Concluso il Vertice UE a Salisburgo. Si è discusso di migranti e di Brexit

Concluso il Vertice UE a Salisburgo. Si è discusso di migranti e di Brexit

Si è concluso il vertice informale del Consiglio della UE a Salisburgo.  Si è discusso sui migranti e sulla Brexit. K metro 0 – Salisburgo – Sono rimaste le distanze tra i leader Ue sulla gestione interna dell’immigrazione. Invece, i 27 si sono trovati d’accordo sulla necessità di rafforzare il coinvolgimento dei paesi terzi, incluso

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Si è concluso il vertice informale del Consiglio della UE a Salisburgo.  Si è discusso sui migranti e sulla Brexit.

K metro 0 – Salisburgo – Sono rimaste le distanze tra i leader Ue sulla gestione interna dell’immigrazione. Invece, i 27 si sono trovati d’accordo sulla necessità di rafforzare il coinvolgimento dei paesi terzi, incluso l’Egitto.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, al termine del vertice, ha detto: “I Paesi che non vogliono far parte di Frontex usciranno da Schengen. I Paesi che non amano l’Ue non potranno avere i fondi per fare le riforme strutturali. Ci sono le crisi, ma le crisi le genera chi dice che non rispetta il diritto internazionale e umanitario e quando arriva una nave non la prende anche se è il porto più vicino. La crisi la genera chi dice che ama la Ue quando prende i fondi strutturali ma non prende neanche un migrante”. È chiaro che Macron ha puntato il dito contro Salvini senza mai nominarlo.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Salisburgo, ha detto: “Quando abbiamo ragionato di immigrazione si è discusso delle prospettive di attuazione delle conclusioni di giugno. Merkel vuole dire che non ci sono ancora stati passi avanti per il meccanismo di gestione  condivisa. Ci siamo detti un po’ tutti che quanto prima si deve arrivare a delle conclusioni. Il caso Diciotti ci vede tutti perdenti perché se l’Europa vuole esprimere una politica in materia di immigrazione e significa che persegue, elabora, mette a punto una strategia adatta. Fin qui non è andato bene. Va rivisto il regolamento di Dublino e quanto prima perseguire meccanismi di solidarietà.  Più ritardiamo più siamo in difficoltà. Ci siamo detti un po’ tutti che dobbiamo arrivare a conclusioni sui migranti perché più ritardiamo più andiamo tutti in difficoltà. La posizione dell’Italia sul progetto Frontex è che sicuramente può avere un ruolo ma potenziare Frontex fino a diecimila uomini fa anche sorgere problemi circa l’utilità   di un tale investimento. Preferei che tutti questi investimenti fossero destinati all’Africa. C’è anche un problema politico, è chiaro che un simile dispiegamento di uomini pone un tema di sovranità. Tutti i Paesi membri è chiaro che sono gelosi, e l’Italia non è da meno”.

Nuovo scontro del vicepremier Salvini con il presidente francese Macron sull’accoglienza dei migranti, con l’invito a non dare lezioni quando si sono respinte 50mila persone alla frontiera. Salvini ha detto pesantemente: “Macron ha detto che siamo un governo che fa vomitare, che siamo razzisti ed egoisti proprio mentre dal gennaio dell’anno scorso, non dico abbia fatto bene o no, ha respinto circa 50.000 persone alla frontiera italo-francese, compresi donne e bambini”.

Kurz ha sottolineato ancora una volta la necessità di rafforzare quanto prima Frontex, l’agenzia Ue per il controllo delle frontiere, come propone la Commissione europea, anche se l’idea ha già suscitato perplessità in vari Stati membri. Nel blocco dei Paesi Visegrad, ad esempio, nel mirino delle critiche c’è sia il rafforzamento del mandato dell’agenzia perché svolga compiti all’interno dei Paesi, sia il fatto di destinarle più finanziamenti. La Repubblica Ceca ha già dichiarato: “Meglio dare i fondi direttamente agli Stati”.

Il premier lussemburghese, Xavier Bettel, all’arrivo a Salisburgo, prima di iniziare il vertice europeo, ha così commentato la possibilità che i Paesi UE che non accolgono i migranti   possano dare un contributo economico: “Se iniziamo a parlare del prezzo di un migrante, è una vergogna per tutti. Non parliamo di mercati, non parliamo di tappeti o di merci. Parliamo di essere umani”. Ma intanto il Lussumburgo generoso a parole, assumendo una posizione molto   discutibile, non è disposto a prendersi neppure una quota di questi esseri umani che tanto premono ai suoi governanti, purché restino in casa d’altri.

L’altro tema sul tavolo del Vertice di Salisburgo è stato quello della Brexit per la quale sarebbe previsto un vertice straordinario il 17 e il 18 novembre.

Il presidente del Consiglio della UE, Donald Tusk, ha detto: “Il piano del premier britannica, Theresa May, per un accordo con l’Ue per la Brexit non funzionerà in alcuni punti chiave.   Senza un accodo di massima al vertice   europeo di ottobre, non ci sarà il summit straordinario di novembre. Se invece si riusciranno a fare passi avanti, allora torneremo a riunirci con un vertice   straordinario il 17 e 18 novembre.  I nodi restano l’Irlanda e il mercato unico”.

Il premier britannica Theresa May ha difeso il suo piano negoziale per un accordo sulla Brexit, come l’unica proposta seria e credibile sul tavolo. Citata dai media britannici dopo il vertice di Salisburgo, May ha risposto alle riserve espresse dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, dicendo in modo convinto quanto segue: “Dal summit è emersa la volontà di trovare un accordo”.

Nicole Sturgeon, leader indipendentista scozzese e first minister del governo locale di Edimburgo, ha invocato un rinvio della Brexit rispetto alla data fissata dal premier conservatrice Theresa May e approvata dal parlamento britannico per il 29 marzo 2019, nel caso di un mancato accordo finale entro novembre nei negoziati con Bruxelles. Andare avanti con il divorzio sarebbe ‘assolutamente sconsiderato’, secondo quanto ha dichiarato Sturgeon alla Bbc, sullo sfondo delle notizie rimbalzate dal vertice UE di Salisburgo per un possibile stallo negoziale e della bocciatura da parte di Donald Tusk di alcuni punti chiave del piano di proposte messo sul tavolo dalla May. Il premier  scozzese, da sempre contraria alla Brexit, auspica un fronte compatto almeno dei partiti di opposizione britannici in favore di un rinvio, in mancanza di certezze, e polemizza con May che giusto in queste ore ha escluso qualunque proroga della trattativa o procrastinazione dei termini di uscita del Regno Unito dall’Ue. Infatti, l’inquilina di Downing Street ha tagliato corto: “Non è   un’opzione”.

È lento il progredire degli accordi nell’Unione Europea su tematiche comuni importanti. Invece, dovrebbe ormai essere chiara la necessità di proseguire speditamente verso l’unità politica dell’Europa sotto forma di federazione o confederazione dei diversi Stati.

di Salvatore Rondello

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