UE: addio al monouso e alle vecchie cattive abitudini

UE: addio al monouso e alle vecchie cattive abitudini

K metro 0 – Bruxelles – Nei mesi scorsi l’Unione europea ha lanciato la strategia sulla plastica che cambierà la progettazione, la realizzazione, l’uso e il riciclaggio dei prodotti. Il modo in cui le materie plastiche sono attualmente prodotte, utilizzate e gettate non permette di cogliere i vantaggi economici derivanti da un approccio più circolare. Sotto

K metro 0 – Bruxelles – Nei mesi scorsi l’Unione europea ha lanciato la strategia sulla plastica che cambierà la progettazione, la realizzazione, l’uso e il riciclaggio dei prodotti. Il modo in cui le materie plastiche sono attualmente prodotte, utilizzate e gettate non permette di cogliere i vantaggi economici derivanti da un approccio più circolare. Sotto forma di microplastiche, sono presenti anche nell’aria, nell’acqua e nel cibo e raggiungono perciò i nostri polmoni e le nostre tavole, con effetti ancora sconosciuti sulla salute. Affrontare il problema è, dunque, una necessità, che può dischiudere nuove opportunità di innovazione, competitività e occupazione.

L’obiettivo è duplice: tutelare l’ambiente e, al tempo stesso, porre le basi per una nuova economia delle materie plastiche, in cui la progettazione e la produzione rispettino pienamente le necessità del riutilizzo, della riparazione e del riciclaggio e in cui siano sviluppati materiali più sostenibili. L’ultima proposta di direttiva della Commissione europea, annunciata nella suddetta strategia, riguarda i 10 prodotti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari d’Europa e che rappresentano il 53% circa dei rifiuti marini del vecchio continente.

Tale direttiva introdurrà:

il divieto di commercializzazione di determinati prodotti in plastica (bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande e aste per palloncini, tutti prodotti che dovranno essere fabbricati esclusivamente con materiali sostenibili; i contenitori per bevande in plastica monouso saranno ammessi solo se i tappi e i coperchi non sono elementi separati);

obiettivi di riduzione del consumo (gli Stati membri dovranno limitare l’uso di contenitori in plastica per alimenti e bevande, fissando obiettivi nazionali di riduzione, mettendo a disposizione prodotti alternativi presso i punti vendita, o impedendo che i prodotti monouso siano forniti gratuitamente);

obblighi per i produttori (che contribuiranno a coprire i costi di gestione e bonifica dei rifiuti, come pure i costi delle misure di sensibilizzazione per i seguenti prodotti: contenitori per alimenti, pacchetti e involucri -ad esempio, per patatine e dolciumi-, contenitori per bevande, prodotti del tabacco con filtro, salviette umidificate, palloncini e borse di plastica leggera).

Entro il 2025, inoltre, gli Stati membri dovranno raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande, ad esempio, introducendo sistemi di cauzione-deposito.

Alcuni prodotti (assorbenti igienici, salviette umidificate e palloncini) dovranno avere un’etichetta chiara e standardizzata che indica come devono essere smaltiti, il loro impatto sull’ambiente e la presenza di plastica. La direttiva, infine, introdurrà misure di sensibilizzazione per gli Stati membri, i quali dovranno informare i consumatori sull’incidenza negativa della dispersione nell’ambiente dei prodotti, sui sistemi di riutilizzo disponibili e sulle migliori prassi di gestione dei rifiuti.

I benefici ambientali ed economici previsti dalla direttiva sono stimati in: 3,4 milioni di tonnellate di CO2 emesse in meno, minori danni ambientali per un costo equivalente a 22 miliardi di EUR entro il 2030, risparmi per i consumatori nell’ordine di 6,5 miliardi di EUR. E a guadagnarci saranno anche le imprese, perché una normativa unica per l’intero mercato UE offre loro un trampolino per rafforzare la competitività in un mercato, quello dei prodotti sostenibili, in piena espansione. Con i sistemi di riutilizzo (come quelli di cauzione-rimborso) potranno contare su un approvvigionamento stabile di materiali di alta qualità; in altri casi, mosse dall’incentivo a ricercare soluzioni più sostenibili, le aziende potranno conquistare un vantaggio tecnologico sui loro concorrenti internazionali.

Le proposte della Commissione passeranno ora al vaglio del Parlamento e del Consiglio europeo. La speranza è quella di chiudere la procedura legislativa prima delle elezioni di maggio 2019.

 

di Michela Bilotta

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