Nelle ultime plenarie di Strasburgo, Timmermans e Verhofstadt all’attacco sui “casi” Ungheria, Polonia e Romania

Nelle ultime plenarie di Strasburgo, Timmermans e Verhofstadt all’attacco sui “casi” Ungheria, Polonia e Romania

K metro 0 – Strasburgo – Un’Unione Europea che torni veramente, nella pratica quotidiana, a quei valori essenziali di democrazia, libertà, rispetto dei diritti inalienabili e dei doveri essenziali del cittadino, solidarietà coi più’ deboli sin dall’inizio alla base della costruzione comunitaria, e riaffermati solennemente dal Trattato di Lisbona. Questo, osserviamo, il senso degli interventi

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K metro 0 – Strasburgo – Un’Unione Europea che torni veramente, nella pratica quotidiana, a quei valori essenziali di democrazia, libertà, rispetto dei diritti inalienabili e dei doveri essenziali del cittadino, solidarietà coi più’ deboli sin dall’inizio alla base della costruzione comunitaria, e riaffermati solennemente dal Trattato di Lisbona. Questo, osserviamo, il senso degli interventi fatti, rispettivamente, dal Vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, alla plenaria dell’Europarlamento del 3 ottobre,e dal leader dell’ ALDE (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa), Guy Verhofstadt, intervenendo il 2, sempre  in aula a Strasburgo, nel dibattito in vista del prossimo summit UE sui “casi” Ungheria e Polonia.

La plenaria dell’Europarlamento del 3 ottobre è stata convocata per discutere sulla situazione dello Stato di diritto e dell’indipendenza della magistratura in Romania: terzo Paese UE a finire sotto esame a Strasburgo, per presunte violazioni dello Stato di diritto, dopo Polonia e Ungheria.  A Strasburgo, alcuni eurodeputati hanno chiesto al Premier rumeno di rispettare l’indipendenza della giustizia e fermare l’indebolimento della lotta alla corruzione. Il Presidente rumeno, infatti, recentemente ha rimosso il procuratore capo anti corruzione, che aveva condannato parlamentari e ministri risultati corrotti. “Il suo governo- ha tuonato in aula, contro il Premier rumeno, l’eurodeputata tedesca dei Verdi Ska Keller – rende legale per i funzionari abusare del loro potere; il suo governo permetterà ai criminali di farla franca con i soldi rubati e non confiscati”.

“Le nuove leggi sulla giustizia”, ha assicurato, in risposta, il premier rumeno Dancila, in realtà “restituiscono l’indipendenza alla giustizia; non ci saranno politici che prenderanno decisioni sulla nomina o sul licenziamento dei giudici. L’indipendenza è totale e non è affatto ristretta”.

Sin dal suo ingresso nella UE nel 2007, la Romania in realtà è stata sotto costante monitoraggio, per questi essenziali aspetti del funzionamento dello Stato di diritto, da parte di Bruxelles. La Commissione UE vuole vederci chiaro anche sulle violente, frequenti  repressioni delle manifestazioni in questo Paese ( che dal    1 gennaio assumerà la presidenza di turno dell’ Unione).In particolare vuol capire se la manifestazione indetta a Bucarest, sabato scorso, da  PSD (Partito socialdemocratico) e ALDE (Alleanza socialdemocratica), in cui almeno 100 mila manifestanti, arrivati da tutto il Paese, sono sfilati davanti alla sede del Governo  per protestare contro i presunti abusi di potere da parte dei procuratori del Dipartimento anticorruzione è stata una manifestazione autenticamente democratica o, invece, una manovra “neoperonista”, organizzata dal Governo stesso in risposta alle frequenti dimostrazioni popolari dell’ultimo anno contro la corruzione dilagante nel Paese.

“Se la Commissione deve essere brutale nel suo processo, lo sarà”, ha assicurato Timmermans, come vicepresidente dell’esecutivo UE: escludendo, però, qualsiasi politica “persecutoria” (“Non è una minaccia. Solo la Commissione che stabilisce qual’è il suo ruolo. Siamo custodi dei trattati e dobbiamo prendere molto seriamente questo ruolo “). Poi, l’invito alla Romania a “evitare di ribaltare i progressi degli ultimi anni” e a “fare i passi giusti”, anche perché “non è ancora troppo tardi”. Un’ apposita risoluzione, comunque, sarà posta in votazione alla sessione plenaria di Strasburgo prevista per novembre,

“Al Consiglio europeo di ottobre (che dovrebbe prendere la decisione definitiva sulle sanzioni all’Ungheria di Orban, già accusata dall’ Europarlamento), “dobbiamo difendere i nostri valori”; in Europa gli “illiberali sono in ascesa” e “non possiamo restare in silenzio” di fronte alla Polonia e all’Ungheria: così, invece,il leader dell’ ALDE  (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa), Guy Verhofstadt, intervenendo il giorno prima, 2 ottobre a Strasburgo, nel dibattito in vista del summit UE. “Cosa stiamo aspettando a mettere l’articolo 7 in agenda per il Consiglio? Voglio una risposta chiara”. Verhofstadt, poi, ha chiesto anche di sbloccare l’impasse sulla riforma del Regolamento di Dublino (come sottolineato nella stessa plenaria del 2 ottobre,in vista del Consiglio europeo di dicembre, dal presidente uscente della commissione, Jean-Clkaude Juncker).   “L’incapacità del Consiglio di riformare Dublino – accusa il leader dell’ALDE – sta alimentando sentimenti negativi in Europa e l’odio contro i migranti”.

 

Fabrizio Federici

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