Elezioni: l’Unione Europea sollecita il voto

Elezioni: l’Unione Europea sollecita il voto

K metro 0 – Bruxelles – A Roma, nell’ambito della ‘Festa del cinema, è stata presentata l’iniziativa di Parlamento e Commissione Ue finalizzata a convincere gli europei, in particolare i giovani, a recarsi alle urne il prossimo 26 maggio per votare alle elezioni europee. Eugenio, di 27 anni, ricercatore di relazioni internazionali ed attivista della

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K metro 0 – Bruxelles – A Roma, nell’ambito della ‘Festa del cinema, è stata presentata l’iniziativa di Parlamento e Commissione Ue finalizzata a convincere gli europei, in particolare i giovani, a recarsi alle urne il prossimo 26 maggio per votare alle elezioni europee.

Eugenio, di 27 anni, ricercatore di relazioni internazionali ed attivista della campagna #StavoltaVoto, ha detto: “L’Unione europea sta attraversando dei mutamenti, e solo con il voto possiamo decidere in che direzione andare. Viviamo nel sistema democratico più grande del mondo, e votare è l’elemento essenziale per mantenere viva la democrazia”.

Sul sito dell’Europarlamento si legge: “#StavoltaVoto è una community sul web formata da quanti sono convinti che partecipare al voto sia importante”. L’obiettivo dell’istituzione è sensibilizzare i cittadini sull’importanza che le istituzioni europee hanno nella vita di tutti i giorni. Per farlo, la Ue ha ‘reclutato’ ragazzi in tutti i Paesi membri, con il compito di convincere amici, conoscenti e quanta più gente possibile ad entrare a far parte della community ma, ancora più importante, ad andare a votare a maggio.

Le ‘reclute’, dunque, sono veri e propri promoter delle istituzioni europee. Ragazzi come Victoire, parigina che è venuta in Italia per studiare a Roma. Rimasta nella capitale, ha detto: “L’Europa per me è la quotidianità, da francese in Italia la vivo ogni giorno. Se non fosse stato per la Ue probabilmente non mi sarei mai trasferita a Roma. Se è successo è solo per merito della Ue”. O come Daniele, secondo cui: “L’Unione europea è una casa, e come tutte le case qualche volta scricchiola. Sta a noi porre le fondamenta giuste per mantenerla stabile”. Oppure come Lucrezia, che ha deciso di impegnarsi nella campagna affermando: “Perché ho visto che molti miei amici non erano molto informati sulle elezioni europee. E anche perché mi sono resa conto di aver sbagliato nel 2014, quando non sono andata a votare”.

L’astensionismo alle elezioni europee è un tema purtroppo ricorrente. Dal 1999, meno della metà degli aventi diritto in tutta la Ue si è recata alle urne ed è per questo che le istituzioni hanno deciso di correre ai ripari.

Valeria Fiore, responsabile dell’Ufficio di collegamento del Parlamento europeo in Italia, ha detto: “La partecipazione di tutti, ma soprattutto dei ragazzi, è fondamentale per l’Unione europea: con Brexit abbiamo visto come il disinteresse dei giovani possa incidere negativamente sulla solidità dell’Europa. Il voto è l’unico strumento per far sentire la propria voce”.

La vittoria del Leave nel referendum britannico del 2016 è stata il primo, durissimo colpo subito dalle istituzioni comunitarie, e ha alimentato in maniera esponenziale la retorica euroscettica nel continente. Una retorica che inevitabilmente, a maggio, avrà un suo peso.

Beatrice Covassi, rappresentante della Commissione Ue per l’Italia, ha affermato: “Le prossime elezioni saranno uno spartiacque. Da un lato c’è chi vuole andare avanti con il solido assetto istituzionale affermatosi nel corso degli anni. Dall’altro invece ci sono i partiti nazionalisti, che non condividono un progetto comune. Entrambe le posizioni sono legittime, ma è fondamentale che i giovani vadano a votare per determinare la direzione della prossima Europa”.

E i giovani ci sono, e non sono pochi: al progetto hanno aderito in 76mila in tutto il continente, e l’Italia è il secondo Paese per numero di iscritti (quasi 9000) dietro solo alla Germania (più di 10mila) e nettamente avanti alla Francia (6mila). Sono giovani formatisi attraverso l’Erasmus, prevalentemente provenienti da studi universitari, che hanno avuto la possibilità di viaggiare e di conoscere. Ma la Ue è vicina a tutti. Beatrice Covassi ha aggiunto: “La Commissione incomincerà a breve incontri nelle periferie e altre iniziative simili. Abbiamo iniziato ad organizzare eventi nei centri commerciali, per essere vicini a più gente possibile”.

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