Medio Oriente-Europa: Maggiore cooperazione UE-Libano e UE-Giordania

Medio Oriente-Europa: Maggiore cooperazione UE-Libano e UE-Giordania

K metro 0 – Beirut – La Giordania e Libano hanno compiuto importanti progressi nella loro cooperazione con l’Ue. Con la Giordania si è costruito un partenariato forte e solido attraverso un’ampia ed intensa cooperazione su questioni multilaterali, regionali e bilaterali. La cooperazione con il Libano è caratterizzata da un forte sostegno politico ed economico

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K metro 0 – Beirut – La Giordania e Libano hanno compiuto importanti progressi nella loro cooperazione con l’Ue. Con la Giordania si è costruito un partenariato forte e solido attraverso un’ampia ed intensa cooperazione su questioni multilaterali, regionali e bilaterali. La cooperazione con il Libano è caratterizzata da un forte sostegno politico ed economico da parte dell’UE e della comunità internazionale per il Libano.

Questi incoraggianti riconoscimenti sono emersi nei rapporti pubblicati questa settimana sulla partnership tra l’UE e il Libano, e tra Ue e Giordania per il periodo da maggio 2017 a maggio 2018. I due rapporti, evidenziano gli sviluppi più importanti della cooperazione UE-Libano, e del partenariato UE-Giordania con particolare attenzione al raggiungimento degli obiettivi fissati dalle priorità reciproche previste negli accordi del 2016.

L’alta rappresentante Ue e vicepresidente, Federica Mogherini, ha dichiarato: “L’Unione europea è una vecchia amica del Libano, la nostra priorità è sempre stata e sarà sempre quella di preservare e continuare a costruire la forza, l’indipendenza, lo sviluppo economico e la sicurezza del Libano. Sostenere le istituzioni libanesi affinché possano realizzare ciò che vogliono i cittadini libanesi e pianificare il lavoro futuro che possiamo continuare a fare insieme. La Giordania è un partner forte per l’UE, a livello bilaterale e sulla scena regionale, svolge un ruolo vitale nella regione e apprezziamo enormemente la saggezza e l’equilibrio unici del paese e della sua popolazione. A dimostrazione: li abbiamo sempre sostenuti, compreso il loro lavoro domestico interno, con tutti i mezzi possibili a nostra disposizione, compresi i mezzi economici e finanziari, e continueremo a essere al loro fianco”.

Il commissario per la politica europea di vicinato e i negoziati sull’allargamento, Johannes Hahn, ha aggiunto: “Attrarre investimenti in Libano per stimolare l’occupazione e la crescita resterà la priorità per la nostra cooperazione con il Libano. Il nostro obiettivo è sostenere la prosperità economica, la stabilità e la sicurezza del Libano e il progresso della democrazia, aiutando il Libano a mantenere i suoi sforzi eccezionali per ospitare i rifugiati in fuga dalla guerra siriana. Il sostegno finanziario dell’UE alla Giordania dal 2011 ha superato i 2 miliardi di euro e posso confermare che l’UE continuerà a lavorare con la Giordania per rafforzare la sua resilienza creando opportunità, promuovendo l’imprenditorialità, generando crescita economica e attirando investitori stranieri. Lodiamo la Giordania fornendo un incredibile contributo nell’ospitare così tanti rifugiati siriani, il nostro sostegno continuerà”.

La relazione congiunta Ue-Giordania ha evidenziato gli sforzi comuni intrapresi, quali la promozione della stabilità e della sicurezza, la lotta al terrorismo, la promozione della stabilità macroeconomica e la crescita basata sulla conoscenza, la creazione di posti di lavoro, il commercio, l’istruzione, il rafforzamento della governance democratica, lo stato di diritto e i diritti umani: punti di priorità del partenariato e dell’accordo del 2016.

Come partner chiave per l’UE in una regione turbolenta, colpita dalla crisi siriana, la Giordania ha dimostrato un fermo impegno a riforme politiche ed economiche, allo stato di diritto e al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

L’impegno dell’UE nei confronti della Giordania è stato espresso mediante un regolare dialogo politico e assistenza finanziaria per tutto il periodo di riferimento. Numerose sono state le riunioni ad alto livello con l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza, la Vicepresidente della Commissione europea, Federica Mogherini, ed il Commissario per la politica europea di vicinato e i negoziati sull’allargamento, Johannes Hahn, hanno ulteriormente approfondito le strette relazioni tra l’UE e la Giordania.

Dal 2011 l’UE ha mobilitato oltre 2 miliardi di euro in assistenza finanziaria alla Giordania, tra cui quasi 800 milioni di euro per l’assistenza alla cooperazione bilaterale e 1,2 miliardi di euro di assistenza supplementare per aiutare il paese a far fronte alle conseguenze della crisi siriana. Quest’ultimo include l’assistenza umanitaria, insieme alla resilienza a lungo termine e al sostegno allo sviluppo in settori quali istruzione, mezzi di sussistenza, acqua, servizi igienico-sanitari e salute, nonché l’assistenza macrofinanziaria rivolta ai rifugiati siriani e alle comunità di accoglienza giordane.

La seconda conferenza di Bruxelles sul tema “Sostenere il futuro della Siria e della regione”, che il 24 e 25 aprile 2018 è stata organizzata dall’UE, ha raccolto un ulteriore sostegno dell’UE alla Giordania nell’ospitare i rifugiati siriani, con 89 milioni di euro per il 2018.

È proseguito inoltre il lavoro sul rafforzamento delle relazioni commerciali tra l’UE e la Giordania e la prima quota di 100 milioni di euro del secondo programma di assistenza macrofinanziaria dell’UE è stata messa a disposizione della Giordania nell’ottobre 2017.

In conclusione, la relazione afferma che in futuro il sostegno continuativo dell’UE sotto forma di dialogo politico, assistenza finanziaria e progetti specifici contribuirà a creare una Giordania sicura, democratica ed economicamente forte. In particolare, l’assistenza dell’UE nella realizzazione di riforme politiche ed economiche rafforzerà lo sviluppo sostenibile e inclusivo del paese, tenendo anche conto degli enormi sforzi della Giordania nell’ospitare i rifugiati siriani. Il sostegno alla sicurezza delle frontiere e alle questioni antiterrorismo manterrà e rafforzerà la fiducia nel paese.

Nella relazione Ue-Libano, riaffermando il proprio sostegno politico in seguito alla richiesta del governo libanese, l’UE ha sostenuto i preparativi delle prime elezioni parlamentari in Libano tenutesi il 6 maggio 2018, che hanno segnato un significativo passo avanti per la democrazia e hanno conferito al Parlamento libanese una rinnovata legittimità.

I lavori, durante il periodo di riferimento, hanno confermato che la prosperità economica, la stabilità e la sicurezza si intrecciano con la democrazia, il rispetto dei diritti umani e lo stato di diritto. L’UE ha continuato a sostenere il Libano in tutti questi campi. Ciò è stato testimoniato in particolare da una serie di incontri ad alto livello tra l’UE e le autorità libanesi, nonché dalla partecipazione all’interno dell’UE (a Roma, Parigi e Bruxelles) di tre conferenze internazionali nell’arco di cinque settimane (da marzo ad aprile 2018), con i primi due dedicati esclusivamente al Libano.

Durante la Conferenza di Roma II a marzo, l’UE ha accolto con favore le riforme proposte dal Libano per le forze armate libanesi e le forze di sicurezza interne e ha annunciato 50 milioni di euro per rafforzare le loro capacità nel rispetto dei diritti umani. Sono proseguiti i lavori intensivi sull’attuazione della tabella di marcia per il controterrorismo del 2016.

Nel periodo precedente alla Conferenza CEDRE di Parigi, una riunione internazionale dei donatori a sostegno dell’economia libanese, l’UE ha presentato il suo piano di investimenti esterni (BEI) a Beirut e ha tenuto un dialogo politico di tre giorni a Bruxelles sugli affari economici, commercio bilaterale e investimenti. Il Libano ha presentato la sua visione strategica, un piano di investimenti in conto capitale e un’agenda di riforma dettagliata comprendente misure anticorruzione, mentre l’UE ha annunciato un sostegno fino a 150 milioni di euro nei prossimi tre anni che possono generare fino a 1,5 miliardi di euro di prestiti.

In entrambe le conferenze, l’UE e il Libano hanno convenuto di istituire meccanismi di follow-up per monitorare i progressi nell’attuazione degli impegni politici e finanziari e, soprattutto, del programma di riforme. Questa sarà la base per una maggiore cooperazione negli anni a venire.

L’UE e il Libano hanno intrapreso il lavoro di cui sopra, mentre l’ospitalità del Libano di oltre un milione di rifugiati siriani rimane una sfida nella sfera politica, economica e sociale. Come ribadito alla seconda conferenza di Bruxelles sul sostegno al futuro della Siria e della regione alla fine di aprile, l’UE ha mantenuto il suo sostegno finanziario per il Libano nel periodo di riferimento. Dal 2011 l’UE ha stanziato oltre 1,6 miliardi di euro, di cui 1,3 miliardi di euro per aiutare il paese a far fronte alle conseguenze della crisi siriana. Ciò include l’assistenza umanitaria, la resilienza a lungo termine e il sostegno allo sviluppo sia per i rifugiati siriani che per le comunità di accoglienza libanesi con un focus primario sulla salute e l’istruzione.

Nella relazione emerge che le priorità e il patto del partenariato UE-Libano rappresentano un solido quadro per l’ulteriore sviluppo strategico della cooperazione tra l’UE e il Libano. L’UE continuerà a sostenere misure che contribuiscono a un Libano più stabile, democratico e prospero. La definizione delle priorità e la sequenzialità delle riforme da parte del Libano sono fondamentali per ottimizzare la futura cooperazione dell’UE. L’UE rimane fortemente impegnata a sostenere il Libano per affrontare i bisogni più urgenti promuovendo allo stesso tempo lo sviluppo economico a lungo termine del paese per il beneficio della sua popolazione.

 

di Salvatore Rondello

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