Brexit. May si scontra con la Ue. Critiche da Corbyn. Macron detta la politica estera europea

Brexit. May si scontra con la Ue. Critiche da Corbyn. Macron detta la politica estera europea

K metro 0 – Bruxelles – La premier britannica Theresa May invoca “rispetto” ma non sa cosa fare per risolvere “l’impasse” in cui si è cacciato il negoziato con l’Ue, il cui fallimento è stato sancito dal vertice informale del Consiglio europeo a Salisburgo. In un discorso pronunciato a Downing Street la premier britannica ha

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K metro 0 – Bruxelles – La premier britannica Theresa May invoca “rispetto” ma non sa cosa fare per risolvere “l’impasse” in cui si è cacciato il negoziato con l’Ue, il cui fallimento è stato sancito dal vertice informale del Consiglio europeo a Salisburgo. In un discorso pronunciato a Downing Street la premier britannica ha ribadito la propria linea, definendo “inaccettabili” i rifiuti netti opposti al piano Chequers e confermando che “un mancato accordo è migliore di un cattivo accordo”. “Non voglio ribaltare il risultato del referendum, né spezzerò il mio Paese. Abbiamo bisogno di un impegno serio per risolvere i due grandi problemi nei negoziati. E siamo pronti”, ha dichiarato. La leader Tory procede per la propria strada, intrapresa dopo il voto popolare. Il referendum, ha detto, non si tocca. “E’ stato il più grande esercizio democratico che questo Paese abbia mai affrontato. Negare la sua legittimità o non rispettare il suo risultato minaccia la fiducia pubblica nella nostra democrazia. Ecco perché per oltre due anni ho lavorato giorno e notte per realizzare un accordo che vede il Regno Unito lasciare l’Ue. Ho lavorato per portare le persone con me anche quando non è sempre stato possibile”.

Due i nodi principali da sciogliere: mercato unico e confini con l’Irlanda

I nodi principali sono due: il mercato unico e il confine con l’Irlanda. Su entrambi i temi, ha sottolineato May, Londra e Ue restano “molto lontani, nonostante i progressi compiuti”. Un accordo commerciale in stile norvegese, secondo Londra “significherebbe che dovremmo ancora rispettare tutte le norme dell’Ue, che l’immigrazione incontrollata dall’Ue continuerà e non potremmo fare gli accordi commerciali che vogliamo con altri Paesi. Ciò renderebbe una presa in giro il referendum che abbiamo avuto due anni fa”, ha sentenziato. May boccia anche la proposta di un libero scambio in stile Canada con un confine doganale lungo il Mare d’Irlanda. “E’ qualcosa che non accetterò mai – anzi, a mio giudizio è qualcosa che nessun primo ministro britannico accetterebbe mai. Se l’Ue crede che lo farò, sta facendo un grave errore”. May ritiene inaccettabile anche la proposta di raggiungere l’obiettivo mantenendo efficacemente l’Irlanda del Nord nell’Unione doganale. “Come ho già detto, è inaccettabile. Non saremo mai d’accordo. Significherebbe spezzare il nostro paese. Definiremo la nostra alternativa che preserva l’integrità del Regno Unito”. Sui limiti dei negoziati, May continua a tendere la mano: “Come ho detto ai leader europei, nessuna delle parti dovrebbe chiedere l’inaccettabile all’altra. Non possiamo accettare nulla che minacci l’integrità della nostra unione, così come non possono accettare tutto ciò che minaccia l’integrità della loro”, ha chiarito. “Noi – ha concluso – abbiamo trattato l’Ue con nient’altro che rispetto, il Regno Unito si aspetta lo stesso. Una buona relazione alla fine di questo processo dipenderà da questo”.

Corbyn, leader laburista: “May incapace, la sua strategia è un disastro. L’opzione no deal non esiste”

Il discorso di oggi di Theresa May sull’esito del vertice di Salisburgo dimostra che la premier conservatrice “è incapace di portare a casa un buon accordo sulla Brexit”, afferma il leader dell’opposizione laburista britannica, Jeremy Corbyn. “La strategia negoziale di Theresa May sulla Brexit – rincara Corbyn – si è rivelata un disastro. I Tories spendono più tempo a litigare fra loro che a negoziare con l’Ue. I giochi politici sia dell’Ue sia del governo (May) devono finire perché un ‘no deal’ non è un’opzione”.

Le Figaro racconta il pranzo senza la May al vertice di Salisburgo di giovedì. Macron è l’artefice della posizione Ue più dura sulla Brexit

E’ stato il presidente francese Emmanuel Macron a convincere i partner europei che era giunto il momento di mettere alle strette Theresa May sulla Brexit, dopo che la premier britannica aveva detto pubblicamente che l’unica opzione possibile è il suo “piano dei Chequers”. Lo scrive oggi Le Figaro, in una ricostruzione del pranzo senza la premier britannica che gli altri leader hanno tenuto ieri nell’ambito del vertice informale di Salisburgo. Pranzo al termine del quale il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk ha detto chiaramente che le proposte britanniche “non funzionano”, spiazzando la May che sperava in segnali positivi sulla sua proposta. Secondo fonti diplomatiche citate dal quotidiano, c’era inizialmente un consenso sulla scelta di non mettere in difficoltà la May in vista del Congresso del suo partito conservatore fra il 30 settembre e il 3 ottobre. Ma Macron si è adoperato per convincere gli altri che era tempo di “fare pressione sul Regno Unito perché facesse delle vere proposte”.

È venuto il momento di essere chiari. Non serve a niente dirci fra noi che le proposte non funzionano e raccontare all’esterno che le cose non vanno così male”, ha detto il presidente francese. Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, preoccupato per i suoi compatrioti in Gran Bretagna, così come la cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier olandese Mark Rutte, restii a destabilizzare la May, sono inizialmente apparsi più prudenti. Ma poi, scrive Le Figaro, Macron li ha convinti. Il primo a schierarsi con lui è stato lo spagnolo Pedro Sanchez, poi gli altri hanno seguito. Il giornale scrive che la May, presente a Salisburgo ma esclusa dal pranzo, non si aspettava la durezza della risposta europea, anche se diverse fonti concordano che Macron l’aveva avvertita della posizione che intendeva sostenere. “Il mondo politico britannico vive dentro una bolla da due anni – commenta un diplomatico francese – parlano solo con sé stessi. Anche se vi sono divergenze, non hanno capito che gli europei resteranno uniti sulla Brexit”.

JobsNews – di Beppe Pisa

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