K metro 0 – Roma -“Ho accolto volentieri l’invito dell’Ambasciata del Marocco a partecipare al Forum Mondiale per la migrazione e lo sviluppo che inizia oggi a Marrakech, per concludersi venerdì 7 dicembre. Il tema di questa edizione, “Onorare gli impegni internazionali per liberare il potenziale dei migranti per lo sviluppo”, come tutta l’azione del
K metro 0 – Roma -“Ho accolto volentieri l’invito dell’Ambasciata del Marocco a partecipare al Forum Mondiale per la migrazione e lo sviluppo che inizia oggi a Marrakech, per concludersi venerdì 7 dicembre. Il tema di questa edizione, “Onorare gli impegni internazionali per liberare il potenziale dei migranti per lo sviluppo”, come tutta l’azione del Forum, affronta un problema fondamentale come quello del governo della migrazione, ponendo le basi di un’azione condivisa a livello internazionale. Una collaborazione che costituisce la sola risposta adeguata, in grado di non lasciare solo nessun Paese di fronte alle emergenze: e che offre la possibilità di adottare politiche all’altezza dei problemi posti da un fenomeno epocale”.
Lo dichiara il deputato dem Andrea De Maria, membro della presidenza del Gruppo Pd e Presidente del Gruppo di amicizia Interparlamentare Italia-Marocco: che parteciperà appunto al Global Forum di Marrakech del 6 e 7 dicembre. Un vertice cui com’è noto, il Governo italiano non partecipa: dopo le tensioni registrate nella maggioranza nei giorni scorsi, in seguito alla dura presa di posizione del ministro dell’Interno sul “Global Compact” ONU, il trattato internazionale sui migranti che sarà appunto sul tavolo del vertice, lo stesso Matteo Salvini, a chi ha chiesto se il premier Conte andrà a Marrakech, ha risposto escludendo totalmente questa possibilità. “La nostra posizione è la più democratica possibile, prima si deve esprimere il Parlamento e poi il governo ne tirerà le conseguenze”, ha aggiunto nei comunicati per le agenzie stampa.
La linea scelta dall’esecutivo, insomma, è demandare al Parlamento tutta la discussione sul trattato: con un’interpretazione estensiva dell’articolo 80 della Costituzione (il quale prevede, per alcune importanti categorie di trattati internazionali, l’obbligatorietà del consenso del Parlamento per la ratifica, ma non anche per la fase, preliminare, della stipulazione dei trattati stessi).