Mogherini; “Il mondo non ha bisogno di una nuova corsa agli armamenti”. USA e Russia si accusano reciprocamente

Mogherini; “Il mondo non ha bisogno di una nuova corsa agli armamenti”. USA e Russia si accusano reciprocamente

K metro 0 – Bruxelles – Un quadro dei rapporti di forza internazionali già complesso e difficile, per l’aggravarsi – nel 2018 – della “guerra dei dazi”, e il conseguente formarsi di nuovi “blocchi di alleanze” (semplificando, UE-Cina- Giappone “contro” le due superpotenze USA-Russia, peraltro divise tra loro su varie questioni, dal Medioriente allo spionaggio

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K metro 0 – Bruxelles – Un quadro dei rapporti di forza internazionali già complesso e difficile, per l’aggravarsi – nel 2018 – della “guerra dei dazi”, e il conseguente formarsi di nuovi “blocchi di alleanze” (semplificando, UE-Cina- Giappone “contro” le due superpotenze USA-Russia, peraltro divise tra loro su varie questioni, dal Medioriente allo spionaggio informatico) si va ora ulteriormente complicando proprio sul piu’ classico dei terreni: quello politico-militare.

Ci riferiamo alle ultime polemiche tra USA e Russia sugli armamenti nucleari. Ambedue le superpotenze si stanno reciprocamente accusando d’aver violato, in sostanza, il Trattato INF del 1987, che stabilì la graduale eliminazione dei missili nucleari a medio raggio (con gittata tra i 500 e i 5500 km). Dopo le ambigue dichiarazioni, pochi giorni fa, di Kay Bailey Hutchison, rappresentante permanente degli Usa presso la Nato (che, commentando lo sviluppo dei nuovi missili di Mosca con capacità nucleare 9M729 “Novator”, aveva ipotizzato contromisure per rispondere alla possibile violazione russa del trattato INF), Donald Trump, ad Elko (Nevada), ha detto chiaramente che “La Russia ha violato ripetutamente il Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio. Soltanto noi abbiamo onorato quell’accordo, ma non saremo gli unici a rispettarlo”. “È tempo – ha aggiunto Trump – che la Russia si sieda al tavolo delle trattative. Gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di violare il Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio, ma potrebbero essere costretti a farlo a causa della Russia… Washington non tollererà la presenza di quelle armi in Europa o altrove. Quel missile metterebbe a rischio i nostri alleati in Europa e potrebbe colpire l’Alaska”.

Una situazione che aumenta la tensione internazionale, soprattutto in un’Europa dove il focolaio di crisi in Ucraina e Crimea già contribuisce a risvegliare una tensione Est-Ovest (con la conseguente “guerra fredda”, oggi attiva anche sul piano informatico) in realtà mai cessata, ma solo sopita.

E l’Europa non è rimasta a guardare: “L’UE – ha dichiarato Maja Kocijancic, portavoce della Commissione europea –    ritiene che Stati Uniti e Russia debbano restare impegnati in un dialogo costruttivo per salvaguardare il trattato Intermediate-Range Nuclear Forces (INF), e assicurarne la sua piena e verificabile applicazione, che è cruciale per l’Europa e la sicurezza globale”. Aggiungendo:” Ci aspettiamo che Mosca affronti le preoccupazioni, che riguardano il suo rispetto dell’INF, in modo sostanziale e trasparente”.

E “Ci aspettiamo anche che gli USA valutino le conseguenze del loro possibile ritiro sulla loro sicurezza, quella degli alleati, e del mondo”, ha aggiunto l’Alto rappresentante UE per le Relazioni esterne, Federica Mogherini; precisando anche che “Il mondo non ha bisogno di una nuova corsa agli armamenti che non gioverebbe a nessuno e, al contrario, porterebbe più instabilità”. Stati Uniti e Russia, prosegue la Mogherini nell’ ultima dichiarazione ufficiale,” devono restare impegnati in un dialogo costruttivo per preservare il trattato INF e assicurare la sua piena e verificabile attuazione, che è fondamentale per la sicurezza dell’Europa e globale… Grazie all’ INF, quasi tremila missili con testate nucleari e convenzionali sono stati rimossi e distrutti in modo verificabile. Il Trattato costituisce inoltre un importante contributo agli obblighi di disarmo ai sensi dell’articolo VI del Trattato di non proliferazione nucleare” (quello del 1968, firmato dalle 5 grandi potenze dotate ufficialmente di armi nucleari e da altri Paesi, sino a un totale di 189, ma non da alcune potenze minori, dal Pakistan ad Israele, N.d.R.).

Il Trattato fu firmato solo da USA e URSS, me nessuno dei due Paesi, pur discutendone in più occasioni, ha mai fatto sforzi concreti per far aderire altre potenze nucleari (come anzitutto Cina, Francia e Regno Unito) a un accordo internazionale che disciplina il tema degli armamenti atomici in modo assai più stringente rispetto a quello generale del ’68. Ma, fermo restando che, secondo gli esperti più qualificati, è ovviamente improbabile un conflitto nucleare, o anche solo convenzionale, tra USA e Russia, la questione principale è: di fronte a un’ America che comunque non è più quella anche solo di 15 anni fa, e si chiude a riccio  armandosi sino ai denti ( l’amministrazione Trump ha più volte dichiarato di non voler più coprire la maggior parte delle spese NATO), sarebbe in grado l’Europa, un domani, di provvedere adeguatamente da sola alla propria difesa?

Fabrizio Federici    

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