UE-USA, avvio di una nuova fase: stretta amicizia e relazioni forti

UE-USA, avvio di una nuova fase: stretta amicizia e relazioni forti

K metro 0 – Washington – La delegazione dell’Unione Europea guidata dal Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, si è incontrata a Washington con il Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, per parlare di dazi e politiche commerciali. Al termine del faccia a faccia, nella conferenza stampa congiunta, hanno entrambi espresso con favore l’avvio

K metro 0 – Washington – La delegazione dell’Unione Europea guidata dal Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, si è incontrata a Washington con il Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, per parlare di dazi e politiche commerciali. Al termine del faccia a faccia, nella conferenza stampa congiunta, hanno entrambi espresso con favore l’avvio di una nuova fase dei rapporti tra Ue e Usa. Nel Giardino delle Rose della Casa Bianca, Donald Trump ha precisato che l’obiettivo condiviso è di arrivare a zero tariffe – barriere commerciali tra le due macro aree economiche – che sviluppano il 50% del PIL mondiale – sui beni industriali, partendo proprio dallo snodo delle automobili.

Il Presidente Juncker ha spiegato che, nonostante i negoziati risultino appena all’inizio, si è trovato l’accordo su dove voler arrivare. In tale contesto, anche il Segretario del Tesoro americano, Steven Mnuchin, in una intervista resa alla Cnbc, ha confermato che il pericolo di dazi americani sulle importazioni è al momento scongiurato.

Insomma, è una tregua tra Unione Europea e Stati Uniti su dazi e rapporti commerciali, in prospettiva anche sulle attuali tariffe su acciaio ed alluminio. La crisi era cominciata lo scorso marzo, quando l’Amministrazione Trump aveva annunciato l’imposizione di dazi proprio su beni primari come l’alluminio e l’acciaio dall’Unione Europea. La misura era stata sospesa due volte col solo fine di agevolare gli esiti dei negoziati, tesi ad una soluzione d’interesse comune e, soprattutto, stabile. Dopo diversi colloqui andati in vano, all’inizio di giugno, il presidente Trump aveva confermato il tenore dei dazi annunciati, innescando l’inevitabile e pronta risposta dell’Unione Europea: dazi sulle merci importate dagli Stati Uniti per un valore complessivo di 2,8 miliardi di euro l’anno, nonché la definizione di una serie di accordi strategici con l’Australia, alcuni Paesi dell’Asia e, in ultimo, col Giappone. L’incontro tra Juncker e Trump è stato dunque organizzato proprio per evitare un’ulteriore escalation della tensione commerciale e, pertanto, un esito così positivo era tutt’altro che scontato, anche in ragione dei differenti approcci di fare politica.

In Europa prevale l’entusiasmo, dalla Cancelliera tedesca Merkel per arrivare al Presidente Bce Mario Draghi, più flebile, invece, quello espresso dalla Francia di Macron.

 

di Nizar Ramadan

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