina in un palazzo di piani in via Turri, non lontano dalla stazione ferroviaria di Reggio Emilia. Tra le persone intossicate ci sono una donna e tre bambini che sono ricoverate in codice rosso e che sono state soccorse dai vigili del fuoco intervenuti. I morti sono un uomo e una donna, mentre due bambine sarebbero molto gravi e sono state trasportate nella notte agli ospedali di Milano e Fidenza in camera iperbarica. Il bilancio al momento sarebbe stabile, anche se si devono ancora completare le operazioni di ‘bonifica’ delle cantine, previste in mattinata. Sono intervenute squadre dei vigili del fuoco di Reggio Emilia, Sant’Ilario e Guastalla, con due autoscale e un carro aria da Modena. Sul posto anche Polizia e Carabinieri. Le due vittime, che da anni risiedevano nell’edificio, sono state trovate sulle scale, presumibilmente mentre tentavano di fuggire. Dei feriti, quattro hanno avuto necessità di camera iperbarica. Due adulti e una bambina sono stati trasferiti a Fidenza ed è previsto il rientro all’Arcispedale di Reggio Emilia in giornata. Una bambina di 3 anni è stata invece trasportata in elisoccorso all’Ospedale Niguarda di Milano in gravi condizioni. Lo fa sapere l’Ausl Irccs di Reggio Emilia. Sul posto sono intervenute, oltre a polizia e carabinieri, diverse squadre dei vigili del fuoco di Reggio Emilia, Sant’Ilario e Guastalla, con due autoscale e un carro aria da Modena. L’incendio è divampato intorno a mezzanotte; nella zona da tempo è stato lanciato l’allarme a causa delle cantine occupate. Davanti alla palazzina monta la rabbia della comunità marocchina. “Si sa da anni che quelle cantine sono occupate abusivamente – ha spiegato il rappresentante Abderrahim Mouloudj – e nessuno ha fatto nulla, queste sono vittime del degrado e della politica mal gestita dell’integrazione”.

Spente le fiamme, divampano intanto le polemiche. Il dito è puntato in particolare contro il Comune, da anni accusato di fare poco per risolvere il degrado della zona stazione, rappresentato oggi dal vicesindaco e assessore al Welfare Matteo Sassi. Di “tragedia annunciata” parla il Movimento 5 stelle, ricordando che da anni, insieme ai cittadini del quartiere, denuncia il rischio di quanto accaduto, chiedendo un controllo serrato nelle cantine trasformate in abitazioni, delle residenze e della gestione delle utenze, anche con atti in Consiglio comunale, l’ultimo dei quali risalente al maggio scorso.  Per la Cisl Emilia Centrale, che ha la sua sede a pochi metri dall’edificio teatro dell’incendio è “inaccettabile morire in casa in un quartiere che non riesce a trovare la propria identità nella Città del Tricolore”. Negli anni, sottolinea la segretaria aggiunta di Reggio Margherita Salvioli Mariani, “abbiamo proposto iniziative a tema, sia come organizzazione che con le categorie dei pensionati e dei volontari dell’Anteas, le ultime delle quali la denuncia del caso contatori, progetti per i minori e l’ambulatorio per le persone più bisognose”. Ma è ancora inevaso, aggiunge il segretario generale William Ballotta, “il nostro appello a un tavolo comune per la soluzione e riqualificazione definitiva dell’area: chiediamo con urgenza che siano coinvolte tutte le parti e, sull’accaduto, sia fatta piena luce”. Sul piede di guerra anche il Comitato dei residenti della zona stazione che annuncia per il 13 dicembre prossimo una fiaccolata aperta a tutta la cittadinanza, “per esprimere il proprio profondo cordoglio e vicinanza ai familiari delle vittime e per sollecitare l’amministrazione comunale a dare una svolta seria e concreta a questa situazione di degrado che questa notte è degenerata nel peggiore dei modi”.

Le vittime del rogo di via Turri sono una coppia di marocchini, marito e moglie, che hanno cresciuto tre figli di 21, 18 e 11 anni. Erano residenti nello stabile al civico 33 da diversi anni. L’uomo aveva compiuto il mese scorso 57 anni, era originario di uno di quartieri più popolari di Casablanca. La donna aveva 55 anni. A Reggio Emilia erano arrivati sei anni fa. Lui faceva l’operaio in una cooperativa e lei si occupava della casa. Li conosceva molto bene Abdelkrim Ourkziz, responsabile del centro islamico di via Gioia. “La donna è stata da me una settimana fa, voleva informazioni per un viaggio alla Mecca che stavano progettando con il marito”, racconta all’Agi. “Erano una bella famiglia, molto seria”, aggiunge. Non c’entravano nulla con il degrado che marchia la zona della vecchia stazione. “La notizia della scomparsa è un dolore immane per tutta la comunità”, continua Ourkziz che ora cerca di limitare lo scontro e arginare le polemiche. “Solo ieri, prima della tragedia, avevamo organizzato una marcia insieme a tutte le associazioni, avevamo condiviso un momento bello tra le comunità, nessuno avrebbe mai immaginato che la giornata sarebbe finita così”. Il consolato marocchino a Bologna intanto si è mosso per provvedere a tutte le spese necessarie per il trasferimento delle salme in Marocco.

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