Russia-Ucraina: Reciproche accuse e pericolosa escalation

Russia-Ucraina: Reciproche accuse e pericolosa escalation

K metro 0 – Mosca – Un grave incidente militare tra Russia e Ucraina si è verificato la scorsa notte. I rapporti tra i due paesi sono molto deteriorati da diversi anni. Dopo la cattura di tre navi della marina ucraina nello stretto di Kerch avvenuta con un’azione militare da parte della Russia che ha

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K metro 0 – Mosca – Un grave incidente militare tra Russia e Ucraina si è verificato la scorsa notte. I rapporti tra i due paesi sono molto deteriorati da diversi anni.

Dopo la cattura di tre navi della marina ucraina nello stretto di Kerch avvenuta con un’azione militare da parte della Russia che ha provocato dei feriti, l’Ucraina sta per proclamare una legge marziale. La vicenda ha determinato un’escalation senza precedenti in questa area ‘sensibile’. Tensioni tali che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite terrà una riunione d’urgenza oggi. Fonti diplomatiche hanno specificato che a richiederla sono stati tutti e due i Paesi. Mosca ha chiesto che si svolga alle ore 11 (le 17 in Italia).

Il Consiglio nazionale ucraino di sicurezza e difesa si è riunito d’urgenza in piena notte a Kiev, con il presidente Petro Poroshenko, per chiedere al Parlamento di dichiarare una legge marziale per sessanta giorni. Le forze armate russe hanno confermato l’incidente di ieri, in cui sono stati sparati colpi di cannone, sono stati feriti alcuni marinai ucraini e anche il sequestro di tre navi ucraine da parte della Russia.

Durante la notte è scoppiata la protesta a Kiev e alcune auto sono state incendiate davanti all’ambasciata russa. Poroshenko, ha precisato che la legge marziale non significa ‘una dichiarazione di guerra’. Il Presidente dell’Ucraina ha assicurato: “L’Ucraina non ha in programma di fare la guerra a nessuno. La legge marziale non significa una dichiarazione di guerra alla Russia, sarà introdotta solo per la difesa”.

L’approvazione della legge marziale dovrebbe avvenire nel Parlamento ucraino con una sessione straordinaria convocata nel pomeriggio, ma un voto positivo è tutt’altro che scontato. Durante la riunione del Consiglio di sicurezza, il presidente Poroshenko ha denunciato un “atto folle della Russia contro l’Ucraina”, assicurando che l’”attacco” era premeditato. Il ministero della difesa ha però reso noto di aver diramato l’ordine di mettere le forze armate in stato di allerta operativa.

Russia e Ucraina da ieri si stanno scambiando reciproche accuse di aver provocato la crisi, nella quale sono stati sparati dei colpi, che hanno provocato il ferimento di alcuni marinai ucraini.  I russi hanno speronato un rimorchiatore ucraino che stava trainando due unità militari della Marina di Kiev attraverso lo stretto di Kerch, che divide il Mar Nero dal Mare di Azov, e la penisola di Crimea a est dal territorio continentale della Federazione russa.

Secondo Mosca ci sarebbe stata una violazione delle acque territoriali russe; un’aggressione non provocata secondo Kiev, che afferma di aver avvertito preventivamente la Russia del passaggio. Si tratta di una delle escalation più gravi fra i due Paesi dopo l’annessione della Crimea alla Russia nel 2014.

L’ambasciatore ucraino a Roma, Yevhen Perelygin, ha comunicato: “Faccio un appello al Governo italiano affinché condanni con fermezza l’aggressione russa contro l’Ucraina e unisca gli sforzi a quelli della comunità internazionale per fermare l’aggressore russo, rafforzare le misure sanzionatorie contro il regime del Cremlino allo scopo di proteggere l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina entro i confini internazionalmente riconosciuti. In seguito all’attacco russo contro navi ucraine, che effettuavano una traversata marittima dal porto di Odessa al porto di Mariupol, in conformità con le disposizioni di tutti i trattati internazionali multilaterali e bilaterali efficaci e le norme di navigazione, le forze russe hanno catturato 3 navi ucraine, ferito 6 membri dell’equipaggio di cui due in gravi condizioni, altri 23 marinai ucraini sono stati catturati.

Un tale attacco non è altro che un atto di aggressione armata della Federazione Russa contro l’Ucraina, come definito, in particolare, dall’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite e dalle disposizioni della risoluzione 29/3314 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 14 dicembre 1974 sulla definizione di aggressione. La Russia ha, di fatto, allargato la sua aggressione militare contro l’Ucraina al territorio marittimo.  Il regime criminale del Cremlino ha ancora una volta dimostrato che non fermerà la sua politica aggressiva ed è pronto ad ulteriori atti di aggressione nei confronti dello Stato ucraino”.

Dopo essere stato bloccato, lo stretto di Kerch è stato riaperto al traffico marittimo, benché solo quello civile. Lo ha fatto sapere il direttore delle autorità portuali crimeane, Alexei Volkov, citato nel comunicato della Tass dove si legge: “L’ordine è stato emesso circa alle 4 del mattino, le navi stanno già transitando nello stretto”.

Il tratto di mare era stato chiuso in seguito dell’incidente fra Mosca e Kiev di ieri: è l’unico passaggio fra Mar Nero e Mar d’Azov, sul quale si affacciano alcune città ucraine come Mariupol. Le tre navi della marina ucraina al centro della contesa sono state scortate nel porto di Kerch, in Crimea, ha detto ad Interfax una fonte informata dei fatti. Si tratta del rimorchiatore Yany Kapu e dei vascelli corazzati Berdyansk e Nikopol catturati dai Russi.

Resta alta la tensione tra Russia e Ucraina dopo l’incidente.  Decine di estremisti di destra stanno bruciando pneumatici davanti al consolato russo di Leopoli, in Ucraina occidentale, per protestare contro il sequestro dei tre battelli militari ucraini al largo della Crimea. La dimostrazione è organizzata dai nazionalisti del Corpo Nazionale. La Russia ha chiesto agli alleati occidentali di Kiev di intervenire e dare una calmata alle autorità ucraine che il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha definito: “Coloro che vogliono mettere a segno punti politici prima delle elezioni presidenziali in Ucraina”. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha espresso oggi al presidente ucraino, Petro Poroshenko, pieno sostegno alla difesa dell’integrità e della sovranità territoriale del Paese, anche per quanto riguarda il diritto di navigazione nelle sue acque territoriali.

Sostegno a Kiev anche dall’Ue. Una portavoce della Commissione europea ha affermato: “Gli sviluppi nel mar d’Azov sono inaccettabili e ci aspettiamo che la Russia lasci andare subito le navi e l’equipaggio. L’aggressione verso l’Ucraina ha generato una pericolosa escalation. Stiamo prendendo la questione con grande serietà e per noi è una priorità in questo momento”. I contatti dell’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini sono in corso e non si escludono anche altre iniziative.

A gennaio 2019 scadevano le sanzioni dell’Ue alla Russia applicate per la questione con l’Ucraina. Adesso l’Ue potrebbe decidere di prorogare tali sanzioni che qualche ministro del governo italiano avrebbe voluto togliere. Adesso, dopo questa vicenda, cosa farà il governo italiano tenuto conto anche dell’appello ricevuto dall’ambasciatore dell’Ucraina a Roma?

Saranno prioritarie le decisioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu su questo delicatissimo fatto avvenuto tra Russia e Ucraina dove le tensioni militari sono molto elevate da diverso tempo.

di Salvatore Rondello

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