Reportage viaggiare in Europa, da Roma a Pitlochry

Reportage viaggiare in Europa, da Roma a Pitlochry

K metro 0 – London – C’erano una volta le frontiere, quelle che dividevano Francia, Germania, Italia, Inghilterra, Spagna e gli altri che oggi conosciamo sotto il nome di Unione Europea. Nel 1957, con il Trattato di Roma, venne poi sancita la Comunità Economica Europea, un’unione tra i paesi europei, all’epoca solo doganale, che nei

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K metro 0 – London – C’erano una volta le frontiere, quelle che dividevano Francia, Germania, Italia, Inghilterra, Spagna e gli altri che oggi conosciamo sotto il nome di Unione Europea. Nel 1957, con il Trattato di Roma, venne poi sancita la Comunità Economica Europea, un’unione tra i paesi europei, all’epoca solo doganale, che nei decenni successivi sarebbe passata attraverso i vari trattati di Schengen, Maastritch e Lisbona, culminando nel 2012 con il premio Nobel all’Unione Europea. 60 anni di storia che hanno portato alla creazione di un unico, vastissimo popolo: non più solo francesi, italiani, inglesi, tedeschi o altro, ma anche europei e cittadini di un’Europa unita dagli stessi sogni e ambizioni.

Con questa consapevolezza decidiamo di partire in tarda serata dalla stazione di Roma Tiburtina, ancora piuttosto affollata. L’idea è di arrivare nel nord della Scozia, utilizzando solo pullmann e nave, nell’arco di una quarantina di ore, attraversando varie città europee. Dopo una notte di sonno piuttosto agitato e scomodo, arriviamo all’alba del giorno dopo a Milano, da lì ci spostiamo a Torino, dove l’intera corriera viene passata a un controllo antidroga. Il primo di una serie di misure di sicurezza che ci riguarderanno nelle prossime 40 ore, perché l’Europa, oggi, sarà anche unita, ma i livelli di sicurezza rimangono alti. Dopo un ritardo abbastanza lungo, che come vedremo ci costringerà a modificare parte del viaggio, raggiungiamo il confine con la Francia a mezzogiorno del 16 luglio, dopo aver attraversato quella Val di Susa Già teatro, in passato, di critiche, proteste e manifestazioni per via della realizzazione del TAV (Treno ad Alta Velocità).

Grenoble: finalmente siamo sulle coste della Francia. La corriera si dirige verso Lione dove, una volta arrivati, incontriamo il primo imprevisto: a causa del ritardo del giorno prima, perdiamo la coincidenza con Parigi, ma dopo un iniziale smarrimento ci ricordiamo che l’Europa, in fin dei conti, è un unico, enorme paese. Non siamo nè in qualche territorio sperduto del Sud Africa, né nel nord dell’Alaska. Grazie alla gentilezza di alcuni addetti della stazione riceviamo due biglietti gratuiti, parziale consolazione per il disagio incontrato, per raggiungere Parigi, dove contiamo di arrivare poco prima della mezzanotte della sera stessa. L’intenzione: se non troveremo subito una corriera diretta a Londra, ci fermeremo per un po’ nella capitale francese. Arrivati a Parigi, la stanchezza, l’ora tarda, nonché la voglia di respirare le atmosfere bohémien della città ci fanno fermare fino alla sera successiva, quando ripartiremo per arrivare al porto di Calais, nel nord della Francia. Da qui, dopo controlli molto più approfonditi (in particolare per i cittadini extra europei) ci imbarchiamo in piena notte su un’enorme nave che trasporta persone, mezzi, merci e barche più piccole, attraversando lo stretto di Dover per arrivare nell’omonima città costiera nel territorio del Kent, nel sud dell’Inghilterra, proseguendo poi per Londra. Dal punto di vista tecnico, ci si muove abbastanza bene anche grazie alla recente eliminazione dei costi di roaming dei cellulari nei paesi dell’Unione Europea.

Con alle spalle già 32 ore di corriera e nave, e scarsamente riposati da agitati, brevi sonni, ci fermiamo nella capitale inglese per qualche giorno. L’idea, principalmente, è di vedere in prima persona gli effetti della Brexit, che notiamo quasi subito: i numerosi uffici di cambio monetario ora offrono 84/86 sterline in cambio di 100 euro. Una bella differenza rispetto al rapporto 100 euro=75/80 sterline che notammo a luglio del 2016, quando ci recammo a Londra appena un mese dopo il famoso referendum del 23 giugno. Fermandoci qualche giorno nella capitale inglese, notiamo anche altri segni che testimoniano come qui la popolazione cittadina, nel generale clima di indecisione politica ed economica che circonda la Brexit (ma anche la Scoxit, ne riparleremo), non sia d’accordo con la decisione del resto dell’Inghilterra di uscire dall’Europa. Ma questa è una storia che approfondiremo in futuro.

Dopo qualche giorno, passato a Londra, saliamo su un’altra corriera diretta a Edimburgo, in un viaggio di otto ore attraverso città e campagne inglesi. Capitale della Scozia dal 1437, e sede del parlamento dal 1999, Edimburgo circonda i suoi abitanti (poco più di 460mila) con architetture e atmosfere che sembrano sospese in un altro tempo.

Ma per vivere la vera Scozia, quella delle colline, delle sterminate distese, degli antichi clan, del tartan e del whisky, ci manca ancora una tappa fondamentale: le Highlands. Dopo alcuni giorni passati a Edimburgo a vivere i luoghi e le atmosfere descritte da scrittori come Walter Scott, R.L.Stevenson e William Black, partiamo per l’ultima tappa del nostro viaggio attraverso l’Europa. Sempre in corriera, per meglio osservare i meravigliosi scenari e le campagne della Scozia, tra greggi di pecore (altro pilastro dell’economia e della cucina scozzese) e piccole mandrie di Hamish, in una temperatura piacevolmente molto più bassa di quella che abbiamo lasciato in Italia. Attraversando villaggi di pescatori che sembrano ancora fermi a una splendida cartolina di fine ‘800 (La modernità, tra connessione internet e infrastrutture, è arrivata anche qui, ma in modo meno invadente e visibile) arriviamo infine a Pitlochry, graziosa cittadina con meno di 3mila abitanti nel centro delle Highlands. Più a nord ci sarebbe ancora molto da vedere, fino alle remote isole di Faroen, governo autonomo del Regno di Danimarca.

Da Pitlochry riparte infine il lungo viaggio che ci riporterà a Edimburgo, Londra, Amsterdam, Utrecht (nei Paesi Bassi, a causa del caldo estivo, sembra di attraversare le bollenti cittadine del sud America) fino a Milano, e da lì a Roma. 80 ore di viaggio in quel meraviglioso microcosmo che è la corriera, dove si viaggia quasi braccio a braccio con inglesi, italiani, francesi, nederlandesi, rumeni, africani, indiani, senza distinzione di etnia o religione, per attraversare insieme il continente, fin quasi all’estremo nord dell’Unione Europea.

 

di Emiliano Federico Caruso

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