Il “made in Italy” profuma anche di India

Il “made in Italy” profuma anche di India

K metro 0 – Milano – Abbiamo incontrato il Presidente dell’Associazione Italia-India e C.E.O della multinazionale Ince Global, eccellenza nel settore import-export di beni di lusso e fashion con sedi in tutto il mondo, per parlare di stile e mercati globali. Intervista di Margherita Chiara Immordino Tedesco e Fabrizio Montanari Dr. KUMUP NAND kUMAR, come ha

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K metro 0 – Milano – Abbiamo incontrato il Presidente dell’Associazione Italia-India e C.E.O della multinazionale Ince Global, eccellenza nel settore import-export di beni di lusso e fashion con sedi in tutto il mondo, per parlare di stile e mercati globali.

Intervista di Margherita Chiara Immordino Tedesco e Fabrizio Montanari

Dr. KUMUP NAND kUMAR, come ha maturato la decisione di intraprendere un’attività imprenditoriale nel settore del lusso in Europa e in particolare in Italia?

Non puoi farti un’idea di cosa sia la bellezza se non visiti almeno una volta l’Italia: la città di Milano ha esercitato su di me un fascino particolare facendomi superare i confini geografici dell’Europa esercitando su di me un fascino particolare facendomi superare i confini geografici dell’Europa. La mia visione era giusta: gli indiani insieme a russi, arabi e cinesi sono i più attivi consumatori di made in Italy. Sono convinto che l’export di lusso italiano parlerà le lingue dell’India e dell’Asia: le previsioni per il 2019 annunciano un mercato che conterà almeno 200 milioni di nuovi “big spender” pronti a comprare prodotti di lusso. Ad oggi, con le mie due società nelle quali ho investito con entusiasmo e passione, ho raccolto buoni frutti e mi sto proiettato nel futuro ponendomi obiettivi ancora più ambiziosi. Vorrei incrementare i Gallery di lusso nel mio amato paese nativo e far crescere sempre di più l’e-commerce dei prodotti di lusso investendo anche sullo sviluppo nelle tecnologie applicate all’intelligenza artificiale.

Tornando indietro quale vento l’ha portata in Italia?                                                                                                  

Sono arrivato in Italia nel 1997 per conseguire il Dottorato presso l’Università Bocconi di Milano e qui immediatamente ho respirato un’aria familiare, innamorandomi di questo paese fantastico che ha molte similitudini con l’India. La mia passione per lo style italiano ha determinato la scelta di creare un’attività economica che potesse esportare il the Italian Fashion nel mio continente. Sono stato un precursore di una tendenza di mercato a livello globale, soprattutto per un paese come l’Italia che oggi ricopre la sesta posizione nell’export verso l’India a livello europeo e il tredicesimo posto su scala mondiale con una quota dello 0,7% sul totale degli investimenti diretti esteri in ingresso in India, pari a 2,2miliardi di dollariel settore moda di raffinato livello, design ricercato e agroalimentare di altissima qualità.

Usciamo fuori dagli schemi tradizionali per parlare di intelligenza artificiale nel settore fashion?

L’Intelligenza artificiale sta già cambiando il nostro modo di acquisire permettendo al settore fashion l’apertura di innovative opportunità. Anche se ad oggi il mondo della robotica e dei dispositivi tecnologici appare lontano e sconosciuto, in realtà è sempre più strettamente collegato al futuro della moda grazie all’impiego di algoritmi e software in grado di rilevare e analizzare i dati ricavati dai social network e dall’e-commerce per poter valutare le tendenze e i gusti dei clienti. Questi software intelligenti non sono solo capaci di valutare l’andamento di un prodotto in un mercato vasto, ma riescono a generare vere e proprie mode. Non si esclude che in futuro l’intelligenza artificiale possa rendere obsolete occupazioni strategiche nella moda facendo incominciare a tremare stilisti, fotografi e modelle di questo mondo dorato. Da una parte, alcune professioni storiche andranno a scomparire per dare luce a nuove tendenze e nuovi sbocchi occupazionali molto più performanti.

Che tipo di rapporti economici e accordi commerciali esistono oggi tra Europa e India?

A livello europeo, nel 2007 sono cominciati i negoziati per la definizione di un accordo di libero scambio tra l’Ue e l’India al fine di ridurre i dazi sulle merci, facilitare lo scambio di servizi e incrementare gli investimenti bilaterali. Attualmente, dopo un periodo di stallo, le discussioni sono riprese e tra le questioni chiave su cui trovare un punto di incontro, ci sono quelle relative alle nuove regole di accesso al mercato di beni e servizi e di protezione degli investimenti e allo sviluppo sostenibile. L’accordo sicuramente troverà risvolti positivi per entrambe le economie sia nel breve che nel lungo termine.

 

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