Tajani contro toni polemici, tornato a parlare della Manovra e incontra Bono

Tajani contro toni polemici, tornato a parlare della Manovra e incontra Bono

K metro 0 – Bruxelles – Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani è salito in cattedra per ricordare le buone abitudini nei ruoli istituzionali della UE.  Tajani, parlando oggi a Bruxelles con alcuni giornalisti italiani ha affermato: “Non condivido i toni polemici del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e del commissario agli Affari

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K metro 0 – Bruxelles – Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani è salito in cattedra per ricordare le buone abitudini nei ruoli istituzionali della UE.  Tajani, parlando oggi a Bruxelles con alcuni giornalisti italiani ha affermato: “Non condivido i toni polemici del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e del commissario agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici: non serve alla Commissione fare polemica con i governi nazionali. Si sta in silenzio, si giudica e si decide. La polemica agevola soltanto lo scontro politico con i populisti che cercano di addossare le responsabilità all’Europa come se la polemica Roma-Bruxelles fosse il problema dei problemi. La polemica Roma-Bruxelles è soltanto una cortina fumogena per distogliere l’attenzione dal vero problema che si chiama lavoro, che si chiama crescita economica, e riduzione della pressione fiscale. Queste sono le cose che interessano gli italiani. La guerra e gli insulti fra Roma e Bruxelles non servono a nessuno, né a Roma né a Bruxelles”.

Antonio Tajani è poi tornato a parlare della Manovra in itinere per il 2019.   “Il governo cambi la Manovra, si fermi finché è in tempo oppure è ovvio che sarà bocciata dalla Commissione Europea” ha detto Tajani. “E’ una manovra – ha proseguito – che rischia di andare ben oltre il deficit calcolato, arrivando al 3%, perché nessuno crede che la crescita sarà all’1,5%. In questa manovra non c’è nulla per creare nuova occupazione. Il reddito di cittadinanza arriva a dare 780 euro ai giovani per stare sdraiati sul divano”.  “Nella manovra” ha spiegato il presidente del Parlamento europeo “non si sta facendo nulla per dare lavoro ai giovani disoccupati e nel Sud c’è un tasso di disoccupazione giovanile del 50%”. “Che cosa si fa? Un po’ di reddito di cittadinanza – ha aggiunto – che favorirà il lavoro nero, che sfuggirà ad ogni tipo di controllo. È soltanto propaganda. Favorire il lavoro nero significa buttare migliaia di giovani nelle mani della criminalità organizzata”. “Lo scontro Roma-Bruxelles – ha aggiunto – serve soltanto come cortina fumogena per distrarre gli italiani dai problemi veri che sono quelli del lavoro dell’economia, del lavoro”.  “Bisogna investire in modo diverso, non c’è nulla che favorisca la crescita. La verità – ha concluso – è che questo governo non è in grado di fare una manovra che tuteli l’interesse degli italiani.

Poi il presidente del Parlamento Europeo ha incontrato il leader degli U2, Bono Vox, ed insieme hanno fatto una conferenza stampa. Il leader degli U2 è andato a Bruxelles in veste di attivista e co-fondatore di ‘One Campaign’, organizzazione non governativa impegnata in Africa. Bono ha detto: “Le migrazioni dall’Africa sono un’incredibile opportunità. Il Continente sta chiedendo una nuova partnership e dovremmo sederci insieme tra eguali e conquistare il mondo. Di recente ho iniziato a ripensare all’idea di casa e ho capito che questa è casa mia. Sono europeo, oltre che irlandese, e l’idea di un patriottismo allargato è emozionante. Le persone sono nervose per l’ascesa del nazionalismo. Io sono emozionato per l’ascesa dell’internazionalismo. La gente è preoccupata per le migrazioni dal Sud, e lo capisco, ma io sono così entusiasta di ciò che sta accadendo nel nostro Continente vicino di casa. Mentre noi invecchiamo e i nostri capelli diventano più grigi, loro diventano più giovani e vibranti. Sono qui come un fan dell’Europa e dell’Africa, e come artista penso di avere un ruolo da svolgere nel raccontare l’idea di essere europeo e cantare qualcosa che scaldi il sangue, l’Europa è un pensiero che deve diventare un sentimento”.

Il frontman degli U2, soffermandosi sul momento difficile che sta affrontando l’Europa, concludendo, ha individuato una risposta nell’arte: “Le persone stanno interrogando l’Europa, e abbiamo bisogno di più artisti coinvolti nel progetto europeo, facendo riferimento alla mitologia americana, al sogno perpetuato da Hollywood.  L’Europa ha una fisiologia molto complessa ma, dietro la politica, c’è un cuore grande che batte e un cervello che strategicamente sta lavorando per migliorare la vita dei cittadini, viviamo di gran lunga meglio di chiunque altro al mondo. Voglio far parte di quell’idea romantica che è l’Europa”.

Non è la prima volta che l’arte fornisce idee alla politica. Ben vengano le buone idee che l’arte sa produrre nel tempo per migliorare l’umanità.

di Salvatore Rondello

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