La Commissione antirazzismo pubblica nuovi rapporti su Moldova e Portogallo

La Commissione antirazzismo pubblica nuovi rapporti su Moldova e Portogallo

K metro 0 – Strasburgo – La Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) ha pubblicato oggi due nuovi rapporti relativi a Repubblica di Moldova e Portogallo. Per quanto concerne la Repubblica di Moldova, l’ECRI constata un aumento delle frasi di incitamento all’odio nei confronti di Rom, persone LGBT e comunità nere nel discorso

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K metro 0 – Strasburgo – La Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) ha pubblicato oggi due nuovi rapporti relativi a Repubblica di Moldova e Portogallo.

Per quanto concerne la Repubblica di Moldova, l’ECRI constata un aumento delle frasi di incitamento all’odio nei confronti di Rom, persone LGBT e comunità nere nel discorso pubblico e che le autorità non riescono ad adottare una ferma posizione contro tali forme di intolleranza. Il rapporto precisa che pochissimi episodi di discorso di odio sono portati dinanzi ai tribunali e invita le autorità a elaborare una vasta strategia globale per prevenirli.

L’ECRI riconosce tuttavia che la Repubblica di Moldova ha compiuti progressi in un certo numero di settori. Il Consiglio per la prevenzione e la lotta contro la discriminazione e per l’uguaglianza (CPPEDAE) ha ottenuto maggiore visibilità ed è diventato più efficace nelle sue attività e il Difensore civico ha un ruolo più incisivo; l’ECRI raccomanda nondimeno di rafforzare la loro capacità istituzionale. Il rapporto raccomanda inoltre di intensificare la formazione dei funzionari degli organi giudiziari e di polizia in materia di contrasto ai crimini motivati dall’odio, compreso il discorso dell’odio. Nel suo rapporto relativo al Portogallo, l’ECRI esprime soddisfazione per i notevoli progressi compiuti in relazione ai diritti delle persone LGBT e degli alunni di origine immigrata. Pone in risalto il fatto che le coppie dello stesso sesso hanno ottenuto il diritto all’adozione congiunta e alla fecondazione assistita nel 2016 e che le persone transgender non hanno più bisogni di un certificato medico per ottenere il riconoscimento ufficiale della loro identità di genere o cambiare nome. Nel complesso, i risultati scolastici degli allievi di origine immigrata si sono nettamente migliorati e il loro tasso di abbandono scolastico precoce si è generalmente ridotto.

L’ECRI esprime d’altro canto preoccupazione per le accuse di atti di violenza razzista commessi da certi agenti di polizia e deplora la lentezza dei progressi compiuti nel campo dell’integrazione dei Rom e delle comunità nere, e in particolare il tasso allarmante di abbandono scolastico nelle scuole superiori. Raccomanda in via prioritaria alle autorità di garantire che tutti i bambini Rom possano frequentare la scuola dell’obbligo fino ai 18 anni, che non ci siano casi di sgomberi forzati e che gli sgomberi siano conformi alle norme internazionali.

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