904 miliardi di euro, la cifra che ogni anno, in tutta la UE, viene mangiata dai casi di corruzione

904 miliardi di euro, la cifra che ogni anno, in tutta la UE, viene mangiata dai casi di corruzione

K metro 0 – Strasburgo – In vista della Giornata internazionale contro la corruzione di domenica 9 dicembre, il gruppo Verdi/Alleanza Libera Europea del Parlamento di Strasburgo ha pubblicato un dettagliato rapporto su quello che è il costo della corruzione in ogni Paese UE “The costs of corruption across the EU”- costo espresso in termini

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K metro 0 – Strasburgo – In vista della Giornata internazionale contro la corruzione di domenica 9 dicembre, il gruppo Verdi/Alleanza Libera Europea del Parlamento di Strasburgo ha pubblicato un dettagliato rapporto su quello che è il costo della corruzione in ogni Paese UE “The costs of corruption across the EU”- costo espresso in termini sia di valori assoluti che di percentuali, e “rapportato” al PIL di ogni Paese.

Primo dato impressionante è la cifra globale che ogni anno viene sprecata in tutta l’ UE per le operazioni di corruzione: 904 miliardi di euro, coi quali – rilevano gli estensori del rapporto – si potrebbe tranquillamente risolvere il problema della fame nel mondo, sradicare la malaria, fornire istruzione di base, acqua potabile, servizi igienici, assistenza sanitaria ed elettricità a un numero impressionante di cittadini comunitari (e resterebbero, a  disposizione, altri 360 miliardi di euro!).

È una cifra spaventosa, che dà appena l’idea dell’incredibile groviglio d’ interessi, traffici sporchi, collusioni tra malavita, imprenditori spesso disonesti, politici e burocrati corrotti e conniventi di cui, in tutta l’Unione Europea, la corruzione non è altro che la cartina di tornasole.  “La corruzione – commenta Philippe Lambetrts, copresidente del gruppo Verdi/ALE – è il segreto sporco dell’Europa”, che “prospera con la complicità di chi è al potere, quando le autorità guardano dall’altra parte o quando i media sono controllati da un gruppo di persone e non adempiono al proprio dovere. Ogni euro intascato dai corrotti è un euro perduto per la spesa pubblica…. L’inazione contro questi crimini atroci non può essere tollerata. Dalla garanzia che i fondi UE non finiscano in tasche corrotte, al rafforzamento dello Stato di diritto e alla fine del riciclaggio di denaro sporco, molto di più deve essere fatto, nella lotta alla corruzione, sia da Bruxelles che dalle capitali nazionali “.

Nella Repubblica Ceca, ad esempio (dove il primo ministro Andrej Babiš è attualmente coinvolto in uno scandalo legato alla corruzione), ogni anno quest’ultima causa la perdita di oltre 26,7 miliardi di euro. Si tratta di oltre il 12% del PIL, una somma che ammonta a più del doppio del bilancio sanitario dell’intero Paese (12,2 miliardi di euro), e 60 volte superiore all’intero bilancio pubblico speso per gli alloggi (452 milioni di euro).

La maglia nera spetta proprio al Belpaese: 237 miliardi di euro all’anno. E sapendo bene – aggiungiamo – qual è, in tutto questo “circo del malaffare”, il ruolo della criminalità organizzata e collusa con la politica, sarebbe interessante, anzitutto per magistratura e forze dell’ordine, mettere in correlazione i dati sull’incidenza di mafia, camorra & C. sull’ economia delle varie regioni italiane con questi altri dati specifici sul fenomeno corruttivo.  “La corruzione”, scrive Marco Affronte, europarlamentare del gruppo Verdi/ALE, membro delle commissioni Ambiente e Salute e Pesca dell’Europarlamento, “è il Male dell’Italia, con la M maiuscola. Quella montagna di denaro, 237 miliardi di euro (13% del Prodotto Interno Lordo), fa tutta la differenza del mondo fra l’essere l’ultima ruota del carro in Europa anziché i trascinatori che potremmo essere. Soprattutto, la corruzione avvelena i rapporti di lavoro e la relazione fra cittadino e pubblica amministrazione. Non solo crea sfiducia e sospetto, ma porta inevitabilmente a decisioni fortemente lesive dell’interesse dei cittadini nella gestione della cosa pubblica, aumentando, in un circolo vizioso, la sfiducia”.

La Francia è seconda nella UE (120,2 miliardi di euro ogni anno); mentre in Germania, la corruzione colpisce il PIL per oltre 104 miliardi. Il danno causato dalla corruzione al PIL degli Stati membri dell’UE varia dal 15% della Romania (38,6 miliardi di euro) allo 0,76% nel Paesi Bassi (dato, quest’ultimo, in linea con le statistiche sulla diffusione dei fenomeni di corruzione e concussione nei Paesi fiamminghi e scandinavi: da sempre le più basse in tutta Europa).

In conclusione, del suo rapporto, il gruppo Verdi/ALE chiede che la UE e i singoli Stati membri siano molto più attivi nella lotta contro la corruzione. E chiede alla Commissione europea di riesaminare annualmente le pratiche anticorruzione negli Stati membri, aumentare i finanziamenti per le attività anticorruzione, migliorare la capacità dell’organismo antifrode della UE (OLAF), rafforzare la procura europea, proteggere gli informatori, le ONG e i i giornalisti (ricordiamo che vari dei giornalisti assassinati nei Paesi UE negli ultimi 2 anni indagavano proprio sul fenomeno corruzione); e garantire molta più trasparenza e controllo sulle modalità di assegnazione e di spesa dei fondi UE.

 

di Fabrizio Federici

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