La monarchia spagnola sottoposta a referendum nelle università

La monarchia spagnola sottoposta a referendum nelle università

K metro 0 – Madrid – Più della metà delle università spagnole (e il numero cresce ogni giorno) terrà un referendum sulla monarchia tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre. Questa proposta è stata lanciata dalla Universidad Autónoma di Madrid (paradossalmente l’unica in cui l’attuale re, Filippo VI, aveva studiato Diritto), e si

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K metro 0 – Madrid – Più della metà delle università spagnole (e il numero cresce ogni giorno) terrà un referendum sulla monarchia tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre. Questa proposta è stata lanciata dalla Universidad Autónoma di Madrid (paradossalmente l’unica in cui l’attuale re, Filippo VI, aveva studiato Diritto), e si è poi diffusa nel resto del Paese. Gli studenti non soli in questo processo, dal momento che anche molti Comuni hanno annunciato un plebiscito, ma a differenza delle università, la loro influenza ha raggiunto appena la capitale Madrid e le zone circostanti. C’è sempre stata una parte dell’opinione pubblica contraria alla monarchia, ma quali sono le cause della diffusione del movimento? Intanto, il discredito dell’istituzione monarchica affonda le sue radici nelle pratiche immorali del re precedente, Juan Carlos primo. Con la sua abdicazione, sembrava che l’immagine della monarchia fosse salva, ma ora la sua accettazione potrebbe essere a rischio più che mai, anche se ancora nulla si sa, dal momento che il Centro spagnolo per la ricerca sociologia (CIS) non ha sondato la monarchia da 3 anni (l’ultima volta lo fece nel 2015, e la monarchia era crollata al 43%).

La reputazione della monarchia ha sofferto di una battuta d’arresto con il discorso dell’attuale re del 3 ottobre, in seguito al referendum incostituzionale sull’indipendenza catalana del primo ottobre. I partiti separatisti e la sinistra nazionale (Izquierda Unida e Podemos) lo avevano considerato come un posizionamento del re, incompatibile col ruolo neutrale che egli deve giocare nel sistema politico spagnolo. Di conseguenza, i separatisti e la sinistra nazionale hanno prodotto una mozione istituzionale nel Consiglio della città di Barcellona per abolire la monarchia. Su questa base, la sinistra nazionale produrrà analoghe mozioni in tutti consigli comunali delle città spagnole in cui abbiano consiglieri. Ovviamente, le mozioni non sono vincolanti, ma servono a ricordare che questo processo è simbolico da parte dei repubblicani spagnoli, dal momento che l’ultima volta che la Spagna riuscì a spodestare un re dal suo trono avvenne nel 1931, dopo le elezioni municipali.

Tuttavia, la monarchia fa ancora affidamento sul sostegno dei maggiori partiti nazionali (popolari, socialisti e Ciudadanos) che difendono fortemente il ruolo della monarchia nella democratizzazione del Paese dopo la dittatura e affermano che gli spagnoli approverebbero una mozione favorevole al re. Come ha detto uno degli studenti che hanno partecipato alla preparazione del referendum: “sappiamo bene che questi referendum non sono vincolanti… ma vogliamo dimostrare che il dibattito è ancora latente nella società spagnola”. In coincidenza del 40esimo anniversario della Costituzione del 1978, la monarchia sembrava mostrare i segni dell’esaurimento nell’opinione pubblica, ma forse la preoccupazione è eccessiva, poiché essa può ancora contare sul consenso della elite politica e di gran parte dell’opinione pubblica spagnola. Probabilmente, le urne elettorali dei referendum proposti dalle università ci daranno la risposta.

di Germán Pérez Montañés

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