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Bassa bresciana, boom di casi di polmonite. Epicentro del contagio in sei comuni

Bassa bresciana, boom di casi di polmonite. Epicentro del contagio in sei comuni

K metro 0 – Brescia – I numeri sono quelli di una epidemia. E sono aumentati nelle ultime ore. Hanno superato quota 150 i casi di polmonite nella Bassa bresciana Orientale. Sei i comuni particolarmente interessati: Carpenedolo, Montichiari, Calvisano, Visano, Acquafredda e Remedello e 121 le persone che si sono recate in ospedale. Sono stati disposti

K metro 0 – Brescia – I numeri sono quelli di una epidemia. E sono aumentati nelle ultime ore. Hanno superato quota 150 i casi di polmonite nella Bassa bresciana Orientale. Sei i comuni particolarmente interessati: Carpenedolo, Montichiari, Calvisano, Visano, Acquafredda e Remedello e 121 le persone che si sono recate in ospedale.

Sono stati disposti accertamenti sulle morti di un 85enne di Carpenedolo e di una 69enne di Mezzane di Calvisano, nel bresciano, per valutare se i decessi siano collegati ai casi di polmonite che hanno stanno interessando la Bassa Bresciana Orientale. “Stiamo facendo tutto ciò che è nelle nostre possibilità. Fra qualche giorno avremo i risultati dei campionamenti che sono già stati effettuati” ha detto l’assessore al Welfare della Regione, Giulio Gallera, evidenziando che sono 138 gli accessi per polmoniti al pronto soccorso dei presidi ospedalieri di Montichiari, Manerbio, Desenzano Del Garda, Gavardo (Brescia), Asola e Castiglione delle Stiviere e Mantova. Di questi 124 sono stati ricoverati, mentre dal punto di vista dell’accertamento diagnostico, sono 2 i soggetti risultati positivi per legionella.

“Oltre ai due casi confermati – ha spiegato l’assessore – la stragrande maggioranza dei casi sottoposti ad una prima e tempestiva indagine diagnostica ha avuto esito negativo. Questa indagine non esclude comunque la presenza del batterio, pertanto verranno effettuati ulteriori approfondimenti. La ricerca eziologica, inoltre, si indirizza anche verso altri possibili cause”.

“Ferme restando le inchieste epidemiologiche in corso – ha spiegato inoltre Gallera – per identificare eventuali luoghi comuni di possibile esposizione, è stata effettuata una verifica con i gestori degli acquedotti dei comuni bresciani interessati, confermando che non vi sono interconnessioni strutturate fra gli stessi che giustifichino un interessamento dei differenti comuni”.

“In ogni caso – ha proseguito – anche per una restituzione alla popolazione, sono in corso le analisi conoscitive su acqua potabile prelevata nei comuni con più casi, vale a dire Carpenedolo, Calvisano, Remedello, Montichiari, Acquafredda, e sono state date le informazioni di rito nei confronti del rischio legionella. Fino ad ora sono stati eseguiti 52 campionamenti in tutto: 24 sulla rete idrica, ovvero in fontanelle pubbliche, serbatoi d’acqua e casette dell’acqua, e 28 in case private”.

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