Giornata mondiale del risparmio

Giornata mondiale del risparmio

K metro 0 – Roma – La prima giornata mondiale del risparmio si è svolta novantaquattro anni fa, nell’ottobre del 1924 a Milano, presso la sede della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde che organizzò il I Congresso Internazionale del Risparmio. Ai lavori parteciparono le Casse di Risparmio di 26 Paesi con lo scopo di

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K metro 0 – Roma – La prima giornata mondiale del risparmio si è svolta novantaquattro anni fa, nell’ottobre del 1924 a Milano, presso la sede della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde che organizzò il I Congresso Internazionale del Risparmio.

Ai lavori parteciparono le Casse di Risparmio di 26 Paesi con lo scopo di studiare gli Istituti ed i mezzi per la raccolta e per la tutela del Risparmio.

Il risparmio venne proposto come base dell’educazione non solo economica della società, da intendere quindi come disciplina fondamentale di tutta la comunità, per un uso migliore, individuale e sociale, della ricchezza.

Nella comunanza di tali ideali e propositi e a ricordo della prima riunione mondiale degli Istituti di risparmio, si decise che da quel momento in poi il 31 ottobre, giorno di chiusura del Congresso, sarebbe stato dichiarato in tutti i Paesi “giorno del risparmio”: non giorno di ozio, ma di lavoro e condotta ispirati all’ideale del risparmio ed inteso a diffonderne con l’esempio, con la parola e con l’immagine, i principii.

L’art. 47 della Costituzione della Repubblica Italiana recita:

“La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.

Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese”.

Quindi, oggi è un giorno speciale dedicato alla celebrazione del risparmio.

La 94 edizione della Giornata Mondiale del Risparmio dal titolo “Etica del risparmio e sviluppo”, organizzata da Acri, si è svolta oggi presso l’Aula Magna dell’Angelicum – Pontificia Università San Tommaso d’Aquino.

Hanno Partecipato, tra gli altri, Giovanni Tria, ministro dell’Economia e delle Finanze; Ignazio Visco, governatore Banca d’Italia; Giuseppe Guzzetti, presidente Acri; Antonio Patuelli, presidente Abi.

Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha lanciato un allarme spiegando: “Per le conseguenze gravi di un prolungato rialzo dei rendimenti dei titoli di stato su banche e famiglie. Il loro incremento deprime il valore dei risparmi accumulati dalle famiglie direttamente o indirettamente che detengono 100 miliardi di titoli pubblici mentre le banche e società a cui affidano i loro risparmi ne hanno 850 miliardi. Per le banche, gli effetti si vedono sull’aumento del costo della raccolta, caduta delle azioni (-35% da maggio). All’ampliamento del premio di rischio sui titoli di Stato ha contribuito l’incertezza sull’orientamento delle politiche di bilancio e strutturali e sull’evoluzione dei rapporti con le istituzioni europee. Sono riemersi i timori degli investitori nazionali ed esteri per la dinamica del debito pubblico e per il rischio di una sua ridenominazione. Il debito pubblico dell’Italia è sostenibile. Tuttavia, deve essere chiara la determinazione a mantenerlo tale, ponendo il rapporto tra debito e prodotto su un sentiero credibile di riduzione duratura. La normalizzazione della politica monetaria è un processo molto delicato. L’Italia può comunque fronteggiare un’uscita dal regime di bassi tassi di interesse senza rischi per l’attività produttiva o per le finanze pubbliche, a condizione che la politica di bilancio rimanga ancorata alla stabilità e che prosegua il processo di riforma volto al rafforzamento dell’economia. I costi sociali delle riforme possono essere attenuati anche con l’intervento pubblico. Se ne può discutere in sede europea ma le differenze di opinioni non devono però tradursi in un conflitto istituzionale. Nel 2019 dovranno essere collocati titoli pubblici per quasi 400 miliardi di euro e che un clima di fiducia reciproca è indispensabile perché possa essere condotto a termine il processo di riforma della governance economica europea”.

Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, intervenendo alla Giornata mondiale del risparmio, ha detto: “Il deficit non salirà come paventato da alcuni interlocutori, istituzionali e non, perché le stime del governo sono basate su una previsione di crescita tendenziale. Il governo italiano non vuole in alcun modo l’uscita dell’Italia dall’euro o dall’Unione europea. Lo spread, il differenziale di rendimento Italia-Germania, non è giustificato se si guarda ai fondamentali dell’economia italiana. Lo spread mette sotto pressione le banche, nonostante il sistema sia solido e vi sia stata un’importante riduzione delle sofferenze. Il dialogo con l’Europa deve continuare perché un’Italia che cresce non fa bene solo all’Italia ma fa bene anche all’Europa”.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato ai partecipanti della Giornata Mondiale del Risparmio, ha scritto: “I risparmi delle famiglie rappresentano complessivamente un elemento di forza che va accuratamente tutelato. Esso, unito all’equilibrio dei bilanci pubblici, espressamente richiamato dalla costituzione, è condizione essenziale dell’esercizio dell’effettiva sovranità del paese. La gestione del risparmio da parte dello Stato, delle imprese bancarie, degli intermediari finanziari, costituisce il motore di uno sviluppo responsabile e sostenibile, un elemento centrale dell’esercizio del credito e deve obbedire a regole di assoluta trasparenza, di saggia amministrazione delle risorse, di protezione di depositi e investimenti”.

Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, nel suo intervento, ha affermato: “Combattiamo ogni ipotesi di aumento delle imposte sulle banche che indebolirebbe la ripresa, oltretutto quando, nel 2019, la Bce realizzerà nuovi stress test sulle banche. La pressione fiscale non è una variabile indipendente ma un fattore che incide su tutta la catena produttiva delle imprese di ogni genere e delle famiglie”.

Il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, ha affermato: “Il risparmio privato, e non solo, non può venire sacrificato sull’altare del debito pubblico. È innanzitutto responsabilità del Governo di non mettere a rischio il risparmio degli italiani. Il risparmio privato degli italiani è considerato da Moody’s elemento di forte stabilità del sistema. Questo risparmio nelle ultime settimane è già stato significativamente ridotto”.

di Salvatore Rondello

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